giovedì 31 marzo 2016

QUESTO INFERNO ROSA - Lucio Battisti



QUESTO INFERNO ROSA 
Testo di Mogol
Musica di Lucio Battisti

Non ferirmi no, non farlo mai più.
I baci tranquillizzanti mi buttano giù.
Tu vuoi mostrare a tutti l'amore che c'è fra noi,
una medaglia al valore che da sola ti dai.
Adesso che hai una casa un uomo e una reputazione,
padrona, padrona anche del tuo padrone.
vorresti che ti seguissi nel goder con distinzione
di tutti i frutti della vita quasi quasi compresi quelli colti da altre dita
No non sei più tu
E la memoria impertinente mi riporta là
a una ragazza fra la gente smagliante di libertà.
Le parolacce le risate le corse e poi tu mia
se fossi un altro uomo direi: poesia.
E quando con un salto tu sei piombata tra le braccia mie
ti sei spogliata senza trovare né scuse né bugie
e quando per scherzare dissi "Quanto vuoi?"
Tu rispondesti seria "L'amor che puoi!".
La disinvoltura che adesso tu hai
ha come radici gli spiccioli miei.
Le mura di un castello hai alzato intorno a noi
e olio bollente sugli altri getti ormai
scegliendo i nostri amici un computer diventi per l'occasione
e chi hai scartato per te è un barbone
mi offri la fedeltà su un piatto decorato da mille attenzioni
come dire "hai comprato e ora godi le tue prigioni"
Vola la mia mente a qualche anno fa
a una esplosione dirompente di vitalità
a quando per punir quel moralista dell'ultimo piano
tu improvvisamente gli mostrasti il seno!
E quando ancor piangendo per l'emozione tu
cantando Fratelli d'Italia gridasti "io non ti lascio più!"
e la violenza con la quale mi abbracciasti un giorno,
un giorno quando non conoscevo questo rosa inferno...........




  

Questo inferno rosa” è una dichiarazione di consapevolezza, di ammissione dei propri errori, anche di guerra volendo. È un pezzo che bisogna conoscere perché racconta quello che una persona di successo rischia di vivere a livello sentimentale. 
L’arrangiamento di Battisti è semplice e meraviglioso, il batterista non usa mai il rullante, suona quasi sempre solo i tom, questo crea la tensione giusta per questo sfogo come se avessero voluto far partire la ritmica solo quando il testo era giunto ad una conclusione come per dire “ok, adesso tocca a te”. L'assolo di chitarra è come un lamata al petto. Bellissima.


VEDI ANCHE . . .

ACQUA AZZURRA, ACQUA CHIARA - Lucio Battisti (1969)

DIECI RAGAZZE - Lucio Battisti (1969)

MI RITORNI IN MENTE - Lucio Battisti (1969)

7 e 40 - Lucio Battisti (1969)

NEL SOLE, NEL VENTO, NEL SORRISO, NEL PIANTO - Lucio Battisti (1969)

E PENSO A TE - Lucio Battisti (1970)

FIORI ROSA FIORI DI PESCO - Lucio Battisti (1970)

IL TEMPO DI MORIRE - Lucio Battisti (1970)

EMOZIONI - Lucio Battisti (1970)

ANNA - Lucio Battisti (1970)

PENSIERI E PAROLE - Lucio Battisti (1971)

INSIEME A TE STO BENE - Lucio Battisti (1971)

DIO MIO NO - Lucio Battisti (1971)

LA CANZONE DEL SOLE - Lucio Battisti (1971)

ANCHE PER TE - Lucio Battisti (1971)

I GIARDINI DI MARZO - Lucio Battisti (1972)

COMUNQUE BELLA - Lucio Battisti (1972)

IL MIO CANTO LIBERO - Lucio Battisti (1972)

CONFUSIONE - Lucio Battisti (1972)

IO VORREI, NON VORREI, MA SE VUOI - Lucio Battisti (1972)

LA LUCE DELL'EST - Lucio Battisti (1972)

LA COLLINA DEI CILIEGI - Lucio Battisti (1973)

QUESTO INFERNO ROSA - Lucio Battisti (1973)

ANCORA TU - Lucio Battisti (1976)

DOVE ARRIVA QUEL CESPUGLIO - Lucio Battisti (1976)

AMARSI UN PO' (To feel in love) - Lucio Battisti (1977)

SÌ VIAGGIARE - Lucio Battisti (1977)

UNA DONNA PER AMICO - Lucio Battisti (1978)

PRENDILA COSÌ - Lucio Battisti (1978)

NESSUN DOLORE - Lucio Battisti (1978)


CON IL NASTRO ROSA - Lucio Battisti (1980)






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ESTAMPES - JARDINS SOUS LA PLUIE - Claude Debussy


ESTAMPES 
JARDINS SOUS LA PLUIE
Claude debussy

Estampes significa 'stampe': un altro esempio del grande interesse del musicista per la pittura e le immagini.

I tre brani per pianoforte che compongono questa raccolta furono scritti nel 1903 (Pagodes..., La Soirée Dans Grenade ..., Jardins Sous La Pluie).

Qui Debussy cominciò ad associare la sua musica con impressioni visuali dell'Oriente, Spagna, paesaggi e altro in una sequenza di messe in scena di brevi brani.

Jardins Sous La Pluie rimanda all'immagine evanescente di una pioggia autunnale. Composto nella tonalità di mi minore, il brano dura all'incirca tre minuti e trenta e si distingue per la scrittura tipicamente onirica dell'autore.

Le note rapide dell'apertura imitano perfettamente il picchiettio delle gocce d'acqua, conducendo ad una magica modulazione armonica e ad una sequenza che solo Debussy avrebbe potuto comporre.

La pacata sezione centrale richiama una vecchia ninna nanna francese, ma presto il sole irrompe tra le nubi portando con sé f immagine dell'arcobaleno.



   
VEDI ANCHE . . .

CLAUDE DEBUSSY - Vita e opere

NOCTURNES N° 2 - FÊTES - Claude Debussy

SUITE BERGAMASQUE - CLAIRE DE LUNE - Claude Debussy

PRÉLUDE À L'APRÈS-MIDI D'UN FAUNE (Preludio al pomeriggio di un fauno) - Debussy

ESTAMPES - JARDINS SOUS LA PLUIE - Claude Debussy

LA MER (The sea) - Claude Debussy





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CLAUDE DEBUSSY - Vita e opere (Life and Works)


CLAUDE DEBUSSY

Claude Debussy svolse la sua opera di compositore nella Parigi a cavallo dei due secoli, quando la capitale francese era ormai divenuta il principale centro culturale europeo.

Achille-Claude Debussy nacque il  22 agosto 1862 a Saint-Germain-en-Laye, ad ovest di Parigi. Il padre era un commerciante che, poco tempo dopo la nascita del figlio, si era trasferito nella capitale francese. Qui prese parte alla Comune del 1871, unendosi ai rivoltosi e venendo per questo incarcerato. 
Negli stessi anni il giovane Claude iniziò a prendere lezioni di piano da M.me Mauté de Fleurville, suocera del poeta Paul Verlaine, e nel 1871, fu ammesso al Conservatorio di Parigi.

Un nuovo protagonista - Debussy fu uno studente ribelle; sbalordiva i suoi insegnanti con nuove idee stravaganti sull'armonia e sulla forma. Il suo talento pero fu tale che riuscì ad aggiudicarsi i il premio di composizione più ambito: il  Prix de Rome, con annesso soggiorno a Villa Medici a Roma, ottenuto con la scena lirica L'enfant prodigue.
A Roma, dove soggiornò per due anni, conobbe Franz Liszt e assistette alla sua prima opera wagneriana. 
All'Esposizione universale di Parigi del 1889 ascoltò un gruppo di gamelan dell'isola di Giava, che lo avvicinò alla musica esotica. Questa e altre influenze plasmarono la sua stessa musica, che raggiunse la piena maturità con due opere fondamentali: il poema sinfonico Prélude à I'après-midi d'un faune del 1894 e l'opera Pelléas et Mélisande, che andò in scena nel 1902 e lo consacrò come uno dei nuovi protagonisti della scena musicale.

Un firmamento di talenti - Nei primi anni del Novecento Parigi ospitava le avanguardie pittoriche e i poeti simbolisti, mentre i Balletti russi di Diaghilev attiravano schiere di brillanti
compositori, scenografi e costumisti, danzatori e coreografi. Al centro di questo firmamento brillava Debussy, affermatosi come uno dei compositori più originali di tutti i tempi grazie al capolavoro La mer, alle sue meravigliose Images e ai Préludes per pianoforte. 
Dopo avere
divorziato dalla prima moglie, dal 1904 convisse con Emma Moyse, che avrebbe poi sposato nel 1908 e da cui ebbe una figlia, Claude-Emma (l'adorata Chou-Chou).


Debussy scrisse molte romanze per la soprano M. Vasnier. La Parigi dell'epoca era un polo di attrazione per artisti e intellettuali di ogni provenienza.



Lo scoppio della guerra - Anche la vita intellettuale parigina fu sconvolta dallo scoppio della prima guerra mondiale, nel 1914. A quell'epoca Debussy era già ammalato di cancro, ma riuscì ancora a produrre alcune composizioni notevoli, come
una serie di studi per pianoforte.
Morì nel 1918, mentre la città veniva bombardata dai cannoni tedeschi, solo pochi mesi prima della vittoria delle truppe alleate.


PRELUDIO AL SUCCESSO
1894

Debussy impiegò molto tempo ad affinare il suo stile musicale; aveva infatti già 30 anni quando completò il Prélude à I'après-midi d'un faune. Questo poema sinfonico, ispirato da una poesia di un suo amico, il poeta simbolista Stéphane Mallarmé, fu eseguito per la prima volta in pubblico a Parigi nel 1894. Debussy continuò ad apportare modifiche alla partitura anche durante le prove e sembra che la stessa esecuzione non fosse giudicata soddisfacente. 

La fama - Ciò nonostante, in quella occasione il pubblico riconobbe il  valore dell'innovazione musicale ottenuta su forma, armonia e coloritura strumentale, e chiese immediatamente il bis.
Il successo dell'opera decretò così anche la fama di Debussy.

L'erotismo del satiro - Nel 1912 il grande impresario russo Sergej Diaghilev trasformò il Prélude à l'après-midi d'un faune in un balletto, il cui coreografo e primo ballerino fu il leggendario Vaslav Nijinslky.
L'interpretazione erotica che Nijinslky offrì nella parte del fauno creò un vero e proprio scandalo. Debussy, che era molto riservato e timido, ne fu adirato e imbarazzato. In realtà l'avvenimento contribuì alla notorietà dell'opera, che rese il musicista uno tra i più celebri compositori della musica moderna e fece di questo balletto un classico della danza mondiale.


BIOGRAFIA IN BREVE

1862 - Nasce il 22 agosto, primo di cinque figli

1871 - Inizia a prendere lezioni di piano da M.me Mauté de Fleurville

1872 - All'età di 10 anni viene ammesso al Conservatorio di Parigi

1881 - Si reca in Russia a suonare il pianoforte per la baronessa Nadezhda von Meck, mecenate di Tchaikovsky

1884 - Si aggiudica il Prix de Rome per la sua scena lirica L'enfant prodigue; a Roma conosce Liszt.

1888 - Compone due pezzi per pianoforte, molto popolari: Petite suite e Deux arabesgues

1890 - Compone la Suite Bergamasque per pianoforte (che comprende Clair de lune)

1894 - Prima esecuzione del poema sinfonico Prélude à I'après-midi d'un faune

1899 - Sposa Rosalie Texier,  una sarta

1902 - Prima di Pelléas et Mélisande

1903 - Viene insignito della Legione d'Onore

1904 - Abbandona la prima moglie per E. Moyse, divorziata da un ricco banchiere

1905 - Completa i tre schizzi sinfonici, La mer, e la prima serie di lmages per pianoforte

1911 - Compone le musiche di scena per ll martirio di San Sebastiano di G. D'Annunzio

1918 - Muore a Parigi il 25 gennaio nei mesi più critici che precedono la fine della prima guerra mondiale.


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CLAUDE DEBUSSY - Vita e opere

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LA MER (The sea) - Claude Debussy






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martedì 29 marzo 2016

PRENDILA COSÌ - Lucio Battisti (Testo, commento e video)



  
PRENDILA COSÌ
Testo di Mogol 
Musica di Lucio Battisti

Prendila così non possiamo farne un dramma 
conoscevi già hai detto i problemi miei di donna 
certo che lo so certo che lo so 
non ti preoccupare tanto avrò da lavorare 
forse è tardi e rincasare vuoi. 
No che non vorrei io sto bene in questo posto 
no che non vorrei questa sera è ancora presto
Ma che sciocca sei ma che sciocca sei 
a parlar di rughe a parlar di vecchie streghe 
meno bella certo non sarai .
E siccome è facile incontrarsi anche in una grande città 
e tu sai che io potrei purtroppo non esser più solo 
cerca di evitale tutti i posti che frequento e che conosci anche tu 
nasce l'esigenza di sfuggirsi per non ferirsi di più.
Lasciami giù qui è la solita prudenza 
loro senza me mi hai detto è un problema di coscienza 
certo che lo so certo che lo so 
non ti preoccupare tanto avrò da lavorare 
ora è tardi e rincasare vuoi. 
No che non vorrei io sto bene in questo posto 
no che non vorrei dopo corro e faccio presto... 
...meno bella certo non sarai. 
E siccome è facile incontrarsi anche in una grande città 
e tu sai che io potrei purtroppo anzi spero non esser più solo 
cerca di evitare tutti i posti che frequento e che conosci anche tu 
nasce l'esigenza di sfuggirsi per non ferirsi di più.
 Prendila così non possiamo farne un dramma...




Prendila così è una canzone di Lucio Battisti (scritta insieme a Mogol) tratta dall'album Una donna per amico del 1978. Questa canzone, pur non essendo un singolo, è diventata molto famosa grazie anche alle numerose cover di successo ad opera di, tra gli altri, Anna Oxa, Paolo Vallesi, Delta V, Petra Magoni, Ambra e Stefano Zarfati.
Il sax, le percussioni, le pause, il testo e l'interpretazione di Lucio rendono questo pezzo emozionante, quasi ci si sente protagonisti insieme a lui della storia così intrigante, così vicina alla realtà di molte coppie, da sentirne il turbamento, da viverla dolorosamente insieme ai protagonisti.


VEDI ANCHE . . .

ACQUA AZZURRA, ACQUA CHIARA - Lucio Battisti (1969)

DIECI RAGAZZE - Lucio Battisti (1969)

MI RITORNI IN MENTE - Lucio Battisti (1969)

7 e 40 - Lucio Battisti (1969)

NEL SOLE, NEL VENTO, NEL SORRISO, NEL PIANTO - Lucio Battisti (1969)

E PENSO A TE - Lucio Battisti (1970)

FIORI ROSA FIORI DI PESCO - Lucio Battisti (1970)

IL TEMPO DI MORIRE - Lucio Battisti (1970)

EMOZIONI - Lucio Battisti (1970)

ANNA - Lucio Battisti (1970)

PENSIERI E PAROLE - Lucio Battisti (1971)

INSIEME A TE STO BENE - Lucio Battisti (1971)

DIO MIO NO - Lucio Battisti (1971)

LA CANZONE DEL SOLE - Lucio Battisti (1971)

ANCHE PER TE - Lucio Battisti (1971)

I GIARDINI DI MARZO - Lucio Battisti (1972)

COMUNQUE BELLA - Lucio Battisti (1972)

IL MIO CANTO LIBERO - Lucio Battisti (1972)

CONFUSIONE - Lucio Battisti (1972)

IO VORREI, NON VORREI, MA SE VUOI - Lucio Battisti (1972)

LA LUCE DELL'EST - Lucio Battisti (1972)

LA COLLINA DEI CILIEGI - Lucio Battisti (1973)

QUESTO INFERNO ROSA - Lucio Battisti (1973)

ANCORA TU - Lucio Battisti (1976)

DOVE ARRIVA QUEL CESPUGLIO - Lucio Battisti (1976)

AMARSI UN PO' (To feel in love) - Lucio Battisti (1977)

SÌ VIAGGIARE - Lucio Battisti (1977)

UNA DONNA PER AMICO - Lucio Battisti (1978)

PRENDILA COSÌ - Lucio Battisti (1978)

NESSUN DOLORE - Lucio Battisti (1978)


CON IL NASTRO ROSA - Lucio Battisti (1980)






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COME FINIRÀ - Canzoni italiane di protesta


 COME FINIRÀ

Viva la libertà, I'indipendenza,
che bella cosa, tutti siam fratelli.
Pare un sogno, ma è fatto di evidenza
se tali siam chiamati fin da quelli
che appena ci guardavano, anni fa,
ma sta a vedere come finirà.

Giacché siamo fratelli e tutti amici
liberi ed è finito il dispotismo,
mi pare che per essere felici
deva pur esser morto I'egoismo.
Ma di morire non ha volontà,
e se non muore come finirà?

lo ci vedo del buio, parliam chiari,
son soltanto fratelli i disperati,
intendo quelli che non han denari,
ma i quattrini, i signori, i titolati
da fratelli non fan, qui il male sta.
Dunque domando: come finirà?

Qui colla fratellanza si digiuna,
qui colla fratellanza si va a spasso
senza trovare occupazione alcuna
per poter guadagnare, e passo passo
la miseria crescendo sempre va'
E se prosegue come finirà?

Se tu vai da un signor (come fratello)
e gli dici: "Non ho da desinare,
non ho lavoro", o suona il campanello
per farti dai domestici scacciare.
o dice: "Andate, il ciel vi aiuterà".
Che bei fratelli, oh come finirà?

Se vai da un negoziante e gli domandi
da lavorare, ti sorride in faccia;
per lavorare a lui ti raccomandi:
o da sé colle brutte ti discaccia
o ti risponde: "L'arte la non va".
Ditemi un poco, come finirà?

"Aspettate e le cose cambieranno",
dicon quelli però ch'han dei quattrini,
"fra poco a tutti ben provvederanno,
pazienza ancora un poco"; e noi meschini,
che la pazienza e la speranza si ha,
nel reclusorio poi si finirà. 

Qualchedun vi risponde bruscamente:
"Or pensare bisogna per la guerra
e denaro ci vuol continuamente
per non si ritrovar a un serra serra".
Ma di guerra si parla e non si fa
e se si dorme male finirà.

O con guerra o con pace, a quel che veggio.
la mi par la medesima minestra
e sempre qui si va di male in peggio,
si cambiò fino a qui tutta l'orchestrir
ma la musica è eguale, ognun lo sa,
ma al fin del salmo, come finirà?

"Ma si può dar di peggio", ognor gridate,
"Fratelli, all'armi, scacciate il nemico!";
ma voialtri a sedere ve ne state
e di chi muor non ve ne importa un fico.
Questo è egoismo, non fraternità.
Ma per mio bacco, come finirà?

Fratellanza, concordia, grande unione,
belle parole che empiono la bocca,
ma non la pancia e senza conclusione
fratellanza, uh, sarà bazza a chi tocca,
una bella canzone la sarà
ma il ritornello come finirà?

Libera stampa, libero parlare,
che bella cosa che mi corbellate,
ma colla libertà di chiacchierare
pagan perché ci faccian le fischiate.
O bel parlare, ov'è la libertà.
O che pasticci, oh come finirà?

Ma già, siamo una massa di zucconi,
e siamo appunto come l'uova sode:
più bollono più induran, le ragioni
anche che sieno buone nissun l'ode.
Chi dice ben fra noi, via, via di qua,
tenebre sempre, oh come finirà?

Che razza di fratellanza è questa,
signori miei? Così non la va bene;
a partito mettete ben la testa,
fate le cose come si conviene,
che voi soli mangiate la non sta,
se no vedrete come finirà.

Si vuol mangiar, per mio, ma non a scrocco,
fateci lavorar, si vuol lavoro,
non vogliam carità d'un sol bajocco,
non vogliamo le tasche piene d'oro.
Si vuol viver, ci basta e bene andrà;
se no sapete come finirà?

Lo dichiaro in itala favella,
a monte vedo andar la fratellanza,
e finir come suol di Pulcinella
la festa terminare, e l'alleanza
che abbiam fatta con voi terminerà:
ed ecco come poi la finirà.

Il popol si lamenta ed ha ragione,
non siate del denaro tanto avari,
lavorar fate o il fin della canzone
udrete allor e non serviran ripari;
senza inquietarmi dico lemme lemme
che poi alla fine L.F.M.


Da un foglio volante senza data, ma probabilmente del febbraio-marzo del 1849, questa composizione in sestine di aurore anonimo rappresenta efficacemente i sentimenti di una certa piccola borghesia e di vasti settori di popolo: lo scetticismo di fronte alle solenni professioni di fratellanza e libertà da parte di chi detiene il potere economico e non pensa neppure a metterlo in discussione: 
"Qui colla fratellanza si digiuna", e in un modo o nell'altro "la mi par la medesima minestra".
Uno scetticismo attivo, però, come dimostra la minaccia serpeggiante per I'intera composizione e resa esplicita soprattutto nell'ultima strofa.
La sigla finale "L.F.M." rappresenta, secondo Roberto Leydi (che ha pubblicato la canzone nei suoi Canti sociali italiani, le iniziali del nome dell'autore; io credo più semplicemente che si tratti dell'abbreviazione di "la finirà male".





GUARDA, NAPOLEONE, QUELLO CHE FAI - Canzone italiana di protesta dell'età napoleonica




GUARDA, NAPOLEONE, QUELLO CHE FAI

Guarda, Napoleone, quello che fai:
la meglio gioventù tutta la vuoi
e le ragazze te le friggerai. (1)

Napoleone, fa le cose giuste,
talla la coscrizion delle ragazze,
piglia le belle e lascia star le brutte. (2)

Napoleone, te ne pentirai,
la meglio gioventù tutta la vuoi,
della vecchiaia che te ne farai? (3)

Quando Napoleon mosse battaglia
fece tremar d'ogni albero la foglia,
cannonate tirava di mitraglia. (4)

Napoleon, non ti stimar guerriero,
a Mosca lo trovasti I'osso duro,
all'isola dell'Elba prigioniero. (5)


Una serie di stornelli toscani dell'età napoleonica, ancora contro la coscrizione obbligatoria (1, 2 e 3), di esaltazione delle capacità militari dell'imperatore (4), di invito ad essere meno presuntuoso (5). 
Pubblicati talvolta separatamente (il 2, per esempio, dal Tommaseo nel 1841, come proveniente dal Senese), fu Giuseppe Tigri a documentarne la diffusione popolare nella montagna pistoiese, inserendoli in un racconto popolare del 1860. 
Il testo è ora anche in Roberto Leydi "Canti sociali italiani".



lunedì 28 marzo 2016

LA BALLATA DI SACCO E VANZETTI (THE BALLAD OF SACCO AND VANZETTI) Parte 3 (Joan Baez - Musica di Ennio Morricone



THE BALLAD OF SACCO AND VANZETTI - Part 3
    
My son, instead of crying be strong
 Be brave and comfort your mother
 Don’t cry for the tears are wasted

 Let not also the years be wasted
Forgive me, son, for this unjust death
 Which takes your father from your side
 Forgive me all who are my friends
 I am with you, so do not cry
If mother wants to be distracted
 From the sadness and the soulness
 You take her for a walk
 Along the quiet country
 And rest beneath the shade of trees
 Where here and there you gather flowers
 Beside the music and the water
 Is the peacefulness of nature
 She will enjoy it very much
 And surely you’ll enjoy it too
 But son, you must remember
 Do not use it all yourself
 But down yourself one little step
 To help the weak ones by your side
Forgive me, son, for this unjust death
 Which takes your father from your side
 Forgive me all who are my friends
 I am with you, so do not cry
The weaker ones that cry for help
 The persecuted and the victim
 They are your friends
 And comrades in the fight
 And yes, they sometimes fall
 Just like your father
 Yes, your father and Bartolo
 They have fallen
 And yesterday they fought and fell
 But in the quest for joy and freedom
 And in the struggle of this life you’ll find
 That there is love and sometimes more
 Yes, in the struggle you will find
 That you can love and be loved also
Forgive me all who are my friends
I am with you
I beg of you, do not cry...



   
 LA BALLATA DI SACCO E VANZETTI - Parte 3
     
Figlio mio, invece di piangere sii forte
Sii coraggioso e conforta tua madre
Non piangere, perché le lacrime sono sprecate
Non lasciare che lo siano anche gli anni.
Perdonami, figlio, per questa morte ingiusta
Che ti strappa via tuo padre
Perdonatemi tutti, voi che mi siete amici
Io sono con voi, non piangete.
Se tua madre sente il bisogno di distrarsi
Dalla tristezza e dalla disperazione
Portala a fare una passeggiata
Nella quiete della campagna
Fermatevi a riposare sotto l’ombra degli alberi
E tu raccogli qua e là qualche fiore
A contatto con la musica e l’acqua
Si avverte la profonda pace della natura
Le sarà di grandissimo sollievo
E sicuramente farà bene anche a te
Però ricordati, figlio,
Di non tenere tutto questo per te solo
Piuttosto sii umile, fa un piccolo passo
In aiuto dei deboli che ti stanno accanto.
Perdonami, figlio, per questa morte ingiusta
Che ti strappa via tuo padre
Perdonatemi tutti, voi che mi siete amici 
Io sono con voi, non piangete.
I più deboli che implorano aiuto
I perseguitati e le vittime
Sono tuoi amici
E compagni nella lotta
Ed è vero, qualche volta essi cadono
Proprio come tuo padre
Sì, tuo padre e Bartolomeo
Sono caduti / Ieri hanno combattuto e sono caduti
Ma nella ricerca della felicità e della libertà
E nella fatica dell’esistenza tu troverai
Che c’è amore e qualche volta ancora di più
Sì, nelle difficoltà tu scoprirai
Che puoi amare ed anche essere amato.
Perdonatemi tutti, voi che mi siete amici
Io sono con voi