venerdì 22 gennaio 2016

BALLATA PER L'ARDIZZONE - Ivan Della Mea (Testo, traduzione e video)




BALLATA PER L'ARDIZZONE

M'han dit che incö Ia pulisia
a I'ha cupà un giuvin ne la via;
sarà stà, m'han dit, vers i setf ur
a un cumisi dei lauradur.

Giovanni Ardizzone I'era el so nom,
de mesté stüdent üniversitari,
comunista, amis dei proletari:
a l'han cupà visin al noster Domm.

E i giurnai de tüta la tèra
diseven: Castro, Kennedy e Krusciòv;
e lü 'l vusava: "Sì alla pace e no alla guerra!"
e cun la pace in buca a l'è mort.

In via Grossi i pulé cui manganell,
vegnü da Padova, specialisà in dimustrasiun,
han tacà cunt i gipp un carusel
e cunt i röd han schiscià l'Ardissun.

A la gent gh'è andà insèma la vista,
per la mort del giuvin stüdent
à pien de rabia: "Pulé fascista -
vusaven - mascalsun e delinquent".

E i giurnai de I'ultima edisiun
a disén tücc: "Un giovane studente,
e incö una gran dimustrasiun,
è morto per fatale incidente,
è morto per fatale incidente,
è morto per fatale incidente".




Dopo lo sbarco di qualche centinaio di mercenari al soldo degli USA a Cuba, nella Baia dei Porci (1961) e il fallimento del loro tentativo di far insorgete il popolo dell'isola contro il regime di Fidel Castro, i cubani pensarono bene di fornirsi di armi difensive sovietiche, data la loro delicatissima posizione geografica. Ma il "buon" presidente Kennedy - che con le spedizione della Baia dei Porci aveva inaugurato la sue presidenza - decise che quei missili erano una grave provocazione contro il suo paese e non esitò a portare il mondo sull'orlo della III guerra mondiale, sfidando direttamente I'Unione Sovietica. Kruscev cedette e il pericolo fu evitato ma per alcuni giorni, nell'ottobre 1962, in tutto il mondo la pace fu vista in pericolo e si ebbero grandi manifestazioni.  Nel corso di una di queste una camionetta della Celere di Padova schiacciò sotto le sue ruote lo studente milanese Giovanni Ardizzone.

Questa canzone è stata scritta da lvan Della Mea e da lui interpretata in Ballate della violenza  e in L'ordine nuovo.

Traduzione del testo: M'hanno detto che oggi la polizia ha ammazzato un giovane per la via; sarà stato, m'han detto, verso le sette, a un comizio di lavoratori.
Giovanni Ardizzone era il suo nome, di mestiere studente universitario, comunista, amico dei proletari. L'hanno ammazzato vicino al nostro Duomo.
E i giornali di tutta la terra dicevano: Castro, Kennedy, Kruscev; e lui gridava: Sì alla pace e no alla guerra; e  con la pace in bocca è morto.
In via Grossi i poliziotti coi manganelli, venuti da Padova specializzati in dimostrazioni, hanno attaccato, con le jeep, un carosello e con le ruote han schiacciato I'Ardizzone.
La gente ha cominciato a non vederci più dalla rabbia per la morte del giovane studente e, rabbiosa: Polizia fascista! - gridava - Mascalzoni, delinquenti!
I giornali dell'ultima edizione dicono tutti: "Un giovane studente, oggi, durante una gran manifestazione, è morto per fatale incidente".


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