martedì 10 novembre 2015

QUEI BRIGANTI NERI - Canto della Resistenza italiana (Those blacks bandits - Song of the Italian Resistance)

Sante Caserio 

QUEI BRIGANTI NERI

Canto partigiano molto popolare nell'Ossola, con alcuni elementi testuali derivanti da L'interrogatorio di Caserio.
Il testo e la musica si possono leggere in I canti popolari italiani, cit., di Roberto Leydi. 
Fausto Amodei e Michele Luciano Straniero lo interpretano in Canti della Resistenza italiana 2.

QUEI BRIGANTI NERI è un adattamento alla vicenda partigiana della storia di Sante Caserio, l'anarchico italiano che uccise nel 1894 il presidente della repubblica francese Sadi Carnot. Su Sante Caserio sono state composte diverse canzoni popolari che ancora adesso formano uno dei temi più conosciuti del canto anarchico.




QUEI BRIGANTI NERI

E quei briganti neri mi hanno arrestato,
in una cella scura mi han portato.
Mamma, non devi piangere per la mia triste sorte:
piuttosto di parlare vado alla morte. 
Mamma, non devi piangere per la mia triste sorte:
piuttosto di parlare vado alla morte. 

E quando mi han portato alla tortura,
legandomi le mani alla catena:
Tirate pure forte le mani alla catena.
piuttosto che parlare torno in galera.
Tirate pure forte le mani alla catena.
piuttosto che parlare torno in galera.

E quando mi portarono al tribunale
dicendo se conosco il mio pugnale:
Sì sì che lo conosco, ha il manico rotondo,
nel cuore dei fascisti lo cacciai a fondo.
Sì sì che lo conosco, ha il manico rotondo,
nel cuore dei fascisti lo cacciai a fondo.

E quando l'esecuzione fu preparata,
fucile e mitraglie eran puntati,
non si sentiva i colpi, i colpi di mitraglia,
ma si sentiva un grido: Viva I'Italia!

Non si sentiva i colpi della fucilazione,

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