sabato 21 novembre 2015

PIETÀ L'È MORTA - Canzone partigiana (Partisan song)




  
PIETÀ L'È MORTA


Lassù sulle montagne bandiera nera:
è morto un partigiano nel far la guerra.

È morto un partigiano nel far la guerra,
un altro italiano va sotto terra.

Laggiù sotto terra trova un alpino,
caduto nella Russia con il Cervino.

Ma prima di morire ha ancor pregato:
che Dio maledica quell'alleato!

Che Dio maledica chi ci ha tradito
lasciandoci sul Don e poi è fuggito.

Tedeschi traditori, l'alpino è morto
ma un altro combattente oggi è risorto.

Combatte il partigiano la sua battaglia:
Tedeschi e fascisti, fuori d'Italia!

Tedeschi e fascisti, fuori d'Italia!
Gridiamo a tutta forza: Pietà l'è morta!


   
Il testo di questa bella canzone è di Nuto Revelli, comandante partigiano, che lo scrisse alla fine di marzo 1944 nel Vallone dell'Arma (Valle Stura). 

La musica è quella di Sul ponte di Perati
Testo e musica sono riportati nel volumetto Canti della Resistenza armata in Italia.
Esecuzioni discografiche: in Canti della Resistenza italiana....,  in Canti partigiani del coro A. Toscanini d! Torino...,  in I Gufi cantano due secoli di Resistenza..., in Il canzoniere internazionale dei ribelli.



giovedì 19 novembre 2015

GRETCHEN AM SPINNRADE (Margherita al filatoio) - Franz Schubert




GRETCHEN AM SPINNRADE 
(Margherita al filatoio) 
Franz Schubert

Questo è il primo grande lied composto da Schubert a soli 17 anni. Gretchen am Spinnrade (Margherita al filatoio) segna anche l'inizio del grande interesse del compositore per le opere di Wolfgang Goethe, specialmente per il Faust

II lied è costruito sul lamento di Margherita, che lavora al filatoio mentre con la mente pensa al suo amore per Faust, che ha venduto la sua anima al diavolo e ha tradito l'irreprensibile fanciulla. 

'La mia pace è perduta' è il triste ritornello che Margherita intona mentre fila. 

Decisamente brillante è l'accompagnamento al pianoforte che Schubert crea per riprodurre il movimento vorticoso del filatoio, punteggiato dagli angosciosi lamenti della donna.





mercoledì 18 novembre 2015

SINFONIA N° 8 - INCOMPIUTA (Unfinished Symphony No.8) - Franz Schubert (Claudio Abbado)



  
SINFONIA N° 8 - INCOMPIUTA 
(Unfinished Symphony No.8) 
Franz Schubert

La celebre sinfonia di Schubert Incompiuta non rimase tale a causa della morte del compositore; in realtà era già stata composta nel 1822. Accadeva frequentemente che Schubert abbandonasse le opere che stava componendo, ma in questo caso i motivi appaiono ancora più inspiegabili perché i due movimenti completati rivelano una grande capacità compositiva. 
Alcuni sostengono che questa sinfonia sia stata accantonata dopo che il musicista contrasse la sifilide, cosa che gli avrebbe offuscato la memoria cancellando tutti i ricordi di quel periodo della sua vita.

Certo è che questa musica è piena di armonia e serenità, profuse in quasi ogni nota.





martedì 17 novembre 2015

SINFONIA N° 9 - LA GRANDE (Symphony No 9 C major The Great) - Franz Schubert



   
SINFONIA N° 9 - LA GRANDE 
Franz Schubert

Franz Peter Schubert (Vienna, 31 gennaio 1797 – Vienna, 19 novembre 1828) è stato un compositore e pianista austriaco di musica classico-romantica.

Da sempre conosciuta come Sinfonia in Do maggiore 'La Grande', questo capolavoro di Schubert, come tutte le altre sinfonie, non fu mai eseguito in pubblico finché il compositore fu in vita.

Nel 1825 Schubert, nonostante fosse già malato di sifilide, godette di un lungo periodo di stabilità. Con profondo entusiasmo partì per una vacanza nelle montagne austriache con il suo grande amico Vogl. 
A Bad Gastein, città termale in cui Vogl si recò per curare l'artrite che lo affliggeva, Schubert iniziò a lavorare su una sinfonia che poi si credette fosse andata perduta.
Successivamente fu dimostrato che la sinfonia 'perduta' del 1825 era in realtà un primo abbozzo della Sinfonia n. 9, completata poi nel marzo del 1828.




Divina lunghezza

Questa Sinfonia in Do maggiore è chiamata 'La Grande' per distinguerla dalla Sinfonia in Do maggiore  'La piccola' (n. 6).' 

'La Grande' è un'opera molto vasta e corposa, della durata di circa un ora. Subito dopo la sua pubblicazione, l'orchestra della 'Società degli Amici' di Vienna la suonò in prova, ma la ritenne ineseguibile.
Lo spartito fu dimenticato fino a quando Robert Schumann lo ritrovò nel 1839 e si proclamò entusiasta della sua "divina lunghezza". In quello stesso anno fu Felix Mendelssohn a dirigere con grande successo la sua rappresentazione a Lipsia.



venerdì 13 novembre 2015

O VENEZIA - Canzone contro la guerra (Song against war)

  
O VENEZIA

O Venezia che sei la più bella
e di Mantova tu sei la più forte:
gira l'acqua intorno alle porte, 
sarà difficile poterla pigliar 

gira l'acqua intorno alle porte, 
sarà difficile poterla pigliar. 

Un bel giorno, entrando in Venezia,
tutto il sangue scorreva per terra,
i soldati sul campo di guerra
e tutto il popolo gridava pietà

i soldati sul campo di guerra
e tutto il popolo gridava pietà.

O Venezia, ti vuoi maritare?
per marito ti daremo Ancona,
per corredo le chiavi di Roma 
e per anello le onde del mar 

per corredo le chiavi di Roma 
e per anello le onde del mar. 



 
Entrata stabilmente nel repertorio delle mondine, alcuni riferimenti del testo sembrano riportarla all'epoca della Repubblica veneta del 1848-49. 
Cantata su una melodia molto vicina alle 'arie' da melodramma, ha conosciuto una larga diffusione nell'Italia centro-settentrionale; qualche volta sulla sua musica sono state adattate anche strofette riprese da altre canzoni; Giovanna Marini, che ha assunto O Venezia nel suo repertorio, riferisce I'esempio della famosa strofa di O Gorizia, tu sei maledetta che comincia "Traditori signori ufficiali".
Ce n'è una bella edizione discografica nell'esecuzione originale di Giovanna Daffini e Vittorio Carpi (Una voce, un paese, Dischi del Sole). 
Meno interessante, ma anche piacevole, l'interpretazione del Duo di Piadena (Delio Chittò e Amedeo Merli) in Aria di casa nostra
Ottima quella del più recente I Mondarisi.


VEDI ANCHE . . .

DALL’ETÀ NAPOLEONICA, LA RESTAURAZIONE, IL RISORGIMENTO - Canzoni di protesta







Sta.........................


martedì 10 novembre 2015

QUEI BRIGANTI NERI - Canto della Resistenza italiana (Those blacks bandits - Song of the Italian Resistance)

Sante Caserio 

QUEI BRIGANTI NERI

Canto partigiano molto popolare nell'Ossola, con alcuni elementi testuali derivanti da L'interrogatorio di Caserio.
Il testo e la musica si possono leggere in I canti popolari italiani, cit., di Roberto Leydi. 
Fausto Amodei e Michele Luciano Straniero lo interpretano in Canti della Resistenza italiana 2.

QUEI BRIGANTI NERI è un adattamento alla vicenda partigiana della storia di Sante Caserio, l'anarchico italiano che uccise nel 1894 il presidente della repubblica francese Sadi Carnot. Su Sante Caserio sono state composte diverse canzoni popolari che ancora adesso formano uno dei temi più conosciuti del canto anarchico.




QUEI BRIGANTI NERI

E quei briganti neri mi hanno arrestato,
in una cella scura mi han portato.
Mamma, non devi piangere per la mia triste sorte:
piuttosto di parlare vado alla morte. 
Mamma, non devi piangere per la mia triste sorte:
piuttosto di parlare vado alla morte. 

E quando mi han portato alla tortura,
legandomi le mani alla catena:
Tirate pure forte le mani alla catena.
piuttosto che parlare torno in galera.
Tirate pure forte le mani alla catena.
piuttosto che parlare torno in galera.

E quando mi portarono al tribunale
dicendo se conosco il mio pugnale:
Sì sì che lo conosco, ha il manico rotondo,
nel cuore dei fascisti lo cacciai a fondo.
Sì sì che lo conosco, ha il manico rotondo,
nel cuore dei fascisti lo cacciai a fondo.

E quando l'esecuzione fu preparata,
fucile e mitraglie eran puntati,
non si sentiva i colpi, i colpi di mitraglia,
ma si sentiva un grido: Viva I'Italia!

Non si sentiva i colpi della fucilazione,

sabato 7 novembre 2015

IL TAFANO - Op. 97 A (The gadfly) - Dmitrij Shostakovich





Il Tafano Op. 97  A
 Dmitrij Shostakovich

1 - Ouverture (2.45)
2 - Controdanza (2.45)
3 - Festa folcloristica (2.52)
4 - Interludio (2.40)
5 -  Valzer per l'organetto (2.10)
6 - Galoppo (2.04)
7- Preludio (4.36)
8 - Romanza (4.41)
9 - Intermezzo (5.49)
10 - Notturno (4.08)
11 - Scena (2.54)
12 - Finale (3.13)




La musica per il film Il Tafano fu composta nel 1955, dopo la morte di Stalin, quando la vita in Unione sovietica sembrò diventare meno dura. Il film è la storia drammatica della lotta del popolo italiano per l'indipendenza nel Risorgimento.

Questi estratti riflettono i momenti più leggeri del film. 

Fiera è una melodia concitata affidata al clarinetto con alcuni accenni di tamburello. 

Nel Valzer dell'organetto le note degli archi accompagnano la melodia dei flauti richiamando Petruschha del compositore russo Stravinskij.

Il Galoppo è un pezzo vivace, ravvivato dal tamburo militare, dai piatti e dallo xilofono.

Infine la Romanza si apre con un assolo di violino, seguito da una parte centrale che sembra alludere a Tchaikovsky. La romanza da salotto, il delicato profumo notturno dei giardini italiani, la gestualità istintivamente teatrale degli strumenti solisti come il violino e il violoncello, tutto questo e altro ancora sono evocati da Sostakovic con grazia quasi neoclassica, ma anche con la consueta energica vitalità.


VEDI ANCHE . . .





Sta.......................