lunedì 29 dicembre 2014

GUERRA, DOPOGUERRA, FASCISMO (War, Afterwar, Fascism)




   
GUERRA, DOPOGUERRA, FASCISMO

La sezione si apre con nove canzoni nate in occasione della Grande guerra, una inutile strage che il popolo sentì estranea e subì come si subisce una catastrofe naturale. 
Alcune di queste canzoni esprimono generica protesta, rass€egnato dolore per la morte di
tanti compagni e di persone care: Fuoco e mitragliatrici...., Spunta l'alba al quindici giugno..., Regazzine vi prego ascoltare.
 Ancora abbastanza generiche ma con una prima rozza presa di coscienza riguardo al vero nemico, sono Addio padre e madre addio e La tradotta che parte da Novara
Di chiara coscienza antimilitarista e anticapitalistica sono invece la Ninna nanna della guerra di Trilussa..., E anche al mi' marito..., Gorizia..., Cadorna.

Al biennio rosso, risale una serie di altre canzoni: Se arriverà Lenin, eco popolare della rivoluzione sovietica...,  Quattro signori, sulle inconcludenti chiacchierate del Congresso di pace ("han troppa fame, han voglia di rubar")..., Miseria miseria ..., e l'Inno del Komintern.

Scritta da Peppino Marotto per uno spettacolo teatrale, ma dedicata ai rapporti fra soldati e operai di Torino nel clima della rivolta dell'aprile 1920 e dell'occupazione delle fabbriche (settembre) è Sa brigata sassaresa, mentre alla tradizione libertaria appartiene Dimmi bel giovane, probabilmente scritta nello stesso periodo, al quale dovrebbero anche risalire La Guardia Rossa di Spartacus Picenus e Le otto ore, molto famosa ed ancora oggi eseguita.

Del periodo degli Arditi del Popolo (organizzazione antifascista che, al di fuori dai partiti, si prefiggeva lo scopo di rispondere militarmente alle angherie degli squadristi) è, secondo alcuni, la celebre Figli dell'officina, che entrerà in seguito, con il testo in parte rimaneggiato, nel repertorio partigiano..., La battaglia di San Lorenzodal canto suo, fa riferimento ad uno degli episodi di resistenza allo squadrismo nella Roma popolare del 1921.

L'assassinio del giovane segretario del PSU (1924) è invece I'argomento delle due canzoni che seguono: Povero Matteotti...,  e Canta di Matteotti; del 1927 è Sacco e Vanzetti, cronaca di cantastorie dell'uccisione dei due anarchici italiani emigrati negli USA.

Difficilmente databili, ma riconducibili agli anni venti-trenta, tre belle canzoni di risaia che Giovanna Daffini ha reso assai conosciute ed eseguite a molti livelli Sciur padrun da li beli braghi bianchi...,  Saluteremo il signor padrone..., e L'amarezza delle mondine. ("Quando saremo a Reggio-Emilia..."). 

La sezione si chiude con un'altra canzone di risaia, Sento il fischio del vapore, nata per la guerra d'Albania.


VEDI TESTO E VIDEO DELLE CANZONI . . .




Sta.............................


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