sabato 29 novembre 2014

SINFONIA N° 9 - Joseph Anton Bruckner (Berliner Philharmoniker Orchester - Claudio Abbado)



 
SINFONIA N° 9 

Joseph Anton Bruckner (Ansfelden, 4 settembre 1824 – Vienna, 11 ottobre 1896)


Quando Joseph Anton Bruckner morì, della Sinfonia n. 9 aveva completato solo tre movimenti e fu Ferdinand Löve ad occuparsi della stesura del manoscritto per la pubblicazione finale.

E' sorprendente pensare che un uomo timido come Bruckner fosse così fortemente criticato. Probabilmente la ragione era dovuta al fatto che, a differenza di Brahms, che aveva continuato la tradizione classica nel solco di Mozart e di Hayden, Bruckner se ne era invece allontanato, preferendo (secondo i critici viennesi) seguire le orme di Wagner. 
Quella di Bruckner è una struttura musicale di ampio respiro, che richiama la grandezza e l'intensità drammatica delle opere liriche wagneriane, come viene testimoniata da questa Sinfonia N°9 che, seppur incompiuta, ha una durata di circa un'ora.

La versione di Löve debuttò a Vienna nel 1903.





Una sinfonia incompiuta

Bruckner dedicò la sinfonia al suo 'caro Dio', ad ulteriore riprova della profonda devozione cristiana che lo animò per tutta la vita. Pur essendo rimasta incompiuta, concludendosi appunto con questo terzo movimento, appare all'ascolto come un'opera pressoché completa. Intenzione del musicista era quella di completarla; si narra infatti che la mattina in cui morì, stava lavorando all'ultimo movimento, con 200 pagine di partitura già abbozzata.


Il significato religioso

Il grandioso Primo movimento è un'autentica affermazione di fede: quella fede che sostenne il musicista nelle sue tribolazioni e fu sempre parte integrante della sua vita. 
Bruckner annotò sullo spartito Feierlich - misterioso ('Solenne - misterioso'), quasi a voler sottolineare la valenza religiosa della musica. 

Il movimento si apre con le sonorità ombrose degli ottoni nei registro grave e ricorda una voce che chiama nel deserto. 
Segue un lungo passaggio lento, che prelude all'esultante risposta dell'orchestra nel raggiungimento di una profonda spiritualità. La ripetizione delle stesse frasi è funzionale all'impercettibile mutare degli stati d'animo e all'intensificarsi delle emozioni.
Ai momenti di massima intensità emotiva spesso si giustappongono gli echi della sequenza iniziale, in una tessitura scarna che approda d'improvviso ad uno sbalorditivo silenzio per erompere infine lentamente in tutta la sua potenza.
Nell'intreccio delle note degli ottoni e degli archi, il movimento si avvia con un balzo alla sua conclusione.


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IL PIPISTRELLO (The bat) - Johann Strauss Jr




IL PIPISTRELLO 
Ouverture
Johann Strauss Jr

Un eccellente libretto e una brillante partitura decretarono il primo grandissimo successo di Johann Strauss nel genere dell'operetta. Rappresentata per la prima volta nel 1874, il pipistrello gode ancora di grande popolarità e rimane ancor oggi una delle operette più rappresentate di tutti i tempi.

A Vienna era di gran moda la farsa musicale, che rispecchiava un'età licenziosa in cui i mariti 'rispettabili' si divertivano con donne di dubbia reputazione, mentre le mogli trascurate vivevano le loro avventure nell'ombra. Tutti questi temi sono presenti in questa spumeggiante composizione, distinta da un vorticoso scambio di identità nel corso di un ballo mascherato a Vienna.




Tempo di danze

L'ouverture si apre con una poderosa fanfara orchestrale e una lunga introduzione che anticipa alcuni dei temi popolari della trama. 

L'esordio è affidato a una melodia per archi, subito eclissata dall'arrivo del valzer principale. In questa ouverture tutti i protagonisti sono in attesa del ballo in maschera. L'atmosfera sfrenata della danza contrasta con la nostalgia della breve sezione centrale e con il ritorno della melodia iniziale; ma la gaiezza che si percepisce è irrefrenabile e I'ouverture si chiude
allegramente nell'attesa del divertimento che seguirà.


venerdì 28 novembre 2014

STRUMENTI MUSICALI - PIANOFORTE A CODA (Musical Instruments - Grand piano)


Pianoforte a coda

La musica per pianoforte supera quella scritta per qualsiasi altro strumento, sebbene sia presente nelle sale da concerto e nelle case da un tempo relativamente recente. 
Nasce nel XVII secolo come sviluppo delle caratteristiche del clavicembalo, che aveva a lungo dominato il mondo delle tastiere. Le corde del clavicembalo, infatti, quando le dita percuotono i tasti, vengono pizzicate con una intensità indipendente dalla pressione esercitata. 
Al contrario le corde del piano sono colpite da un martelletto, con una forza direttamente proporzionale alla pressione delle dita sui tasti, dando al pianista un controllo preciso del volume; questo è il segreto del successo dello strumento.






  
Il pianoforte è stato inventato e portato ad un alto livello di perfezione dal fiorentino Bartolomeo Cristofori nei primi anni del '700. Descritto come gravicembalo col piano e col forte per la possibile variazione del volume, prese in seguito il nome di pianoforte (o forte piano), talvolta semplificato con quello di piano. 
Tedeschi, austriaci e poco più tardi inglesi e americani, partendo dall'opera di Cristofori, svilupparono le grandi potenzialità dello strumento. Idearono anche una versione verticale per spazi ristretti. 





Nomi come Bechstein (Germania), Broadwood (Inghilterra) e Steinway (America) restano i simboli della bellezza, della tradizione artigianale e della ricchezza timbrica.



Del 1726, questo è uno dei tre pianoforti costruiti da Bartolomeo Cristofori sopravvissuti fino ad oggi.


Un pianoforte a mezza coda moderno della Yamaha. Il mezza coda è utile dove il problema dello spazio non può essere eluso.



PIANISTI FAMOSI

Sergej Vasil'evič Rachmaninov (1º aprile 1873 – Beverly Hills, 28 marzo 1943) 


Franz Liszt (Raiding, 22 ottobre 1811 – Bayreuth, 31 luglio 1886)


Clara Josephine Wieck Schumann
(Lipsia, 13 settembre 1819 – Francoforte sul Meno, 20 maggio 1896)


Fryderyk Franciszek Chopin
(Żelazowa Wola, 22 febbraio 1810 – Parigi, 17 ottobre 1849)


ESTENSIONE MUSICALE

NOTA PIU' ACUTA
Il Do, quattro ottave sopra il Do centrale


NOTA PIU' GRAVE
Il quarto La, sotto al Do centrale 
per un'estensione totale di sette ottave e un terzo (88 tasti), 
sebbene alcuni modelli Bosendorfer misurino otto ottave piene.


POSIZIONE NELL'ORCHESTRA







Nell'orchestra, il pianoforte a coda è dietro ai secondi violini. Come piano da concerto è invece al centro del palco, alla sinistra del direttore.






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giovedì 27 novembre 2014

LO ZAREVIC (Es steht ein Soldat am Wolgastrand) - Franz Lehár



LO ZAREVIC  
Es steht ein Soldat am Wolgastrand
Franz Lehár


Questa operetta in tre atti è ambientata in Russia e narra la tragica storia di Alessandro, il figlio (lo Zarevic) dello zar di tutte le Russie Pietro il Grande. Essendosi ribellato alla sanguinaria politica paterna, Alessandro è costretto ad espatriare con la donna che ama. 

Questo canto di struggente nostalgia, Es steht ein Soldat am Wolgastrand, si apre evocando l'immagine di un soldato sulle rive del Volga ed è cantato dallo zarevic che, levando gli occhi al cielo, chiede a Dio di mandargli un angelo. 

Questo stesso brano accompagnò la cerimonia funebre di Lenin nel 1948.

 



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KUKUŠKA / TATJANA - Franz Lehár




KUKUŠKA / TATJANA 
Scheidend von den goldbegläntzen Höhen
Franz Lehár

Kukuška è la prima op€retta di Franz Lehár, successivamente riproposta con maggiore successo con il titolo di Tatjana.

Un soldato russo, Alexis, innamoratosi di Tatjana, diventa un paladino della famiglia di lei, allontanando un rivale in amore e difendendo il padre della giovane nello scontro con gli altri abitanti del villaggio. 
In questo brano i giovani del villaggio di Tatjana festeggiano il disgelo e I'arrivo della primavera cantando Scheidend von den goldbegläntzen Höhen ('Che pian piano scompar dalle dorate vette'), riferendosi alla neve.



mercoledì 26 novembre 2014

AVE MARIA - Franz Peter Schubert (Testo e video di Andrea Bocelli)



     
La preghiera alla Vergine Maria è forse l'opera religiosa più popolare di Schubert. 

Gli arpeggi degli archi esprimono una melodia eterea (Ave Maria, piena di grazia) e questa versione per voce solista e voci bianche rafforza l'innocente purezza che trapela dalla preghiera. 

La musica sale via via che il testo diviene un inno di lode non solo alla Madonna, ma anche al Bambino, prima di avviarsi delicatamente a una conclusione sfumata.




AVE MARIA
Andrea Bocelli

Ave Maria
Gratia plena
Maria, gratia plena
Maria, gratia plena

Ave, ave dominus
Dominus tecum
Benedicta tu in muli eribus
Et benedictus
Et benedictus fructus ventris
Ventris tuae, Jesus
Ave Maria

Ave Maria
Mater Dei
Ora pro nobis peccatoribus
Ora pro nobis
Ora, ora pro nobis peccatoribus

Nunc et in hora mortis
Et in hora mortis nostrae
Et in hora mortis nostrae
Et in hora mortis nostrae

Ave Maria






LA PREGHIERA CRISTIANA

Ave Maria
(latino)

Ave, Maria, grátia plena,
Dóminus tecum.
Benedícta tu in muliéribus,
et benedíctus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta María, Mater Dei,
ora pro nobis peccatóribus,
nunc et in hora mortis nostrae.
Amen.


Ave Maria
(italiano)

Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen.


martedì 25 novembre 2014

SINFONIA N° 7 - LENINGRADO (Symphony No. 7 Leningrad) - Dmitrij Shostakovich



Sinfonia n.7 'Leningrado'
Op. 60

Le 15 sinfonie di Shostakovich sono una delle principali espressioni della musica contemporanea. Molte di esse sono improntate ad un 'programma' specifico, che ripercorre gli eventi cruciali della storia.

Nel giugno del 1941 la Germania nazista invase l'Unione Sovietica e strinse d'assedio Leningrado (oggi San Pietroburgo). Shostakovich si trovava in quella città; indifferente ai bombardamenti e al fuoco d'artiglieria, iniziò a lavorare a questa Sinfonia, fino a che non fu evacuato con la sua famiglia e con altri compositori e artisti nella città di Kuibyshev. 
Qui Shostakovich completò quella che sarebbe diventata una delle opere musicali più celebri scritte durante la seconda guerra mondiale.




Potenza e furore

La Sinfonia inizia con l'assalto delle truppe naziste e giunge a una riflessione sull'eroismo del popolo russo, culminando nel Quarto movimento, noto come 'La vittoria'. 

Dopo un esordio pacato, il ritmo della musica diviene incalzante, con una potenza che cresce fino a diventare furore. 
Un altro cambio di ritmo e di atmosfere prelude al finale nel segno della vittoria, anche se, come spesso avviene con Shostakovich, si avverte sempre il sottile disagio di un messaggio non detto, di un intimo dubbio di cui solo l'autore sembra custodirne l'essenza.







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lunedì 24 novembre 2014

SUITE SUI VERSI DI MICHELANGELO BUONARROTI - Op. 145 La Notte (Suite on Verses of Michelangelo - The Night) - Dmitrij Shostakovich


La Notte e il Giorno - Michelangelo

Suite sui versi di Michelangelo Buonarroti 
Op. 145: La Notte

Suite vocale del 1974 fu composta per celebrare l'anniversario della nascita di Michelangelo. La suite, in cui Shostakovich musica alcuni versi di Michelangelo, è una delle sue ultime opere e riflette quello stile asciutto che caratterizzò gran parte della sua musica tarda. 

In La Notteispirata all'omonima scultura michelangiolesca (a sinistra nella foto), sulle note meditabonde degli archi e tra accenni di tromba, il basso esprime il sollievo di non poter più provare e vedere nulla: sentimenti che devono essere stati molto vicini all'animo del compositore dopo tutti i tormenti passati.





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sabato 22 novembre 2014

MOSÈ IN EGITTO (Moses in Egypt) - Gioachino Rossini




MOSÈ IN EGITTO 
Dal tuo stellato soglio 
Gioachino Rossini
Lingua originale - Italiano
Azione tragico-sacra in tre atti
Libretto - Andrea Leone Tottola
Prima rappresentazione: 5 marzo 1818 - Teatro San Carlo, Napoli

Personaggi

Faraone, re d'Egitto (basso)
Amaltea, sua consorte (soprano)
Osiride, erede al trono (tenore)
Elcia, ebrea, sua segreta consorte (soprano)
Mambre (tenore)
Mosè (basso)
Aronne (tenore)
Amenofi, sua sorella (mezzosoprano)
Grandi e damigelle di corte, ebrei, egizi ( coro)


All'epoca in cui Rossini scrisse Mosè in Egitto, le rappresentazioni teatrali profane erano vietate durante la Quaresima e l'opera sacra fu allestita nel 1818 in forma concertistica. 

Un anno dopo Rossini riprese l'opera (che aveva avuto buon successo) e, ritornato sulla partitura, aggiunse quella che è considerata la "gemma dell'opera": la grande preghiera Dal tuo stellato Soglio, nella quale Mosè e il suo popolo si appellano a Dio invocando misericordia. 

La musica passa così da un'intonazione minore a una maggiore, anticipando il miracolo della separazione del Mar Rosso.



Atto I

L'Egitto è avvolto nella sua penultima piaga: le tenebre. Il Faraone decide di chiamare Mosè per far cessare il flagello. Dio rende di nuovo la luce all'Egitto tramite la verga di Mosè. Intanto Osiride esprime il suo dolore per la partenza degli ebrei: tra essi c'è la sua amata Elcia. Perciò ordina al fido Mambre di far ribellare il popolo egizio all'editto di Faraone.

Infatti il popolo si raduna sotto il palazzo, a chiedere che venga revocato il congedo agli Ebrei, che all'oscuro di tutto stanno festeggiando. Osiride dichiara loro che la partenza è annullata ed ogni tentativo di fuga sarà soffocato nel sangue. Mosè, allora, irato fa piovere la grandine e i fulmini (la settima piaga fu messa qui solo per dare un effetto teatrale alla fine dell'atto).


Atto II

Faraone annuncia la sua decisione di lasciare liberi gli ebrei, e comunica al figlio che la principessa d'Armenia è pronto a sposarlo. Osiride preferisce fuggire con Elcia. Aronne, però li scorge, che avverte subito Mosè e la madre di Osiride, Amaltea, a cui stanno a cuore gli ebrei. I due giovani esitano, ma affermano convinti la loro decisione.

In quel momento giunge Faraone, che comunica che, a causa dell'attacco di Madianiti e Filistei, la partenza è rimandata. Mosè, irato, minaccia la morte di tutti i primogeniti egiziani, e viene fatto arrestare. Elcia, allora svela il suo amore con Osiride, e prega il principe di lasciare libero il suo popolo e di diventare Re. Osiride rifiuta e fa per uccidere Mosè, ma viene colpito da un fulmine e muore.


Atto III

Gli ebrei stanno pregando sulle rive del mar Rosso. Giunge la notizia che l'esercito di Faraone si sta avvicinando. Mosè calma tutti, e apre un varco tra le acque. Faraone sopraggiunge, e scaglia l'esercito nel varco tra le onde, ma subito queste si richiudono di colpo, sterminando l'esercito.






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martedì 18 novembre 2014

SEMIRAMIDE - Ouverture - Gioachino Rossini







SEMIRAMIDE - Ouverture 
Musica - Gioachino Rossini
Lingua originale - Italiano
Genere - Melodramma tragico
Libretto - Gaetano Rossi
Fonti letterarie - Tragédie de Sémiramis di Voltaire
Due Atti
Epoca di composizione - Novembre 1822-1823
Prima rappresentazione -  3 febbraio 1823
Teatro - Teatro la Fenice, Venezia

Personaggi

Semiramide, regina di Babilonia (soprano)
Arsace, comandante l'armate (contralto)
Assur, principe del sangue di Belo (basso)
Idreno, re dell'indo (tenore)
Azema, principessa del sangue di Belo (mezzosoprano)
Oroe, capo de' magi (basso)
Mitrane, capo delle guardie reali (tenore)
L'ombra di Nino (basso)
Satrapi, Magi, babilonesi, indiani, egiziani, sciti, principesse, citarede, dame straniere (coro)
Guardie reali, ministri del tempio, seguito d'indiani, di sciti, di egiziani, popolo babilonese, donzelle, fanciulle, fanciulli (comparse)




Semiramide fu l'ultima opera scritta in Italia. Rossini poco dopo sarebbe andato a vivere a Parigi. 

Nel 1824 lasciò Bologna e Semiramide fu il suo meraviglioso addio.

L'opera è sempre stata considerata una vetrina di bravura per i più grandi virtuosi del bel canto, da quando la moglie del compositore, Isabella Colbran, interpretò per prima il ruolo della regina di Babilonia nel 1823. 

La storia narra della Regina Semiramide, colpevole di omicidio che, per ironia del destino, viene uccisa dal suo stesso figlio. 

L'ouverture introduce questa storia tetra e violenta. anticipando temi che poi riaffioreranno nel corso dell'opera. 
I corni rallentano l'andamento della musica, poi un tema più vivace dell'orchestra porta una breve pace fino alla conclusione.