sabato 6 settembre 2014

JERRY LEE LEWIS - Discografia (Discography)



Jerry Lee Lewis (Ferriday, 29 settembre 1935) è un autore, cantante e pianista statunitense.
È riconosciuto tra i padri del rock n'roll con un posto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1986 ed uno nella Rockabilly Hall of Fame. È stato soprannominato The Killer per il suo modo selvaggio, anticonformista e ribelle di esibirsi dal vivo. Inoltre è considerato uno dei Re del Rock and Roll insieme a Chuck Berry, Elvis Presley e Little Richard.

Per me è impossibile compilare una discografia di Jerry Lee Lewis in poche righe; e ancora più impossibile tentarla tenendo presente il mercato italiano da sempre sofferente d'inadeguatezza nei cataloghi delle case discografiche rappresentate in Italia, e nella rete distributiva del materiale d'importazione. 
La copiosa discografia di Lewis inoltre rende certo tutto più facile poiché il musicista ha sempre inciso molto. Alta fedeltà, tecnologia in sala di registrazione, missaggio digitale, sono concetti senza significato per Lewis che ha sempre affidato la sua arte alla genialità della sua voce e delle sue mani.
Per ironia della sorte, il periodo più compiutamente in Italia è quello Sun grazie all'Ariston che, su licenza dell'inglese Charley, ha pubblicato molti albums dell'artista di Ferriday.

Tra questi dischi vanno segnalati così The Essential Jerry lee Lewis con i successi degli anni d'oro (fino al '58) e Jerry Lee Lewis And His Pumping Piano con molti brani incisi dopo lo scandalo della moglie-bambina. 
Per una più approfondita conoscenza di Lewis non possono mancare i due volumi Rare Jerry Lee LewisDuets-Jerry Lee Lewis And Friends con una controversa versione di Save The Last Dance For Me nella quale molti hanno riconosciuto la voce di Presley: la discussione filologica non si è mai spenta. 
Del periodo Sun è inoltre fondamentale The Million Dollar Quartet più che un disco in senso compiuto si tratta di un importante documento di uno dei giorni più significativi della storia del rock'n' roll con Lewis affiancato da Presley, Perkins e Cash.

Passando agli anni '60 è attualmente disponibile in Italia Live At The Star Club pubblicato nel '65 e registrato dal vivo con i Nashville Teens. Il disco è notevolmente influenzato dalla musica nera e contiene un paio di brani di Ray Charles come I Gol A Woman e What'd I Say (che nel '61 fu I'ultimo successo di Lewis per la Sun); tre sono i brani firmati da Blackwell: Great Balls Of Fire..., Good Golly, Miss Molly..., Long Tall Sally; non mancano nemmeno alcuni classici come Money (That's What I Want) e Match-box (inciso in precedenza da Perkins); il disco chiude con High School Gonfidential e Whole Lotta Shakin' Goin' On, ovvero due dei più grandi "hits" di Lewis.

Non disponibile stampata in Italia è la lunga serie (una ventina di titoli) dei dischi country dei quali comunque vanno segnalati: Another Place, Another Time che nel '68 apri a Lewis la strada delle classifiche di country, i due volumi Jerry Lee Lewis Sings The Hall Of Fame nei quali il titolare interpreta alcuni dei classici di questo genere. 
Inoltre, per la sua unicità, va ricordato anche The Gospel Album, il primo e solo disco di canti religiosi inciso da Lewis e dedicato alla madre morta poco prima ('70).
Sono stati invece pubblicati in Italia negli anni scorsi due dischi piuttosto significativi. Il primo è The Session, doppio album testimonianza di un felice incontro tra Lewis e alcuni rampolli del nuovo rock come Peter Frampton e Rory Gallagher (pubblicato nel '73). 
Il secondo è Southern Roots (Back Home To Memphis) del novembre'73: un lavoro graffiante e indirizzato verso la musica nera con una bella esposizione di fiati e alcuni brani storici come Born To Be A Loser e Blueberry Hill
È da notare come questo disco sia uno dei due (l'altro è 1-40 Country) a non essere prodotto da Jerry Kennedy, l'uomo che ebbe l'idea di provare con la country music quando le quotazioni rock'n'roll di Lewis erano ormai arrivate al fondo.

Produttore di Southern Boots (Back Home To Memphis) risulta così Huey Muex; da notare la presenza di Carl Perkins alle chitarre, primo Incontro in studio dai tempi del Million Dollar Quartet.

Infine due dischi molto diversi tra loro. Il primo è The Survivors, fedele registrazione di un concerto tenuto a Stoccarda il 23 aprile dell'81 da Lewis, Perkins, e Cash, tre grandi sopravvissuti di un'era ormai lontana. Lewis canta Whole Lotta Shakin' Goin' On Rockin' My Life Away da solo, e si aggiunge agli altri per I Saw The Light.,.., Can The Circle Be Unbroken..., There Will Be Peace in The Valley For Me..., I'Il Fly Away

Pochi mesi dopo quella serata eccezionale Lewis venne ricoverato d'urgenza in un ospedale di Memphis e si riprese solo dopo una lunga convalescenza.
Le ritrovate condizioni fisiche sono testimoniate sull'album inciso da Lewis nell'82, My Fingers Do The Talking per la MCA; registrato a Nashville e dotato di una copertina kitsch, il disco contiene le canzoni nelle quali Lewis fa sfoggio della sua tecnica percussiva sulla tastiera. Nessuna delle canzoni incise porta la firma di Lewis: coincidenza o segno di una crisi compositiva? La risposta la si conosce nei successivi albums del biondo cantante di Ferriday, come in  Come As You Were e Why You Been Gone So Long? (1983)..., Sixteen Candles (1986).



Sta..............

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