domenica 17 agosto 2014

ANTONIO VIVALDI - Vita e opere (Life and Work)

Anonimo. Ritratto presunto di Antonio Vivaldi (1700 circa)
Bologna, Museo internazionale e biblioteca della musica

Antonio Lucio Vivaldi, detto il Prete Rosso per il colore dei suoi capelli (Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741), è stato un compositore e violinista italiano cittadino della Repubblica di Venezia, esponente di spicco del tardo barocco veneziano.


Nonostante fosse un sacerdote, Vivaldi consacrò la propria esistenza alla musica, ponendo in secondo piano gli adempimenti pastorali. Ha lasciato in eredita una vasta opera compositiva, tra cui oltre 550 concerti.

Antonio Vivaldi nacque a Venezia nel 1678 e fu battezzato immediatamente dalla sua levatrice, perché ritenuto in pericolo di morte. Non è chiaro se questa opinione fosse dovuta al terremoto che quel giorno colpì la città o alla fragile costituzione del compositore. 
La Venezia di fine '600 era un fiorente centro musicale, con almeno sei compagnie d'opera e una dinamica editoria musicale. 
Il padre era violinista nell'orchestra della basilica di San Marco: Antonio fu fin da subito immerso nel mondo della musica. Non appena dimostrò interesse per quest'arte, il padre si dedicò alla sua educazione insegnandogli il violino e il clavicembalo.


Musicista e religioso

Da ragazzo, Vivaldi continuò i suoi studi musicali, ma le modeste condizioni economiche della famiglia lo indussero a entrare in seminario.
Per le sue cattive condizioni di salute (probabilmente asma), gli fu concesso di studiare restando presso la casa paterna: ciò gli permise di proseguire la sua educazione musicale. 
Fu ordinato sacerdote nel 1703.


Un lavoro per la vita

Per il resto della sua esistenza, Vivaldi cercò di dedicarsi completamente alla musica. 
Non appena crebbe una certa attenzione da parte del pubblico, fu soprannominato "il prete rosso", per il colore dei suoi capelli (per lo stesso motivo, suo padre era conosciuto come "Rossi"). 
Nel 1703 ebbe il suo primo incarico come insegnante di violino al Conservatorio della Pietà, dove rimase fino al 1740. Questo era uno dei quattro istituti veneziani dove trovavano assistenza orfane, figlie illegittime e malate. 
Nel Conservatorio, esclusivamente femminile, era famosa l'attività musicale delle 'putte': ragazze che ogni giorno festivo cantavano e suonavano nascoste al pubblico da una fitta grata. 
Qui Vivaldi costruì la sua fama di compositore e raggiunse il successo. La pubblicazione delle sue numerose partiture, compresa quella della sua opera più famosa, Le quattro stagioni, lo rese ricco, ma anche molto vanitoso. 
La donna più importante nella sua vita fu una cantante, Anna Giraud. Non si sa come si conobbero, ma nel 1724 lei si trasferì da lui come governante, restandogli vicino per tutta la vita.


Un uomo dalle molte capacità

Vivaldi fu estremamente prolifico: scrisse quasi 50 opere.
In un'occasione, si vantò di aver composto un concerto più in fretta di quanto il suo copista fosse riuscito a trascriverne le parti. La sua popolarità a Venezia diminuì intorno al 1738. 
Le sue opere non incontravano più il favore del pubblico locale, e Vivaldi decise di trasferirsi a Vienna. 
Alla morte del suo mecenate austriaco, l'Imperatore Carlo VI, Vivaldi si trovò senza finanziatori. Morì un anno dopo in povertà.


LA VOCAZIONE PER LA MUSICA

L'anno della consacrazione sacerdotale, il 1703, coincise con l'affermazione di Vivaldi come musicista. Capitava, talvolta, che all'improvviso smettesse di celebrare la Messa. A suo dire, queste interruzioni erano dovute alla salute, sebbene un aneddoto dimostri il contrario. 
Si racconta che una volta, durante una messa, fu colto da ispirazione creativa e abbandonò la funzione. Andò in sacrestia, scrisse la sua musica e ritornò all'altare. Fu redarguito per questo, e per punizione gli fu proibito di dire messa in futuro: una ammenda che gli tornò estremamente utile.
Ormai, il sacerdozio era diventato un mero ingombro. Ciò gli permise, tra l'altro, di essere un perfetto  candidato all'incarico di insegnante di violino al Conservatorio della Pietà.


I vantaggi dell'Orfanotrofio

Vivaldi era in apparenza un uomo devoto, ma si facevano alcune congetture sul suo comportamento come sacerdote. Ciò nonostante, fu utile all'orfanotrofio tanto quanto questi lo fu a lui. Il musicista doveva produrre un numero fisso di musiche e le esecuzioni dei suoi lavori da parte delle fanciulle dell'orfanotrofio erano di ottimo livello.

Grazie a Vivaldi, maestro di violino e in seguito maestro dei concerti, le esecuzioni nel'orfanotrofio della Pietà erano di altissimo livello.


BIOGRAFIA IN BREVE

1678 - Nasce il 4 marzo a Venezia

1703 - Diventa sacerdote e comincia la sua carriera al Conservatorio della Pietà, dapprima come violinista, poi come insegnante e direttore d'orchestra

1713 - Diventa maestro dei concerti al conservatorio. Con questa qualifica, oltre a scrivere un gran numero di composizioni deve preparare almeno 2 nuove messe e 2 vespri ogni inno, un minimo di 2 concerti al mese, e brani d'occasione su richiesta

1718 - Lascia il conservatorio e si stabilisce a Mantova, dove ha successo come compositore operistico

1720 - Ritorna a Venezia e lavora al conservatorio per 3 anni, prima di ricominciare a viaggiare.

1725 - Pubblica una raccolta di 12 concerti intitolata il Cimento dell'Armonia e dell'Invenzionedi cui fa parte la sua opera più celebre: Le quattro stagioni.

1735 - Riceve un onorario dal conservatorio, affinché rinunci ai suoi continui viaggi.

1738 - Visita Amsterdam, dove dirige il concerto di apertura per le celebrazioni del centenario del teatro Schouwburg.

1740 - Si dimette dall'Orfanotrofio della Pietà e parte per una destinazione ignota.

1741 -  Il 28 luglio muore a Vienna in solitudine e povertà.

1974 - Peter Ryom (Copenaghen, 31 maggio 1937) pubblica il catalogo delle composizioni di Vivaldi, assegnando a ogni brano la sigla RV.


VEDI ANCHE . . .


1 commento:

Giulio Pavesi ha detto...

Bravi! Mi è servito!