martedì 29 luglio 2014

TOSCA - Giacomo Puccini



   
TOSCA
Giacomo Puccini
Libretto - Giuseppe Giacosa, Luigi Illica
Fonti letterarie - La Tosca di Victorien Sardou
Atti tre
Epoca di composizione - Primavera 1896 - ottobre 1899
Prima rappresentazione - 14 gennaio 1900
Teatro - Roma, Teatro Costanzi

Personaggi

Floria Tosca, celebre cantante (soprano)
Mario Cavaradossi, pittore (tenore)
Il Barone Scarpia, capo della polizia (baritono)
Cesare Angelotti (basso)
Il Sagrestano (basso)
Spoletta, agente di polizia (tenore)
Sciarrone, Gendarme (basso)
Un carceriere (basso)
Un pastore (voce bianca)



      
Tosca è un'opera lirica in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La prima rappresentazione si tenne a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900.
Il libretto deriva da La Tosca di Victorien Sardou, il dramma rappresentato per la prima volta il 24 novembre 1887 al Théatre de la Porte-Saint-Martin di Parigi, il cui successo fu legato soprattutto all'interpretazione di Sarah Bernhardt nei panni della protagonista.

Dopo la prima di Roma del 1900, i critici definirono Tosca un'opera squallida, ricca di effetti teatrali melodrammatici, ma il pubblico ne fu entusiasta. 
L'opera è ambientata nell'Italia delle invasioni napoleoniche: un prigioniero politico fuggito dal carcere viene inseguito in una chiesa da Scarpia, il temuto capo della polizia. A.ll'interno della chiesa si trova la bella cantante Tosca, che lì ha dato appuntamento al suo amante, il pittore Cavaradossi (all'inizio del pezzo risuonano le eco musicali del loro amore).
Entra in scena Scarpia, che sospetta Cavaradossi di appartenere a un movimento clandestino e di voler aiutare il prigioniero. 
Il coro intona il Te Deum e il sinistro Scarpia svela il suo complotto: servirsi di Tosca per incastrare Cavaradossi e tradire i rivoluzionari.

Mentre il coro intona l'inno di lode, Scarpia pregusta la sua vittoria nel secondo atto.
Tosca è stata invitata a cena da Scarpia nel suo appartamento dopo un esibizione; anche Cavaradossi è stato convocato, per essere torturato. Tosca, udendo le sue grida di dolore, dà a Scarpia le informazioni che cerca. Scarpia, promette a Tosca che, se si concederà a lui, libererà l'amante. 
'Vissi d'arte' canta Tosca. 
'Perché, perché Signore', invoca ripetutamente nel momento in cui deve sacrificare la sua virtù per la libertà dell'amato, 'Perché me ne rimuneri così?'
Tosca cede a Scarpia ma prima vuole l'ordine di scarcerazione; una volta ottenutolo, pugnala Scarpia e lo uccide.



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