martedì 29 luglio 2014

MADAMA BUTTERFLY - Giacomo Puccini



           
MADAMA BUTTERFLY
Giacomo Puccini
Libretto - Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
Fonti letterarie - Madam Butterfly di John Luther Long 
Madame Butterfly di David Belasco
Atti tre
Epoca di composizione - Estate 1901 - 27 dicembre 1903
Prima rappresentazione - 17 febbraio 1904 - Teatro alla Scala di Milano

Versioni successive

28 maggio 1904 - Teatro Grande di Brescia
10 luglio 1905 - Royal Opera House, Covent Garden di Londra
28 dicembre 1906 - Opéra-Comique di Parigi
9 dicembre 1920 - Teatro Carcano di Milano

Personaggi

Madama Butterfly / Cio-Cio-San (soprano)
Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti (tenore)
Suzuki, servente di Cio-Cio-San (mezzosoprano)
Sharpless, console degli Stati Uniti a Nagasaki (baritono)
Goro, nakodo (tenore)
Lo zio Bonzo (basso)
Il Principe Yamadori (tenore)
Kate Pinkerton (mezzosoprano)
Lo zio Yakusidé (baritono)
La zia (soprano)
La cugina (soprano)
Dolore (bambino, mimo)





Madama Butterfly è un'opera in tre atti (in origine due) di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, definita nello spartito e nel libretto "tragedia giapponese" e dedicata alla regina d'Italia Elena di Montenegro.
La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro alla Scala di Milano, il 17 febbraio 1904, della stagione di Carnevale e Quaresima.

La storia di una giovane e innocente geisha giapponese, Cio-Cio-San (la Butterfly del titolo), spinta a una morte tragica, è forse la più toccante e celebre di tutte le partiture scritte da Puccini.

Nell'animata introduzione, il sensale di matrimoni Goro mostra a Pinkerton la casa che dividerà con la sua futura sposa Butterfly.
Arriva il Console americano Sharpless, che manifesta la sua disapprovazione per il matrimonio
Pinkerton ribatte che è affascinato da Butterfly, ma lascia intendere che potrebbe lasciarla; Sharpless lo ammonisce però a non tradirla. 
Giunge il momento del ricevimento di nozze e in un duetto appassionato la coppia, unita in matrimonio, si dichiara reciproco amore. 
Poco dopo Pinkerton parte, promettendo di ritornare. 
Alcuni anni più tardi Butterfly, divenuta madre, canta piena di speranza che "un bel dì" Pinkerton ritornerà. 
Nel Coro muto Butterfly intuisce che la sua attesa è finita; Pinkerton arriverà però con la sua nuova moglie americana. In un breve momento di rimpianto, Pinkerton intona un toccante addio.
Butterfly ha capito che ogni speranza è ormai svanita e che deve morire. Suo figlio starà meglio in America con Pinkerton e con la sua nuova moglie. 
Separata dal figlio, compie un suicidio rituale e muore, mentre si ode Pinkerton che invoca il suo nome.





Organico orchestrale

La partitura di Puccini prevede l'utilizzo di:

3 flauti (III. anche ottavino), 2 oboi, corno inglese, 2 clarinetti, clarinetto basso, 2 fagotti

4 corni, 3 trombe, 3 tromboni, trombone basso

timpani, tamburo, triangolo, piatti, tam-tam, grancassa, campanelli a tastiera, tam-tam giapponesi
arpa
archi

Da suonare sul palco:

campanella, campane tubolari, campanelli giapponesi, viola d'amore, fischi d'uccelli, tam-tam, tam-tam grave.

Da notare che la campanella sul palco viene suonata da Suzuki durante la preghiera "E Izaghi ed Izanami", all'inizio del secondo atto.
La viola d'amore serve a sostenere discretamente l'intonazione del coro (che in quest'opera esclude le voci gravi maschili) durante il celebre "coro muo".
I fischi d'uccelli vengono eseguiti di solito su appositi strumenti simili a soffietti muniti di fischietti.



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