venerdì 13 giugno 2014

DANZE SLAVE Op. 46 - Op. 72 (Slavonic Dances) - Antonín Dvořák




Danze slave

La strumentazione delle Danze Slave si presenta come segue:

Strumenti a fiato

Flauto piccolo
2 Flauti
2 Oboi
2 Clarinetti
2 Fagotti

Ottoni

4 Corni
2 Trombe
2 Tromboni

Percussioni

Timpani
Piatti
Grancassa
Triangolo

Archi

primo e secondo Violino
Viola
Violoncello
Contrabbassi

OP.46

No. 1 in Do maggiore (Furiant)
No. 2 in Mi minore (Dumka)
No. 3 in La-bemolle maggiore (Polka)
No. 4 in Fa maggiore (Sousedská)
No. 5 in La maggiore (Skočná)
No. 6 in Re maggiore (Mazurka)
No. 7 in Do minore (Skočná)
No. 8 in Sol minore (Furiant).


OP.  72

Le danze di quest'Opus sono a volte numerate separatamente dalle prime, a volte da 9 a 16. La maggior parte delle edizioni le numera con entrambi.

No. 1 (9) in Si maggiore (Odzemek)
No. 2 (10) in Mi minore (Starodávny)
No. 3 (11) in Fa maggiore (Skočná)
No. 4 (12) in Re-bemolle maggiore (Dumka)
No. 5 (13) in Si-bemolle minore (Špacírka)
No. 6 (14) in Si-bemolle maggiore (Starodávný ("Ancient"))
No. 7 (15) in Do maggiore (Kolo)
No. 8 (16) in La-bemolle maggiore (Sousedská)


Le due serie di Danze slave di Antonín Dvořák sono tra i pezzi più coloriti del repertorio classico e sono stati anche molto apprezzati dai coreografi per l'esaltazione delle capacità atletiche dei ballerini. Ciò che rende queste danze così affascinanti è la loro sapiente combinazione, che unisce l'entusiasmo e la gioia alla nostalgia, creando una sorta di viaggio attraverso le emozioni. 




Originariamente scritta nel 1878 per pianoforte solo e successivamente anche per orchestra, la Danza slava Op. 46 n. 2  si apre con le note sognanti di una danza malinconica appena accennata.


Improvvisamente si avverte il primo di una lunga serie di cambiamenti di tempo e il fragore dei piatti introduce lo stridente contrasto tra la nostalgia e il divertimento. 

Anche la Danza n. 3  segue uno schema simile: l'apertura affidata agli archi accompagnati dall'allegro bisbiglio dei legni viene interrotta dall'irrefrenabile e precipitosa entrata dell'intera orchestra. 

L'ultima serie di di Danze slave, scritte nel 1886, dimostra ancora I'amore di  Dvořák per le melodie popolari. 

L'Op. 72 n. 1 accompagna l'ascoltatore nel pieno della danza, come se la sala traboccasse di corpi volteggianti. Nell'aria si ode un accenno di timide occhiate e amori giovanili, prima che la frenesia generale approdi ad un'euforica conclusione.

La Danza n. 2  è forse la più famosa di tutte, con il suo tema principale ombroso ed esitante che crea un'atmosfera triste in tutto il brano.


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