sabato 8 marzo 2014

P - GLOSSARIO DEI TERMINI MUSICALI (P - Glossary of Musical Terms)




   
GLOSSARIO DEI TERMINI MUSICALI

A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P Q R - S - T - U - V - X - Z


PADIGLIONE -  Parte svasata finale di uno strumento a fiato, da dove escono l'aria e il suono.

PAN - Strumento a percussione ricavato da un fusto di metallo, di solito utilizzato nelle bande improvvisate dei Caraibi.

PARLANDO - Indicazione per un cantante di declamare le parole, o di cantarle in modo simile al parlato.

PAROLIERE - Autore del testo di una canzone o di una commedia musicale.

PARTE - Nel linguaggio polifonico e armonico il termine indica una delle linee melodiche, vocali o strumentali di una determinata composizione. 

PARTITA - Composizione strumentale barocca suddivisa in parti (da cui il nome). 
Nella prima metà del Settecento il termine divenne sinonimo di Suite.
Famose sono le Partite per clavicembalo di J. S. Bach.

PARTITURA - Testo su cui è scritta un'intera composizione musicale, che comprende tutte le indicazioni e le parti di tutti gli strumenti. È quindi l'insieme di tutti i pentagrammi, posti tutti I'uno sotto l'altro e uniti da una parentesi graffa, sui quali si scrivono le parti per le singole voci e strumenti da eseguirsi simultaneamente.
È il testo usato dal direttore d'orchestra, mentre gli orchestrali usano lo spartito.

PASO DOBLE (dallo spagnolo, passo doppio) - Danza spagnola, diffusa fino agli anni Venti.

PASSACAGLIA - Danza di origine spagnola caratterizzata da una serie di variazioni su un basso ostinato, scritta solitamente in ritmo ternario. 
Fu ampiamente diffusa nel Seicento in Italia, soprattutto nelle intavolature per chitarra, ma anche nella musica per tastiera e in quella vocale.

PASSAGGIO - Breve episodio di una composizione oppure virtuosismo strumentale o esercizio di bravura vocale.
Nel corso del XVI secolo passaggi erano chiamati tutti gli abbellimenti improvvisati consistenti, nella maggior parte dei casi, in scale e trilli. Nella teoria dell'armonia tonale sono dette note di passaggio quelle note che collegano per gradi congiunti (diatonici o cromatici) due note reali. Il termine passaggio infine e comunemente impiegato anche come sinonimo di passo, breve sezione di una composizione.

PASSAMEZZO - Danza rinascimentale, di origine italiana o francese, simile alla pavana ma più mossa e meno  solenne, di andamento moderato ed in tempo binario. 

PASSEPIED - Danza francese in ritmo ternario dall'andamento rapido.

PASSIONE - Trasposizione in musica del racconto evangelico della Passione e Morte di Cristo, eseguita nelle chiese nella Settimana Santa.

PASTICCIO (dal francese pastiche) - Opera teatrale settecentesca composta mettendo insieme arie di successo di compositori diversi in un unico spettacolo, oppure nata dalla collaborazione di più autori.

PASTORALE - Aggettivo che definisce una musica con ambientazione bucolica o legata alla natura.

PAUSA - Segno di durata musicale che esprime il silenzio per lo strumentista.
Nella notazione moderna tali momenti vengono rappresentati graficamente mediante particolari segni. Ogni tipo di nota ha la propria pausa corrispondente, di identico valore di durata. Allo stesso modo delle note le pause possono essere seguite da un punto (che ne aumenta della metà il valore), o sovrastate da una corona (che ne prolunga indefinitamente la durata); al contrario non possono mai essere collegate con una legatura.

PAVANA - Danza di corte lenta e piuttosto statica, in tempo binario, che nacque probabilmente a Padova intorno al secolo XVI.
Fu adottata in tutta Europa come danza di cerimonia. di coppia e con un movimento più vivace (gagliardasaltarello, etc).

PEDALE - Leva mossa dal piede, che si trova principalmente su strumenti a tastiera.
Nelle partiture pianistiche, con l'abbreviazione ped, si indica che deve essere abbassato il pedale di risonanza.

PEDALE DEL PIANO - Nel pianoforte è il pedale di sinistra, che modifica la posizione dei martelletti con l'effetto di attenuare il volume del suono. (Vedi pedale di risonanza).

PEDALE DI RISONANZA - Nome con il quale viene comunemente indicato il pedale di destra del pianoforte. Questo pedale serve a prolungare la durata del suono alzando tutti gli smorzatori. (Vedi pedale del piano).

PEDALE UNA CORDA -  Pedale del pianoforte che modifica la posizione dei martelletti in modo che colpisca una sola corda invece che tutte le tre corde accordate sullo stesso suono.
Consente al pianista di suonare più piano e di modificare il timbro dello strumento.

PEDALIERA - Tastiera azionata dai piedi, tipica dell'organo e, più raramente, di altri strumenti.

PENILLION - Forma di canto popolare gallese, i cui versi sono strutturati un'aria accompagnata dall'arpa.

PENTAGRAMMA - La struttura a cinque righe nella quale è scritta la musica.
All'inizio del pentagramma viene posto il segno di chiave. Quest'ultimo, stabilendo la posizione di una determinata nota, fissa conseguentemente anche quella di tutte le altre. Per le note che, a causa della loro altezza, non possono essere segnate sul pentagramma, ci si avvale dei cosiddetti tagli addizionali (trattini posti trasversalmente sul corpo della nota stessa, oppure al di sopra o al di sotto di essa, e che in sostanza vanno considerati come la parte visibile di ulteriori linee (linee immaginarie) da aggiungersi a quelle del pentagramma).

PENTATONICA - Scala di cinque note, rappresentata di solito dai cinque tasti neri del pianoforte e utilizzata nella musica folk di tutto il mondo.

PERCUSSIONI (Vedi scheda) - Termine generico che designa una classe di strumenti nei quali il suono è prodotto da una superficie che vibra a seguito di una percussione fatta o con la mano o con una bacchetta (come nel caso dei piatti, del timpanoe del tamburo). 
Alcuni strumenti a percussione possono avere un suono determinato, come i timpani; altri, come la grancassa, non possono essere intonati.

PERIODO - E' formato (in analogia al periodo letterario) da frasi che comprendono in genere quattro battute ognuna: due frasi formano un periodo regolare (otto battute), ogni frase è formata da due semifrasi (due battute), ogni semifrase da due incisi (circa una battuta ogni inciso).

PESANTE - Indicazione per il musicista a significare che una frase deve essere eseguita con grande enfasi.

PIANOFORTE (Vedi scheda) - Strumento a tastiera inventato tra 1698 e il 1711 da Bartolomeo Cristofori col nome di "gravicembalo col piano e col forte"; in seguito fu perfezionato da G. Silbermann, che impiantò la prima fabbrica intorno al 1750. 
Il suo nome prende spunto dalla possibilità dello strumento di graduare l'intensità del suono in modo più ampio rispetto al clavicembalo.
I tasti comandano i martelletti che percuotono le corde; il pianoforte è quindi uno strumento a
tastiera, ma anche uno strumento a corde percosse. 
Il pianoforte a coda ha corde orizzontali, mentre quello verticale le ha disposte verticalmente.
Tra le principali fabbriche di pianoforti, alcune delle quali hanno legato il loro nome alla storia dello strumento, si annoverano: Broadwood, Érard, Pleyel, Steinway, Baldwin, Bechstein, Förster, Kaps, Bösendorfer, Anelli, Schulze & Polmann, Steinbach e Yamaha.

PIANOFORTE A CODAPianoforte da concerto con la cassa orizzontale, a forma di ala e corde parallele alla tastiera.

PIANOFORTE A MEZZA CODA - Pianoforte orizzontale, più piccolo di un 'gran coda', utilizzato per studio.

PIANOFORTE CON PEDALIERA - Particolare tipo di pianoforte dotato di tastiera e di pedaliera.

PIANOFORTE VERTICALE - Pianoforte per uso domestico dotato dì corde perpendicolari alla tastiera e di una cassa di risonanza alta e stretta.

PIANOLA - Pianoforte verticale dotato di un dispositivo meccanico che permette di suonare senza azionare i tasti.
Il movimento dei martelletti viene provocato da aria che, spinta da due pedali, attraversa dei fori presenti in un rotolo di carta che si svolge lentamente e che corrisponde ai vari tasti. 
Il meccanismo fu inventato dallo statunitense E.S. Votey nel 1897.

PIATTI - Strumento a percussione idiofono di suono indeterminato, formato da due piatti di ottone o bronzo incavati nella faccia interna, con due maniglie centrali esterne, che vengono percossi o strisciati l'uno contro l'altro. 
Nella musica leggera e nel jazz si intende ognuno dei dischi sospesi mediante un'asta metallica di altezza regolabile che fanno parte della batteria e vengono percossi con una bacchetta.

PIFFERO - Strumento aerofono di origine popolare, simile ai flauto, provvisto di sei-otto fori, la cui origine risale al periodo delle Crociate. 
Con 'pifferosi intende anche lo strumento aerofono ad ancia doppia usato dai pastori abruzzesi insieme alla zampogna.

PISTONE - Valvola propria degli ottoni che, quando premuta, apre una sezione ulteriore di tubi.
Il pistone consente di allungare il canneggio modificando l'altezza del suono.

PIZZICATO - Indicazione per chi suona uno strumento ad arco, come il violino, che un certo insieme di note deve essere suonato pizzicando le corde e non strofinandole con l'archetto.
Abbreviato in pizz.

PLETTRO - Piccola lamina d'avorio, corno, osso, metallo o celluloide a forma di mandorla, utilizzata per suonare le corde tese sulla cassa armonica degli strumenti come il liuto, il mandolino, il banjo e la chitarra
La parola viene anche utilizzata per indicare i saltarelli che pizzicano le corde di un clavicembalo.

POEMA SINFONICOComposizione sinfonica costituita da un solo movimento, ispirata a un tema letterario, pittorico o biografico, che rappresenta la massima espressione della musica a programma con struttura libera, tipica del periodo tardo romantico in cui era forte la critica verso gli schematismi della tradizione sinfonica.
Il termine e il genere furono definiti da Liszt con alcune sue opere a partire dal 1849 che costituirono il modello per musicisti successivi come Rimskij-Korsakov, Borodin, Tchaikovsky, Smetana, Sibelius, Saint-Säens, Strauss, Stravinskij, Respighi.

POLACCA - Danza popolare in tempo ternario, originaria della Polonia, risalente al secolo XVI e accolta nel repertorio strumentale colto agli inizi del Settecento in Francia, Germania e Nord Europa. 
Famoso autore di polacche fu Chopin.

POLIFONIA - Musica composta da due o più linee vocali o strumentali (dette voci o parti), che vengono eseguite contemporaneamente. Si contrappone alla monodia.
Il termine è nato tra il IX e il X sec., all'interno della musica gregoriana (organum, discantus), quando in Inghilterra alla "vox principalis" detta "tenor" si sovrappose un'altra linea melodica, detta "vox organalis". L'unione delle due "voces" determinò l'idea del contrappunto (punctum contra puntcum, cioè nota contro nota).
La tecnica dell'"ars antiqua" attuò il significato di polifonia com composizioni a tre o a quattro linee melodiche. Le sue composizioni, cioè il mottetto e il conductus, erano di carattere sacro.
La tecnica dell'"ars nova" invece si espresse in forme profane, quali il madrigale, la caccia, la canzone e la ballata.
La polifonia è detta "a canone" quando le linee melodiche si inseguono imitandosi.
Nel corso del XV e del XVI secolo la polifonia vive in tutta Europa (ma in particolare in Inghilterra, Francia, Italia e nei paesi fiamminghi) il suo periodo d'oro, soprattutto con i lavori di Orlando di Lasso, Giovanni Pierluigi da Palestrina, Luca Marenzio, Carlo Gesualdo. 
Nel XVII secolo, anche dopo l'avvento e il predominio della monodia accompagnata, la polifonia continuò a godere il favore di numerosi compositori tra cui Johann Sebastian Bach, l'unico capace con le sue opere di eguagliare e sorpassare la perfezione polifonica raggiunta da Orlando di Lasso.
Le due scuole italiane polifoniche più importanti furono quella romana, di cui massimo esponente era Palestrina, che adottò lo stile a cappella; e quella veneziana (Andrea e Giovanni Grabrieli), che adottò invece lo stile concertante, in quanto i cori erano accompagnati dall'organo. Andrea Gabrieli introdusse per la prima volta il violino nella cantoria di San Marco nel 1500.


POLIFONICO - Brano musicale a più voci.

POLIRITMICO - Impiego simultaneo di ritmi musicali differenti, nelle diverse voci di composizione strumentale o vocale.
Per molto tempo la poliritmia è stata una pratica assai diffusa nella musica etnica di molti popoli, particolarmente nella musica africana.
Un precoce utilizzo di questa pratica in Europa è offerto da Mozart che, alla fine dell'atto I del Don Giovanni, sovrappone contemporaneamente tre diversi ritmi di danza.

POLITONALE Composizione musicale che presenta politonalità.

POLITONALITÀ - Impiego simultaneo di tonalità tra loro estranee (aventi cioè poche o nessuna nota in comune).
Questa tecnica compositiva è stata particolarmente sfruttata dai musicisti del Novecento come
Stravinskji, Debussy, Milhaud, Ives e Holst.

POLKA - Vivace danza in tempo di 2/4, da eseguire in coppia. 
Nata in Boemia, fu una delle danze più amate nelle sale da ballo del XIX secolo. 
Compositori famosi per le loro polke furono Johann Strauss I e II.

POLONAISE - Danza nazionale polacca in tempo ternario, in voga già dal Seicento.

PONTE - Termine utilizzato per indicare in una forma sonata quel breve passaggio che raccorda fra loro due sezioni estese di un movimento.

PONTICELLO - Piccola parte di legno, presente nei violini e nelle chitarre (o comunque negli strumenti a corda) che ha la funzione di sostenere le corde e di trasmettere la loro vibrazione al corpo dello strumento. 
L'indicazione 'sul ponticello' significa che il musicista deve archeggiare quanto più vicino al ponticello, traendo dallo strumento un suono particolare, piuttosto nasale o metallico.

PORTAMENTO - Tecnica di interpretazione musicale (strumentale o vocale) che consiste nello scivolare da un suono all'altro senza fare udire alcuna interruzione.

POSTLUDIO - Musica in forma libera e spesso improvvisata, stilizzata come chiusura di un componimento più esteso. 
Il termine si applica particolarmente alla musica per organo eseguita al termine di una funzione religiosa.
Contrario di preludio.

POT-POURRI - Selezione di motivi musicali tratti da varie composizioni uniti tra loro da passaggi di collegamento, preceduti da un'introduzione e seguiti da una coda.

PRE-CLASSICA - Musica del periodo antecedente al Classicismo i cui esponenti maggiori furono C.P.E. Bach e la Scuola di Mannheim.

PRELUDIO - Brano orchestrale o strumentale che introduce una composizione di più vasto respiro, come una swite o un'opera.
Nel periodo tra il 1500 e il 1700 era posto all'inizio di una composizione vocale o strumentale.
Dal Romanticismo definì una composizione a sé stante perdendo la sua funzione introduttiva (Chopin e Debussy), che mantenne in campo operistico, nella tradizione cameristica e nelle musiche di scena, sostituendo l'ouverture e la sinfonia operistica.

PRIMA DONNA - Protagonista principale femminile di un'opera lirica.

PRIMA VISTA - Suonare o cantare un brano musicale senza averlo guardato in precedenza.

PRIMO - Primo elemento di un gruppo di strumenti dell'orchestra e punto di riferimento per l'intera sezione, come nel caso del primo violino.
La parola indica anche il cantante che sostiene il ruolo principale in un'opera, come il primo tenore o il primo soprano.

PROGRESSIONE -  Ripetizione ad altezza diversa di melodie o successioni di accordi.
Se tale forma si ripete sui gradi di un'unica scala la progressione è detta monotonale; al contrario, quando avviene su gradi di scale di differente tonalità è detta modulante.

PUNTO - Nella notazione musicale, il punto collocato sopra la nota indica che questa deve essere suonata staccata.
Se invece il punto segue la nota, allora significa che la sua durata deve essere aumentata della
metà. 
Due punti dopo la nota indicano che il valore della durata deve essere aumentato di tre quarti.


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