sabato 29 giugno 2013

JOHANN SEBASTIAN BACH - Il re della musica (The king of music)

Johann Sebastian Bach in un ritratto del 1748 di Elias Gottlob Haussmann

La storia della musica è come la catena delle Alpi: ha dolci alture avvallamenti, vette vertiginose. Johann Sebastian Bach è una di queste. Per i più è una cima inaccessibile, coperta di neve e di ghiaccio. Invece per chi si accosta alla sua immensità con animo desideroso di comprendere le bellezza severa delle sue creazioni, la neve disgela e appaiono dolci erbe e teneri fiori: per l'alpinista coraggioso e appassionato che tenta quelle solitudini il vento reca sulle ali il fremito di profonde foreste e l'eco di canti sovrumani.

Johann Sebastian Bach (1685-1750), uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, fu fra i primi a scrivere musica descrittiva, cioè ad esprimere con le note i fenomeni della natura: in una cantata ha fatto sentire il sussurro della pioggia, in un'altra lo scorrere delle acque del Giordano, nell'oratorio del Natale ha scritto una specie ili sinfonia pastorale che rievoca agli ascoltatori i pastori adoranti il Bambino in una notte d'inverno scintillante di stelle. 
Ci ha lasciato composizioni per clavicembalo, organo, musica strumentale, poesie, cantate.

La vita di Johann Sebastian Bach è con quella di Pierluigi da Palestrina la più austera e laboriosa vita di compositore che si conosca. 
Nacque nel 1685 in Sassonia, rampollo di una famiglia di musicisti, i cui membri erano sparsi in tutto il paese tedesco in qualità d'organisti. Perdette la madre a nove anni, a dieci il padre. Il fratello maggiore, organista, prese con sè l'orfanello e gli fece studiare il latino, e la musica, nel
ginnasio della cittadina natale.
A quindici anni il futuro grande Bach, con pochi panni in un involtino, doveva lasciare quella casa, perchè non c'era più posto per lui. Andò errando, ora solo ora con qualche compagno di ventura, di città in città, cantando nelle chiese, suonando nelle orchestre e cercando di sentire quanta più musica poteva: in specie musica d'organo, perchè Bach era nato con talento d'organista, e presto avrebbe affidato alla voce solenne e dolce di quello strumento le confessioni della sua pietà religiosa e della sua sofferenza terrestre. 
Quante miglia percorse per andare a sentire un organista famoso!

Io lo vedo addossato a un pilastro, nell'ombra di una chiesa tutta fremente di suoni, ora  riconosco il suo volto pensoso, vicino a una tastiera corsa da mani veloci, nel chiaror d'oro d'una cantoria affollata.
Ormai crescendo la sua sapienza e la sua potenza musicale s'era fatto un nome. Sedeva anche lui davanti alle canne sonore, dirigeva il coro e l'orchestra di piccole corti: e non tralasciava di studiare le opere dei grandi compositori: fra gli altri dei nostri Frescobaldi, Corelli, Vivaldi.

Nel 1723 fu nominato cantor, cioè istruttore della chiesa di San Tommaso di Lipsia. 
Quanti incarichi in quella funzione! Doveva dar lezione per sette giorni alla settimana a un coro di ragazzi e di giovani, comporre le cantate per ogni domenica o festa, farle studiare al coro, all'orchestra e poi dirigerle. 
Quanto dovette soffrire in quella chiesa gotica, dall'enorme tetto ripido e più ancora nella grande casa bianca lì accanto che era la sede della scuola! 
Lì il grande Bach per ventisette anni ha faticato, lottato, composto le cantate e la Messa, La Passione, e il Clavicembalo ben temperato. Due grandi forze sostenevano la sua anima: la fede religiosa e l'amore per la famiglia. Era un uomo pio, convinto che la musica fosse, prima di tutto, il più potente mezzo per glorificare il Signore. Quasi tutte le sue partiture portano come
frontespizio questa sigla: S.D.G. che significa Soli Deo Gloria. 
Gli applausi terrestri dovevano farlo sorridere. La musica profana, i bei gorgheggi delle opere gli parevano un gioco vano.

Ben altre cose poteva dire, secondo lui, la grande arte, ben altre rivelazioni fare al cuore dell'uomo, assetato di Dio! Ascoltando certe sue composizioni per organo, si ha I'impressione che i cieli si aprano e che ne scenda nell'immensità attonita dello spazio la grande Voce che non si ascolta se non prosternati nella polvere.
Bach era d'una bontà patriarcale, era affettuoso, sobrio, modesto, ma dignitoso. Se c'era chi lo disprezzava preferendogli altri, c'era anche una folla di gente che lo riteneva un prodigio. Si veniva da lontano per sentirlo improvvisare all'organo, bravura in cui era formidabile.

Il re di Prussia, Federico il Grande, amatore appassionato di musica, mentre si trovava nel suo castello di Postdam, avendo saputo che Bach era giunto allora allora da Lipsia, lo mandò a cercare e, prima ancora che il maestro si fosse cavati gli stivali da viaggio, volle fargli provare i suoi pianoforti (allora vere novità) e lo pregò d'improvvisare su essi e sull'organo.
Egli non si gloriava della fama e degli onori. Se gli chiedevano:

- Come mai avete saputo scrivere tanto e musiche così elevate? -, rispondeva: - Ho lavorato con applicazione: chi si applicherà come me otterrà altrettanto.

Ma chi ha il suo genio?
D'aspetto era piuttosto tarchiato e portava con maestà l'ampio soprabito a falde con bottoni d'oro. Il suo viso spazioso, sbarbato, dal naso grosso e dal mento largo, era inquadrato da una maestosa parrucca a più file di riccioli.
Un triste giorno, aveva sessantacinque anni, si accorse che la vista gli si offuscava di ora in ora. Divenne cieco, I'artista che aveva inondato gli spiriti di torrenti di luce! Per alcune settimane dovette stare in una camera buia. Poi la vista gli tornò all'improvviso: ma fu un bagliore fugace. Il giorno dopo, era il 28 Luglio 1750, il suo grande cuore cessava di battere.

Dopo la morte Bach fu dimenticato; oggi è il musico più glorioso con Palestrina, con Beethoven, con Wagner.
La sorte volle che egli avesse un nome che fa pensare allo scorrere limpido di certe sue fughe. Bach vuol dire ruscello.
Ma Beethoven giustamente ha detto: - Mare dovrebbe chiamarsi!
Del mare egli ha infatti la profondità, l'illimitata ampiezza, la ricchezza segreta, la serenità azzurra.
  



 














Sta....................


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