giovedì 2 maggio 2013

IO HO IN MENTE TE (You were on my mind) - EQUIPE 84 (Testo, commento e video)







__IO HO IN MENTE TE
(You were on my mind) (testo originale e musica di Sylvia Fricker)
Testo italiano di Mogol
Interpreti: Equipe 84

Apro gli occhi e ti penso 
ed ho in mente te 
ed ho in mente te 

Io cammino per le strade 
ma ho in mente te 
ed ho in mente te 

Ogni mattina uo uo 
ed ogni sera uo uo 
ed ogni notte te 

Io lavoro più forte 
ma ho in mente te 
ma ho in mente te 

Ogni mattina uo uo 
ed ogni sera uo uo 
ed ogni notte te 

Cos'ho nella testa 
che cos'ho nelle scarpe 
no, non so cos'e` 

Ho voglia di andare uo uo 
di andarmene via, uo uo 
non voglio pensar 
ma poi ti penso 

Apro gli occhi e ti penso 
ma ho in mente te 
ed ho in mente te 

Ed ogni mattina uo uo 
ed ogni sera uo uo 
ed ogni notte te...
     

       
ANNI SESSANTA - Tra il 1965 e il 1966, il gruppo musicale dell'Equipe 84 vive il suo "magic moment" facendo strage in  classifica con i suoi dischi; facciate A e B, tutto va benissimo, da Resta (Stay degli Hollies) ad Auschwitz (Francesco Guccini l'aveva chiamato in prima stesura La ballata del bambino nel vento), da Bang bang a Io ho in mente te
I componenti del gruppo brandiscono, è il caso di dirlo, spelacchiatissimi falsetti beatlesbeachboysiani e un "driving" perlomeno di secondo mano; però piacciono, interpretano magnificamente i tempi e fan parlare di sé anche fuori dall'ambiente discografico in senso stretto. 
Vanno a vivere in una villa di via Bodoni, a Milano, versione italiana di certe "comuni" dell'Haight-Ashbury ("mutatis mutandis", beninteso); hanno i loro problemucci con la droga, emulando anche in questo campo i vari Jagger, Lennon e Richards.

Sempre per via delle formidabili antenne che hanno sul capo, intuiscono la fine del beat e si preparano al "dopo". Maurizio Vandelli si compra un sitar e compie dolorifici esperimenti che vorrebbero essere, chissà, "modali" o "psichedelici" (ricordo la sigla della trasmissione "Tivusette" e uno dei più nefasti brani di Mogol/Battisti, Ladro). 
Declinata anche quella moda, rientrano dalla finestra della "canzone italiana" che avevano lasciato sbattendo la porta. Incidono 29 settembre, sempre da Mogol/Battisti, e la canzone è
così fresca e consumabile da portarli ancora in classifica; poi però perdono il gusto e Io spirito del beat con Nel cuore nell'anima (primo brano "con l'orchestra"), È dall'amore che nasce l'uomo e altre cosucce melodico-moderne, che non sono cattivi prodotti (come Nel ristorante di Alice) ma il beat dov'è finito, e quei cicloni musicali che imperversano all'estero?

Inutile fare la cronaca dettagliata della loro rovina, che fino al 1970 è mascherata con dignità e poi assolutamente no. Basti dire che li si ritrova a San Remo nel 1971, con 4 marzo 1943 (una delle più tristi canzoni del secolo), e nel 1974, con la sigla Nuovo Equipe 84, addirittura al seguito dell'onorevole Craxi, con uno specie di "jingle" pubblicitario a favore del divorzio.


Maurizio Vandelli (1963-1978): voce solista, chitarra, tastiere
Victor Sogliani (1963-1978 e 1984-1995): voce, basso
Alfio Cantarella (1963-1970 e 1973-1976): batteria
Franco Ceccarelli (1963-1970): voce, chitarra
  


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