lunedì 22 aprile 2013

STRUMENTI MUSICALI - IL FLAUTO (Musical Instruments - The flute)

   
Il flauto diritto, il flauto di Pan, il flauto obliquo , il flauto a becco e tanti altri ancora. Oggi il flauto è anche d'oro. È l'immagine tecnologicamente più evoluta del flauto traverso e maggiormente conosciuta. Pubblicizzata da un grande virtuoso di questo strumento, si è diffusa tanto velocemente da ritrovarla ovunque: dalle sgargianti copertine dei dischi di musica colta, leggera, jazz agli spot televisivi e alle pagine patinate di riviste e pubblicazioni musicali. Insomma è l'immagine del flauto dei nostri giorni. 
Ma che cosa c'è dietro l'immagine? Sul piano sociale esprime indubbiamente prestigio, raffinatezza, ricchezza; è un'immagine che evoca uno stile di vita brillante e mondano.
Ma sul piano musicale che cosa rappresenta il flauto d'oro?
Quali i collegamenti tra lo strumento, il materiale con cui è costruito e le musiche che può eseguire?
Forse vi stupirà sapere che al flauto traverso, costruito in leghe preziose come I'argento, l'oro e il platino, sono state dedicate nel secolo scorso musiche che non hanno goduto della stessa popolarità e diffusione dello strumento. Si tratta tuttavia di composizioni assai importanti, in cui I'argento, l'oro e il platino rappresentano i materiali ideali per la costruzione di uno strumento sempre più perfezionato e duttile, in grado di esplorare tutte Ie possibilità sonore dei nuovi spazi musicali del nostro tempo e di realizzare gli effetti fonici più inconsueti.
  

   
Vi propongo di ascoltare Density 21.5. Questo brano è stato composto da Edgard Varèse nel 1936, su richiesta di un virtuoso di flauto per il suo nuovo strumento di platino. Il titolo si rifà proprio a questo metallo e, in particolare, alla sua densità specifica.
Ascoltate attentamente come viene usato lo strumento e quali caratteristiche vengono sfruttate: registro acuto, sonorità fredde, suoni prolungati ecc.
Il flauto di Density evoca in me grandi spazi e suscita un senso di inquietudine e solitudine...
       

    
Ascoltate adesso la Sequenza per flauto solo di Luciano Berio. Questo pezzo, scritto nel 1958 per il flauto d'oro di Severino Gazzelloni, rivela un uso assai diverso dello strumento, della sua tecnica e delle sue capacita espressive.


Pur seguendo itinerari sonori del tutto differenti, il flauto dei brani appena ascoltati riflette bene tutte le vaste possibilità esecutive che questo strumento ha progressivamente conquistato: dalle velocità finora impensate, ai trilli, ai glissandi e a tutti gli effetti particolari che proprio la musica contemporanea ha creato per lui. Naturalmente questo strumento è adatto anche a eseguire repertori più tradizionali e che hanno accompagnato la sua costante evoluzione dal Settecento a oggi. E altrettanto naturalmente questo strumento è adatto a eseguire repertori di
musica leggera e di jazz.
   

   
Ed ecco un esempio di come il flauto può magistralmente essere impiegato in un brano jazz. 
In Jitterburg Waltz. imusicista nero americano Eric Dolphy, dopo l'esposizione della melodia insieme al complesso, si lancia in una vertiginosa improvvisazione che mette a dura prova le possibilità tecniche del flauto traverso. 

Questa in breve la storia del flauto dei nostri giorni; ma prima che cosa c'era? L'ho già detto: tantissimi tipi di flauto. Ogni epoca e cultura ha elaborato, per così dire, una 'variazione' di questo strumento e ognuna con caratteri propri e per usi sociali diversi. Pensate che i vari tipi dì flauto conosciuti coprono circa due millenni di storia e che molti di questi sopravvivono ancora nelle loro forme e tecniche originarie in diverse culture.
   

    
E nella vasta regione andina del Sud America lo strumento più caratteristico è proprio un flauto costituito da tante canne (di bambù, di legno, di terracotta ecc.) affiancate e di lunghezze diverse per ottenere altrettante note: questo flauto noi lo chiamiamo a siringa.
Ascoltatene I'impiego in questo brano, Flauto di Pan World Music di Edgar Muenala, tratto da un cerimoniale religioso peruviano antico di secoli: una musica che dà gioia e tranquillità.

Appare evidente come sia piuttosto difficile risalire con precisione alle origini del flauto, ormai tanto lontane da perdersi nella notte dei tempi e da sconfinare spesso nel mito e nella leggenda.

A proposito di miti, conoscete quello del flauto di Pan? Secondo la mitologia greca, Pan si era innamorato di una ninfa che, per sfuggire al suo amore, si tramutò con l'aiuto degli dèi in una canna. Pan usò allora questa canna per costruire il primo flauto a siringa e lo suonò per ricordare la bella ninfa e consolarsi così della sua perdita. La ninfa si chiamava, ovviamente, Siringa.
   

      
A questo mito il compositore francese Claude Debussy ha dedicato un brano per flauto solo: SyrinxNaturalmente è eseguito da un flauto traverso. Ascoltatelo e analizzate bene le sonorità prodotte dallo strumento. Scoprirete un flauto ancora diverso, capace di un'espressione dolce, morbida, profonda, che sfrutta tutte le risorse del suo registro medio, adatte a suggerire atmosfere di un mondo arcaico e pastorale.
   

   
E allo stesso clima espressivo appartiene un altro brano di Debussy in cui il flauto, accompagnato dall'orchestra, evoca ancora una volta immagini di una natura antica e rasserenante, che fa da sfondo agli idilli di ninfe e fauni: è il Preludio al pomeriggio di un fauno. Ascoltate la parte iniziale.

Dal mondo degli dèi e dei flauti pastorali a quello dei menestrelli e poi dei musici delle corti rinascimentali e barocche, il flauto continua la sua evoluzione, fino a giungere alla forma che tutti conoscono e che si chiama flauto dolce.
  
Flauti dolci



   
Suonato da un flauto dolce è il brano che vi propongo ora: si tratta di un Saltarello, ovvero di una danza molto popolare in Francia e in Italia nei secoli XII e XIV, suonata da menestrelli e trovatori.
   


     
Il flauto dolce ebbe un grande successo per le qualità del suo suono e la relativa facilità del suo impiego e divenne presto lo strumento prediletto dai musicisti dilettanti: dame, nobiluomini, principi e re si dedicarono con passione al suo studio e alcuni divennero addirittura famosi per la loro bravura di esecutori.
Naturalmente ora bisogna immaginare l'ambiente delle corti, per comprendere com'è utilizzato questo flauto e per quale tipo di musica.
La stessa atmosfera leggiadra e galante delle corti del primo Settecento è ugualmente evocata dal flauto traverso, che proprio allora soppiantò definitivamente il flauto dolce.

E qui  propongo due pezzi tratti dalla Suite N° 2° per flauto e orchestra di J.S. Bach. Ascoltate questo ormai familiare strumento nell'incedere compassato di un cerimonioso Minuetto; osservatelo poi nelle acrobazie virtuosistiche della brillante Badinerie.
(VEDI SCHEDA Suite N° 2°)
   

   
E adesso flautiamo un poco? È un modo per invitarvi a suonare il flauto dolce, per scoprire com'è fatto, per sperimentare tanti modi diversi di suonarlo e per ottenere effetti sonori sempre nuovi.

Soffiate nel flauto come volete: provate un soffio lungo, uno breve, uno forte, uno leggero e variate la pressione delle labbra sull'imboccatura. Ogni suono avrà caratteristiche particolari.

Chiudete uno o più fori abbassando e alzando le dita velocemente, lentamente, scivolando da un foro all'altro oppure facendo scorrere tutta la mano sui fori a diverse velocità. Potete anche picchiettare le dita sul tubo e sui fori senza soffiare: non solo ascolterete un altro tipo di sonorità, ma vi sarà utile per prendere confidenza con lo strumento e con le posizioni che in seguito dovrete utilizzare.

Provate adesso a cantare nel tubo, chiudendo uno o più fori: otterrete effetti curiosi e interessanti. Potete poi soffiare pronunciando le sillabe re, le, te, xe, tu oppure i fonemi rrr, frr, tk, tkt e altri ancora che potrete scoprire da soli. Ascoltate sempre attentamente i risultati delle vostre sperimentazioni e analizzale le qualità dei suoni che avete prodotto.
  
Flauto dolce
   
Avreste mai pensato di scoprire tante possibilità sonore e così diverse le une dalle altre? Forse vi chiederete che cosa farne.
Non preoccupatevi. Potete utilizzarle in molte occasioni. La prima potrebbe essere quella di inventare una storia sul flauto dolce e farla raccontare proprio a lui, in prima persona.
Ma se a un certo punto della storia il vostro flauto dovesse suonare un'antica pastorale o un galante minuetto, come ve la cavereste?
Non vi resta allora che imparare la sua tecnica tradizionale.
A differenza di quanto si è soliti credere, suonare il flauto dolce in modo tradizionale non è poi così facile. Per sfruttare tutte le sue possibilità tecniche ed espressive occorrono esercizi quotidiani e costanti, che possono durare anche diversi anni. Tuttavia è possibile suonarlo con soddisfazione in un contesto tecnico più limitato, sufficiente per leggere melodie o frammenti musicali di epoche e culture diverse, per eseguire le proprie produzioni, per suonare da soli o insieme agli amici le canzoni preferite. E ancora per divertirsi, per comunicare, per conoscere.

Per realizzare questi obiettivi è necessaria una buona impostazione iniziale e un po' di pazienza. Seguite perciò le indicazioni che qui di seguito vi suggerisco.

* Innanzitutto è bene partire da una corretta posizione del corpo: il busto deve essere eretto, i muscoli delle spalle e delle braccia ben rilassati e i gomiti si devono mantenere leggermente
distaccati dal corpo.

* Questa posizione vi consentirà una buona respirazione, indispensabile per l'uso di uno strumento a fiato. Vi ricordate i 'mantra'? Riprendete allora quelli o altri esercizi di respirazione e ripeteteli fino a quando sarete in grado di controllare la vostra respirazione.

* A questo punto prendete il flauto in mano: tenetelo tra il pollice e il medio della mano sinistra ed esercitate una pressione delle dita sufficiente a non farlo cadere. Cercate poi di mantenerlo in una posizione leggermente inclinata.

* Ora che siete pronti per suonare è importante imparare il cosiddetto "colpo di lingua", che è alla base della tecnica tradizionale di questo strumento. Per realizzarlo basta pronunciare la sillaba du per ogni suono. Riprovate fino a quando otterrete un suono pulito e dolce, come dice il nome dello strumento stesso.

* Quando vi sarete impadroniti di questa tecnica fondamentale, potrete passare alla chiusura progressiva dei primi tre fori con la mano sinistra e degli altri quattro con la mano destra. Il pollice della sinistra agirà sul foro retrostante.
  
Henri Rousseau, detto il Doganiere (1844-1910)  L'Incantatrice di serpenti (1907)
 (Musée d'Orsay) Parigi
Olio su tela Cm 169 x 189,5 



   
Queste sono le regole di base per imparare a 'flautare'; ma - attenzione! - dovete ricordare sempre che:

* il flauto non deve mai essere troppo stretto dalle mani: una pressione leggera è sufficiente;

* le dita devono essere piatte, poste trasversalmente sullo strumento, in modo che ogni foro
sia perfettamente chiuso dal polpastrello;

* i movimenti di apertura e di chiusura dei fori devono essere rapidi e leggeri, eseguiti senza
allontanare troppo le dita dal flauto;

* le note verso il basso richiedono un alleggerimento della pressione del labbro e un soffio
delicato; quelle acute necessitano di un soffio più potente (ma attenti a non fischiare!);

* le virgole poste sopra il pentagramma indicano quando si deve riprendere fiato;

* prima di usare lo strumento è bene scaldarlo e controllare che l'intonazione sia uguale a
quella degli altri flauti;

* dopo l'uso pulite il tubo dalle gocce d'umidità che si sono formate con l'apposito spazzo-
lino, oppure soffiate con molta energia nel tubo tenendo chiuso il taglio vicino alla linguetta.
  
Flauto dolce



    
Flauto traverso


 
Flauto andino o a siringa

    
Volete approfondire la vostra tecnica e ottenere qualche effetto speciale con cui arricchire le vostre letture e produzioni musicali? Seguite allora queste altre indicazioni.

Per questo effetto è bene pronunciare per ogni suono la sillaba tu in maniera decisa. Otterrete un suono netto, secco, staccato appunto.

Per questo tipo di sonorità è necessario un attacco di suono più dolce; lo potete ottenere facilmente rinunciando al colpo di lingua. I suoni successivi saranno prodotti dal flusso continuo di fiato nello strumento, fino all'interruzione del segno che indica il legato 
 o alla virgola del respiro.



È un effetto che forse ha già provato chi ha suonato il flauto e che vi ho suggerito per meglio conoscere le capacità sonore del vostro strumento. È stato introdotto nella musica colta del nostro secolo per il flauto traverso, ma è possibile produrlo anche su quello dolce: è sufficiente pronunciare il fonema r r r mentre soffiate.
  
Il  flauto di Pan - Picasso (VEDI SCHEDA)




VEDI ANCHE GLOSSARIO MUSICALE

A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P Q R - S - T - U - V - X - Z

Nessun commento: