domenica 7 aprile 2013

ATTILA - TARDO PER GLI ANNI E TREMULO - Giuseppe Verdi

 Giuseppe Verdi
    
ATTILA - TARDO PER GLI ANNI E TREMULO

Attila è un dramma lirico in un prologo e tre atti. Quest'opera venne musicata da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave e di Temistocle Solera tratto dalla tragedia Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner. 
Prima esecuzione alla Fenice di Venezia il 17 marzo 1846.
  



Cantano - Boris Christoff e Giangiacomo Guelfi 
"Tardi per Gli anni e tremulo"
da "Attila" di Giuseppe Verdi
Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Direttore d'orchestra - Bruno Bartoletti
Firenze 1962



ATTILA

Uldino, a me dinanzi
l'inviato di Roma ora si guidi...

(Uldino parte)
Uldino, Odabella, vergini di Aquileia 

ATTILA

Frenatevi, miei fidi,  
udir si dée, ma in Campidoglio poi
risposta avrà da noi.



Scena quarta


Ezio, Ufficiali romani, e detti.

- Ezio, ufficiali romani
 
EZIO
Attila!  

ATTILA

Oh, il nobil messo!
Ezio! Tu qui? Fia vero!
Ravvisi ognuno in esso
l'altissimo guerriero
degno nemico d'Attila,
scudo di Roma e vanto...

EZIO

Attila, a te soltanto
ora chied'io parlar.

ATTILA

Ite!
 
(escono tutti)
unni, eruli, ostrogoti, schiavi, duci, re, ufficiali romani 

    
Scena quinta


Attila, ed Ezio.

 
ATTILA
La destra porgimi...  
non già di pace spero
tuoi detti...

EZIO

L'orbe intero
Ezio in tua man vuol dar.
 
[N. 4 - Duetto]

EZIO
Tardo per gli anni, e tremulo,  
è il regnator d'oriente;
siede un imbelle giovine
sul trono d'occidente;
tutto sarà disperso
quand'io mi unisca a te...
Avrai tu l'universo,
resti l'Italia a me.

ATTILA (severo)

Dove l'eroe più valido
è traditor, spergiuro,
ivi perduto è il popolo,
e l'aer stesso impuro;
ivi impotente è dio,
ivi è codardo il re...
là col flagello mio
rechi Wodan la fé!

EZIO (rimettendosi)

Ma se fraterno vincolo
stringer non vuoi tu meco,
Ezio ritorna ad essere
di Roma ambasciator.
Dell'imperante cesare
ora il voler ti reco...

ATTILA

È van!  Chi frena or l'impeto
del nembo struggitor?
Vanitosi! Che abbietti e dormenti
pur del mondo tenete la possa,
sovra monti di polvere e d'ossa
il mio baldo corsier volerà.
Spanderò la rea cenere ai venti
delle vostre superbe città.

EZIO

Fin che d'Ezio rimane la spada,
starà saldo il gran nome romano:
di Chalons lo provasti sul piano
quando a fuga t'aperse il sentier.
Tu conduci l'eguale masnada,
io comando gli stessi guerrier.

(partono entrambi da opposte parti)
   
Questo emozionante duetto era molto amato dai patrioti che lottavano per I'Italia libera. Gli Unni nel secolo V sono alle porte di Roma. Il generale romano Ezio incontra Attila per una proposta di accordo: in cambio del ritiro delle sue truppe dall'Italia, Ezio offre al barbaro di spartirsi tutto I'Impero romano, con la condizione di porsene egli stesso a capo. Attila rifiuta, preferendo la nobiltà della battaglia alle trattative con un traditore.



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Sta...............


1 commento:

TheSweetColours ha detto...

Non lo conoscevo!