sabato 30 marzo 2013

SIMON BOCCANEGRA - Giuseppe Verdi (Note e video)

Giuseppe Verdi
   
SIMON BOCCANEGRA
Lingua originale - Italiano
Musica - Giuseppe Verdi
Libretto - Francesco Maria Piave e (seconda versione) Arrigo Boito
Fonti letterarie - Simón Bocanegra di Antonio García Gutiérrez

Atti un prologo e tre atti

Prima rappresentazione il 12 marzo 1857
Teatro - Teatro La Fenice di Venezia

Versioni successive
24 marzo 1881, Teatro alla Scala di Milano


Personaggi

Simon Boccanegra, corsaro al servizio della Repubblica genovese; poi primo Doge di Genova (baritono)

Jacopo Fiesco, nobile genovese; poi sotto il nome di Andrea Grimaldi (basso)

Maria Boccanegra, figlia di Simone, sotto il nome di Amelia Grimaldi (soprano)

Gabriele Adorno, gentiluomo genovese (tenore)

Paolo Albiani, filatore d'oro, genovese; poi primo Doge di Genova; poi cortigiano favorito del Doge (baritono)

Pietro, popolano di Genova; poi cortigiano (basso)

Capitano dei balestrieri (tenore)

Un'Ancella di Amelia

   

    
Simon Boccanegra è un'opera di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma Simón Bocanegra di Antonio García Gutiérrez. La prima ebbe luogo il 12 marzo 1857 al Teatro La Fenice di Venezia.

COME IN QUEST'ORA BRUNA - TRAMA Amelia, che ignora di essere figlia del Doge di Genova Simon Boccanegra, sta per incontrare Gabriele, il suo aristocratico innamorato. È I'alba, il mare è calmo e le stelle si specchiano nelle acque placide. Un tremolio di archi e flauti, in cui riecheggiano le voci e i suoni di un mondo che si risveglia, crea I'atmosfera che prelude all'entrata in scena di Amelia. Le sonorità, ricche di promesse per il giorno che verrà, intessano una vivace trama intorno alla linea vocale della protagonista, fiduciosa che I'amore le sorriderà.
    


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LA NOTTE DI NATALE ( Ночь перед Рождеством - Christmas Eve) - Rimsky-Korsakov

Rimsky-Korsakov
  
LA NOTTE DI NATALE


Titolo originale - Ночь перед Рождеством
 (Christmas Eve)
Lingua originale - Russo
Musica - Nikolaj Andreevič Rimsky-Korsakov
Libretto - Nikolaj Andreevič Rimsky-Korsakov
Fonti letterarie - Nikolaj Vasil'evič Gogol', novella omonima

Quattro atti

Epoca di composizione - 1894-1895
Prima rappresentazione il 28 novembre (10 dicembre) 1895
Teatro Mariinskij, San Pietroburgo

Personaggi

La Zarina (mezzosoprano)
Il Capo del villaggio (baritono)
Čub, un anziano cosacco (basso)
Oksana, sua figlia (soprano)
Solocha, una vedova (contralto)
Il Fabbro Vakula, suo figlio (tenore)
Panas, un compare di Čub (basso)
Il Diacono Osip Nikiforovič (tenore)
Pacjuk, uno stregone (basso)
Il Diavolo (tenore)
Coro, fanciulle, ragazzi, cortigiani, streghe, spiriti



   

La notte di Natale, composta nel 1894, si basa sul racconto di un altro  grande romanziere russo, Nikolai Gogol (contenuto nella raccolta Veglie alla fattoria presso Dikan'ka), che ha come protagonista una fanciulla di paese decisa a sposare il fabbro del villaggio a patto che lui le doni un paio di stivaletti uguali a quelli della zarina; con l'aiuto del diavolo, il fabbro riesce a procurarseli. L'opera ebbe critiche severe quando alcuni membri della famiglia imperiale russa, assistendo ad una prova generale, ravvisarono un implicito riferimento a Caterina la Grande e il musicista, per evitare la possibile identificazione, fece ricorso ad un curioso espediente, affidando il ruolo della zarina ad un baritono. 

L'Introduzione pacata  esprime le suggestioni della Russia rurale avvolta nella neve e nel gelo della sera di Natale. Il tremolato degli archi si alterna ai dolci e struggenti richiami del corno solista e dei legni ed evoca la notte stellata, la cui magia viene sottolineata dal fremito dell'arpa e dal tintinnio delle campane. Le stesse atmosfere vengono riproposte con un'animazione ancor più accentuata nella Mazurca delle stelle, che fanno capolino e danzano nei cieli sulle note briose di un flauto solista.
  

L'opera La notte di Natale di Rimsky-Korsakov si basa sulla stessa storia di Nikolai Gogol che tratta della vita contadina di un villaggio ucraino. In questo video possiamo goderci la visione completa nella versione russa di Ночь перед Рождеством.


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CANTI TRADIZIONALI NEL MONDO - John Brown (Nord America)




 
"Paese che vai, canzoni che trovi", si potrebbe dire parafrasando un celebre proverbio. Anche la musica, alla pari delle usanze, dei costumi, delle lingue, contribuisce a delineare la fisionomia culturale di ogni nazione o paese.
I canti  sono molto diversi fra loro per la provenienza geografica e per lo stile musicale impiegato, ma sono accomunati dalla stessa matrice popolare. Sono infatti brani che non appartengono né al repertorio cosiddetto leggero, pur essendo a volte molto divertenti, né a quello classico, pur essendo per la maggior parte piuttosto antichi. Essi ci sono stati tramandati oralmente "da padre in figlio" trovando la propria ragion d'essere in un uso pratico che li legava alla comunità che li ha creati: un rito magico, una ninna nanna, un racconto, uno sfogo psicologico o semplicemente una danza, e così via. Oggi li riporto qui, lontani perciò sia dal loro luogo nascita, sia dalla loro oralità, sia infine dalla funzione pratica che li ha generati: pur tuttavia essi mantengono il loro fascino fatto di spontaneità, umanità e gioia di vivere. Sono questi i sentimenti e gli atteggiamenti che vi devono guidare nell'uso di questo straordinario repertorio.
  



    
Incomincio la serie della canzoni popolari del mondo con John Brown.

John Brown fu un uomo politico del Kansas che si batté contro lo schiavismo. Nel 1859 fu catturato dai sudisti e condannato a morte. La sua figura ispirò molti canti, tra i quali quello che io reputo più famoso: John Brown.

John Brown è una canzone popolare statunitense, usata come marcia durante la Guerra Civile, ne esistono diverse versioni. Il testo riprende la fine dell'attivista John Brown, convinto abolizionista dello schiavismo e sostenitore della parità dei diritti tra bianchi e neri. La morte di John Brown (avvenuta prima della Guerra di Secessione, nel 1859) avvenne per impiccagione dopo un fallito tentativo di far insorgere gli schiavi neri della Virginia Occidentale, irrompendo nell'arsenale del villaggio di Harper's Ferry. Additato come traditore e cospiratore, venne giustiziato nella più profonda vergogna. Nelle note delle canzone è narrata questa vicenda e vengono esaltati i valori in cui Brown credeva e per cui, pochi anni dopo, divenne inevitabile la secessione tra Nord e Sud. L'anima di John Brown, seppur priva del suo corpo, continua a camminare insieme ai suoi compagni, per la libertà e l'uguaglianza di tutte le genti, perché gli Stati Uniti tornassero ad essere quello che erano nati per essere, un Paese per tutti, non solo per una razza di privilegiati. Il ritornello è diventato un vero e proprio motivetto storico, inneggiando alla gloria di Brown, al suo viaggio in Paradiso grazie alle stelle gentili che, cercando la sua tomba, lo conducono nelle praterie Celesti. E la sua anima cammina ancora, in chiunque creda ancor oggi, nel rispetto e nell'uguaglianza, nei valori per cui venne versato sangue patrio ed ora di nuovo caduti nella polvere.

La condanna a morte di John Brown fornì agli abolizionisti una causa per cui combattere, un martire a cui rifarsi. D'ora in poi, egli diventerà un esempio da seguire per i combattenti, e ispirerà una canzone che diventerà l'inno della causa dell'Unione: John Brown.
  

   
JOHN BROWN


John Brown's body lies a-mold'ring in the grave
John Brown's body lies a-mold'ring in the grave
John Brown's body lies a-mold'ring in the grave 
His soul goes marching on 

Glory, Glory! Hallelujah!
Glory, Glory! Hallelujah!
Glory, Glory! Hallelujah! 
His soul is marching on 

He captured Harper's Ferry with his nineteen men so true 
He frightened old Virginia till she trembled 
through and through 
They hung him for a traitor, themselves the traitor crew 
His soul is marching on 

Glory, Glory! Hallelujah!
Glory, Glory! Hallelujah!
Glory, Glory! Hallelujah! 
His soul is marching on 

John Brown died that the slave might be free,
John Brown died that the slave might be free,
John Brown died that the slave might be free,
But his soul is marching on!

Glory, Glory! Hallelujah!
Glory, Glory! Hallelujah!
Glory, Glory! Hallelujah! 
His soul is marching on 

The stars above in Heaven are looking kindly down
The stars above in Heaven are looking kindly down
The stars above in Heaven are looking kindly down 
On the grave of old John Brown 

Glory, Glory! Hallelujah!
Glory, Glory! Hallelujah!
Glory, Glory! Hallelujah! 
His soul is marching on.

     

     
IL CORPO DI JOHN BROWN
Una versione italiana

John Brown giace nella tomba là nel pian
dopo una lunga lotta contro l'oppressor!
John Brown giace nella tomba là nel pian
l'anima non morrà!

gloria gloria alleluia
gloria gloria alleluia
gloria gloria alleluia
l'anima non morrà!

Con diciannove bravi suoi compagni di valor
dall'est all'ovest la Virginia conquistò
Poi l'hanno ucciso come fosse un traditor
ma l'anima vive ancor!

gloria gloria alleluia
gloria gloria alleluia
gloria gloria alleluia
l'anima non morrà!

Poi l'hanno ucciso come fosse un traditor
ma il traditore fu quell'uom che l'impiccò.
Poi l'hanno ucciso come fosse un traditor
ma l'anima vive ancor!

gloria gloria alleluia
gloria gloria alleluia
gloria gloria alleluia
l'anima non morrà!

Johnny è morto ma lo schiavo è in libertà
tutti fratelli bianchi e neri siamo già
Johnny è morto ma lo schiavo è in libertà
l'anima non morrà!

gloria gloria alleluia
gloria gloria alleluia
gloria gloria alleluia
l'anima non morrà!


JOHN BROWN
NOTE MUSICALI





    

   
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CANTI TRADIZIONALI ITALIANI - CANTO DELLA PASQUETTA (Emilia-Romagna)




CANTO DELLA PASQUETTA
Autore Anonimo

Siamo qui da voi signori
siamo qua a la vostra presenza
domandarvi una licenza
di cantare e di suonare
con una dolce armonia
buona Pasqua il ciel vi dia
con una dolce armonia
buona Pasqua il ciel vi dia.

Nel principio del nostro canto
ringraziamo Gesù Bambino
del mistero sacro e santo
nel principio del nostro canto
del mistero sacro santo
nel principio del nostro canto
del mistero sacro santo
nel principio del nostro canto.

Si sapeva per profezia
che il Messia doveva venire
una stella doveva apparire
che giammai veduta sia
che giammai veduta sia
buona Pasqua il ciel vi dia
che giammai veduta sia
buona Pasqua il ciel vi dia.

Fanciullini e dice il primo
siam venuti qui bonora
perchè Cristo qui si adora
come il vero e 'l gran Messia
come il vero e 'l gran Messia
buona Pasqua il ciel vi dia
come il vero e 'l gran Messia
buona Pasqua il ciel vi dia.



Questo è un canto di questua per l'Epifania. 
Fonte - Roberto Leydi, I canti popolari italiani
   
CANTO DELLA PASQUETTA
NOTE MUSICALI




   

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IL GATTO E LA VOLPE - Edoardo Bennato (Testo, note e video)

Edoardo Bennato

Edoardo Bennato (Napoli, 23 luglio 1946) è un cantautore, chitarrista e armonicista italiano. 
Il titolo di questa canzone di Bennato ci riporta alla storia di Pinocchio, il protagonista del celebre romanzo di Collodi. Infatti è tratta dall'album Burattino senza fili, pubblicato nel 1977, che ha come protagonista il burattino di legno e le sue avventure.
Il cantautore prende a prestito i famosi personaggi (il gatto e la volpe) di Collodi per ironizzare sulla furbizia e la malafede di alcune persone senza scrupoli. Qui il gatto e la volpe sono due discografici alle prese con un giovane aspirante cantante, al quale promettono il successo, mentre il loro vero obiettivo è quello di spillare soldi all'ingenuo malcapitato.
Dopo un inizio in cui sono presenti frequenti interruzioni dell'accompagnamento, subentra un ritmo incalzante di rock and roll sostenuto da basso, batteria e chitarra, che dura per l'intero brano.
Le due melodie, quella della strofa e quella del ritornello, si alternano con regolarità. A metà canzone compare un assolo di sassofono eseguito sui pochi e semplici accordi dell'accompagnamento.
  


   
IL GATTO E LA VOLPE
Autore e interprete: Edoardo Bennato

Quanta fretta, ma dove corri; dove vai 
se ci ascolti per un momento, capirai, 
lui e il gatto, ed io la volpe, stiamo in società 
di noi ti puoi fidare... 

Puoi parlarci dei tuoi problemi, dei tuoi guai 
i migliori in questo campo, siamo noi 
è una ditta specializzata, 
fa un contratto e vedrai che non ti pentirai... 

Noi scopriamo talenti e non sbagliamo mai 
noi sapremo sfruttare le tue qualità 
dacci solo quattro monete e ti iscriviamo al concorso 
per la celebrità!... 

Non vedi che è un vero affare 
non perdere l'occasione 
se no poi te ne pentirai 
non capita tutti i giorni 
di avere due consulenti 
due impresari, che si fanno 
in quattro per te!... 

Avanti, non perder tempo, firma qua 
è un normale contratto è una formalit&grave 
tu ci cedi tutti i diritti 
e noi faremo di te 
un divo da hit parade!... 

Non vedi che è un vero affare
non perdere l'occasione 
se no poi te ne pentirai 
non capita tutti i giorni 
di avere due consulenti 
due impresari, che si fanno 
in quattro per te!... 

Quanta fretta, ma dove corri; dove vai 
che fortuna che hai avuto ad incontrare noi 
lui e il gatto, ed io la volpe, stiamo in società 
di noi ti puoi fidare!....di noi ti puoi fidar!


IL GATTO E LA VOLPE
NOTE MUSICALI

Estensione
Re - Fa 2 

Tonalità

Suonare: Fa
Cantare: La


     


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giovedì 28 marzo 2013

CANTI TRADIZIONALI ITALIANI - La mula de Parenzo (Canto triestino - Testo e note)




   
.....Che cosa significa "tradizione"? Il dizionario ci aiuta dicendoci che è "il complesso delle memorie, notizie e testimonianze trasmesse da una generazione all'altra" (Devoto-Oli, Dizionario della lingua italiana, Le Monnier, 1971)
I canti tradizionali rappresentano una "memoria" del nostro passato che ci aiuta a comprendere meglio le nostre radici culturali. Tradizione come memoria quindi, ma anche come testimonianza delle infinite differenze che percorrono il mondo popolare italiano: differenze che si traducono nei vari dialetti e nei diversi stili musicali che ancor oggi sono patrimonio e segno distintivo delle nostre aree geografiche.
Cantare e suonare queste musiche, divertirsi e imparare con esse: è certamente questo il metodo migliore per farle rivivere e per rendere sempre attuale il loro messaggio.
Incomincio la serie con un canto triestino: La mula de Parenzo (in italiano La ragazza di Parenzo),  è una canzone popolare nota nell'Italia settentrionale. In dialetto bisiaco e triestino (a volte attribuito anche al dialetto veneto), questo pezzo ha radici molto antiche: Parenzo (Poreč in croato) infatti è una città istriana che in passato era abitata per la maggior parte da italiani, quando ancora tali territori erano annessi all'Italia.
Sia il testo che la canzone sono di autori anonimi; esistono più versioni del testo e alcune differenze negli accordi di accompagnamento.
   

  
LA MULA DE PARENZO   
                                                 
La mula de Parenzo leri-lerà
l'hà messo su bottega leri-lerà
de tutto la vendeva
de tutto la vendeva.

La mula de Parenzo leri-lerà
l'hà messo su bottega leri-lerà
de tutto la vendeva
fora ch'el bacalà
perché non m'ami più.

Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità sul canapè.

La mia morosa vecia leri-lerà
la tengo per riserva leri-lerà
e quando spunta l'erba
e quando spunta l'erba.
Le me morosa vecia leri-lerà
la tengo per riserva leri-lerà
e quando spunta l'erba
la mando a pascolar
perché non m'ami più.

Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità sul canapè.

La mando a pascolare leri-lerà
nel mese di settembre leri-lerà
e quando vien novembre
e quando vien novembre.
La mando a pascolare leri-lerà
nel mese di settembre leri-lerà
e quando vien novembre
la vado a ritirar
perché non m'ami più.

Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità sul canapè.

La mando a pascolare leri-lerà
insieme alle caprette leri-lerà
l'amor con le servette
l'amor con le servette
La mando a pascolare leri-lerà
insieme alle caprette leri-lerà
l'amor con le servette
non la farò mai più
perché non m'ami più.

Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità sul canapè

Se il mare fosse tocio leri-lerà
e i monti de polenta leri-lerà
o mamma che tociade
o mamma che tociade.
Se il mare fosse tocio leri-lerà
e i monti de polenta leri-lerà
o mamma che tociade
polenta e bacalà
perche non m'ami più.

Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità.
Me piase i bigoî co le luganeghe
Marieta damela per carità.
Marieta damela per carità sul canapè.
   

  
LA MULA DE PARENZO    
Altra versione

I.
La mula de Parenzo
ga messo su botega;
de tuto la vendeva,
de tuto la vendeva.
La mula de Parenzo
ga messo su botega;
de tuto la vendeva,
fora che bacalà!

Perché non m'ami più?

II.
Tutti mi chiamano "bionda"
ma bionda io non sono:
porto i capelli neri,
porto i capelli neri.
Tutti mi chiamano "bionda"
ma bionda io non sono:
porto i capelli neri,
sinceri nell'amor.

Perché non m'ami più?

III.
Sinceri nell'amore,
sinceri negli amanti:
ne ho passati tanti,
ne ho passati tanti.
Sinceri nell'amore,
sinceri negli amanti:
ne ho passati tanti,
e passerò anche te!

Perché non m'ami più?

IV.
La mia morosa xe vecia
la tegno de riserva;
per quando spunta l'erba,
per quando spunta l'erba.
La mia morosa xe vecia
la tegno de riserva;
per quando spunta l'erba,
la meno a pascolar!

Perché non m'ami più?

V.
Se 'l mare fussi tocio
e i monti de polenta,
ohi mama che tociade,
ohi mama che tociade.
Se 'l mare fussi tocio
e i monti de polenta,
ohi mama che tociade,
polenta e bacalà!

Perché non m'ami più?

VI.
Se 'l mare fussi vino
e i laghi de marsala,
tuta la vita in bala,
tuta la vita in bala.
Se 'l mare fussi vino
e i laghi de marsala,
tuta la vita in bala,
polenta e bacalà!

Perché non m'ami più? 

   
LA MULA DE PARENZO
NOTE PER FLAUTO



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LA FAVOLA DELLO ZAR SALTAN (The Tale of Tsar Saltan) - Nikolay Rimsky-Korsakov (Marcia - Il volo del calabrone) (March - Flight of the Bumblebee)

Nikolay Rimsky-Korsakov 
  
Nikolay Andreevič Rimsky-Korsakov (Tichvin, 18 marzo 1844 – Ljubensk, 21 giugno 1908) è stato un compositore e docente russo, particolarmente noto per la sua fine orchestrazione.
La passione di Rimsky-Korsakov per il mondo delle fiabe si espresse in quest'opera lirica, La favola dello zar Saltan, che fu rappresentata a Mosca nel 1900. Basata su una fiaba in versi di Aleksandr Sergeevič Puškin, essa racconta la storia di Militrissa, una Cenerentola russa andata in sposa allo zar Saltan. Mentre Io zar è in guerra, Militrissa dà alla luce il principe Guidon, ma le sorelle invidiose fanno sapere allo zar che il figlio è una femmina nata con orribili malformazioni. Lo zar ordina che la zarina e il principino siano rinchiusi in una botte e gettati in mare. Come nelle fiabe a lieto fine, però, Guidon cresce e diventa re di una favolosa città in cui vive una bellissima principessa.



  
La Marcia  accompagna con le sue note la partenza dello zar e costituisce uno splendido esempio della vivace e cristallina orchestrazione tipica del musicista. Nel corso dell'opera, un cigno tramuta Guidon in un calabrone che si reca in visita alla corte del padre.




Il volo del calabrone  ha conosciuto innumerevoli arrangiamenti, compreso quello per pianoforte di Raklmaninov. In questo ascolto viene proposto nella versione originale affidata al violino e al piano.




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Qui sotto ho voluto immette un video straordinario..., David Garrett (Germania) il più veloce violinista  che ha interpretato Il volo del calabrone in 26 secondi all'Arena di Verona - 1 giugno 2011.





David Garrett, nome d'arte di David Bongartz (Aquisgrana, 4 settembre 1980), è un violinista e compositore tedesco-statunitense