sabato 2 febbraio 2013

QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE - Claudio Baglioni (Testo, commento e video)

Claudio Baglioni (Roma, 16 maggio 1951) è un cantautore italiano. 


     
    Le canzoni d'amore sono quelle che invecchiano meno e continuano ad avere successo anche con il passare degli anni. Alcune sono diventate dei classici e hanno fatto sognare generazioni intere d'innamorati: Questo piccolo grande amore di Claudio Baglioni è una di queste.
La canzone nasce agli inizi degli anni Settanta, inserita in un album che racconta, attraverso quindici pezzi, la storia d'amore tra due ragazzi. È il brano trainante del disco, che in poche settimane dalla sua pubblicazione si colloca in testa alle classifiche di vendita, entrando così a pieno titolo nella storia della canzone italiana.

Si apre con un'introduzione del pianoforte a cui fa seguito la voce del cantante. Universalmente note le parole di apertura ("Quella sua maglietta fina..."), quasi l'inizio di una fiaba, raccontata con il rumore del mare in sottofondo. Successivamente entrano in scena altri strumenti: la chitarra, il basso e gli archi. Nessuno di questi sostiene il ritmo: tutti si limitano ad accompagnare la voce con note lunghe e piccole frasi musicali. È solo nel ritornello, il momento centrale della canzone, che compare la batteria, quasi a voler dare maggiore energia e incisività alle parole abbinate a una seconda melodia d'intonazione più acuta.
  

    
QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE
Autori: Claudio Baglioni, Antonio Coggio
Interprete: Claudio Baglioni


Quella sua maglietta fina
tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto
e quell'aria da bambina
che non gliel'ho detto mai, ma io ci andavo matto
e chiare sere d'estate il mare, i giochi, le fate
e la paura e la voglia di essere soli
un bacio a labbra salate un fuoco quattro risate
e far l'amore giù al faro
ti amo davvero, ti amo lo giuro
ti amo ti amo davvero.
E lei, lei mi guardava con sospetto
poi mi sorrideva e mi teneva stretto stretto
ed io, io non ho mai capito niente
visto che oramai non me lo levo dalla mente, che lei...

Ritornello - ... lei era un piccolo grande amore
solo un piccolo grande amore
niente più di questo niente più.
Mi manca da morire quel suo piccolo grande amore
adesso che saprei cosa dire
adesso che saprei cosa fare
adesso che voglio un piccolo grande amore.

Quella camminata strana
pure in mezzo a chi sa che l'avrei riconosciuta
mi diceva "Sei una frana"
ma io questa cosa qui mica l'ho mai creduta.

E lunghe corse affannate incontro alle stelle cadute
e mani sempre più ansiose, le scarpe bagnate
e le canzoni stonate urlate al cielo lassù
"Chi arriva prima a quel muro"
non sono sicuro se ti amo davvero
non sono, non sono sicuro.
E lei, tutto ad un tratto non parlava
ma le si leggeva chiaro in faccia che soffriva
ed io, io non lo so quant'è che ha pianto
solamente adesso me ne sto rendendo conto che lei...

Ritornello - ... lei era un piccolo grande amore
solo un piccolo grande amore
niente più di questo, niente più
mi manca da morire quel suo piccolo grande amore
adesso che saprei cosa dire
adesso che saprei cosa fare
adesso che voglio un piccolo grande amore.



Sta...................

2 commenti:

sergio celle ha detto...

...ciao Loris, questo piccolo grande uomo ha lasciato un segno indelebile nella nostra musica, ma anche in quelli come me, che con l'apparire di un certo Lucio Battisti hanno vissuto la trasformazione melodica della canzone italiana...come sempre un post coi fiocchi...mandi...mandi..

Anonimo ha detto...

Meravigliosa... Da ragazza mi lasciava l'amaro in bocca... Comunque e' proprio la canzone degli eterni fidanzati!