lunedì 4 febbraio 2013

LA PENDOLA (L'orologio) - Sinfonia n. 101 in re maggiore (The Clock" Symphony No.101 in D Major-Mov.) - Franz Joseph Haydn (Commento e video)

La danse de la vie humaine (1640) di Nicolas Poussin, Wallace Collection, Londra
    
 .....Il nome del buon Franz Joseph Haydn (Rohrau, 1732-Vienna, 1809) figura tra i musicisti "popolari": il maestro non figura tra i volti plateali forse anche per colpa di qualche musicologo che ha contribuito non solo ad affossarlo, ripetendo sino alla noia che "Haydn è il padre della sinfonia e del quartetto", ma a metterlo negativamente a confronto con Mozart. 
Una perla, fra le tante, è a firma del pur serissimo Charles Parry: 
"L'umorismo e la gaiezza di Haydn sono quelli del semplice contadino..., Mozart ha invece lo spirito dell'uomo di mondo£.
Basta un simile giudizio a disorientare chiunque mentre a caricare la dose interviene l'illustre Jules Combarieu quando sottolinea la perfezione del discorso di Haydn, le sue forme ben ordinate e trasparenti, l'ininterrotta giocondità, la grazia sorridente e il pensiero che si compiace dell'idillio (qui si rischia di immaginare il compositore come un imbecille che ride senza neppure sapere il perché), ma lo accusa di "non essere generalmente profondo".
Gli interpreti 'comuni ' prendono il critico alla lettera ed eseguono Haydn niente affatto profondamente. A rimetterci è sempre Haydn, un autore ancor tutto da scoprire. Restano grazie al cielo alcune sue Sinfonie, passate facilmente in repertorio a causa anche dei titoli allettanti: La regina..., Il miracolo..., La militare..., Il rullo di timpani..., Gli addii..., Il filosofo..., I giocattoli..., eccetera.
  
 
  
....Così, anche la Sinfonia n. 101 in re maggiore "La pendola" (L'orologio), del gruppo delle Londinesi, abbaglia per il suo secondo tempo Andante, che si svolge sopra una caratteristica figura d'accompagnamento a tic-tac. Ma dobbiamo stare attenti a non perdere il fascino delle altre tre parti: il brio, ad esempio, e la felicità celestiale del primo movimento preceduto da un Adagio introduttivo.
Ai gagliardi 6/8 del Presto subentra dunque il tic-tac in un dolce sol maggiore.
Ricordo che la parte della pendola è affidata ai secondi violini e al fagotto (pendola grande) e, solo nella parte intermedia, al flauto (la pendolina). ll Minuetto è sì un po' accademico, ma è tale la sua grazia, da scusare l'autore che senza dubbio, mentre lo stava scrivendo nel 1794, pensava se accettare o meno a Londra l'alloggio presso il Palazzo Reale o se tornare invece a servire fedelmente e in tutta umiltà i principi Esterhézy a Vienna e ad Eisenstadt. 
Il Finale in forma di Rondò torna ad essere superbamente articolato e affascinante per il breve motivo che corre tra le varie famiglie strumentali, ricevendo sempre tinte e umori diversi: un capolavoro.



Sta....

    

1 commento:

sergio celle ha detto...

...ciao Loris, come sempre pubblichi delle gemme musicali. E scusa se affermo che senza il gigante Haydn, forse il 'genio' di Mozart e Beethoven non avrebbero avuto lo splendore che oggi conosciamo...mandi..mandi...:-)