martedì 26 febbraio 2013

CAVALLERIA RUSTICANA - Pietro Mascagni (Testo scena VII, VIII e Intermezzo e video completo)


    
 CAVALLERIA RUSTICANA 

Melodramma in un atto

Testi di Giovanni Targioni­ Tozzetti, Guido Menasci
Musiche di Pietro Mascagni
Prima esecuzione: 17 maggio 1890, Roma.

PERSONAGGI

SANTUZZA, una giovane contadina -  SOPRANO
TURIDDU, un giovane contadino - TENORE
LUCIA, madre di Turiddu - CONTRALTO
ALFIO, un carrettiere -  BARITONO
LOLA, sua moglie - MEZZOSOPRANO
Contadini e Contadine, Paesani, Ragazzi


SCENA SETTIMA


Santuzza e Turiddu [Duetto]

TURIDDU (irato)
Ah! lo vedi, che hai tu detto?...

SANTUZZA
 L'hai voluto, e ben ti sta.

TURIDDU (le s'avventa)
Ah! perdio!

SANTUZZA 
Squarciami il petto!

TURIDDU (s'avvia)
No!

SANTUZZA (trattenendolo)
Turiddu, ascolta!

TURIDDU 
Va'!

Insieme

SANTUZZA 
No, no, Turiddu, ~ rimani ancora.
Abbandonarmi ~ dunque tu vuoi?

TURIDDU 
Perché seguirmi, ~ perché spiarmi
sul limitare ~ fin della chiesa?

SANTUZZA 
La tua Santuzza ~ piange e t'implora;
come cacciarla ~ così tu puoi?

TURIDDU 
Va', ti ripeto ~ va' non tediarmi,
pentirsi è vano ~ dopo l'offesa!

SANTUZZA (minacciosa)
Bada!

TURIDDU
 Dell'ira tua non mi curo!
(la getta a terra e fugge in chiesa)

SANTUZZA (nel colmo dell'ira)
A te la mala Pasqua, spergiuro!
(cade affranta ed angosciata)


SCENA OTTAVA

Santuzza e Alfio. [Duetto]
Entra Alfio e s'incontra con Santuzza.

SANTUZZA 
Oh! Il signore vi manda compar Alfio.

ALFIO 
A che punto è la messa?

SANTUZZA
 È tardi ormai,
ma per voi, Lola è andata con Turiddu!


ALFIO (sorpreso)
Che avete detto?

SANTUZZA
 Che mentre correte
all'acqua e al vento a guadagnarvi il pane,
Lola v'adorna il tetto in malo modo!

ALFIO 
Ah! nel nome di dio, Santa, che dite?

SANTUZZA
 Il ver. Turiddu mi tolse l'onore,
e vostra moglie lui rapiva a me!

ALFIO 
Se voi mentite, vo' schiantarvi il core!

SANTUZZA
Uso a mentire il labbro mio non è!
Per la vergogna mia, pe 'l mio dolore
la triste verità vi dissi, ahimè!

ALFIO 
Comare Santa, allor grato vi sono.

SANTUZZA
 Infame io son che vi parlai così!

ALFIO
 Infami loro: ad essi non perdono;
vendetta avrò pria che tramonti il dì.
Io sangue voglio, all'ira m'abbandono,
in odio tutto l'amor mio finì...
(escono)




   
La scena rappresenta una piazza in un paese della Sicilia. Nel fondo, a destra, chiesa con porta praticabile. A sinistra l'osteria e la casa di Mamma Lucia. È il giorno di Pasqua.

Tratto dalla novella di Giovanni Verga dallo stesso titolo: Cavalleria rusticana


Cavalleria rusticana è un melodramma in un solo atto, tratto dal racconto omonimo dello scrittore Giovanni Verga. Rappresentato per la prima volta a Roma nel 1890, viene replicato con grande successo in Europa e negli Stati Uniti. 
Racconta una tragica vicenda d'amore e di gelosia, ambientata in un povero paese della Sicilia.




   
L'Intermezzo, che nella vicenda precede la scena del brindisi finale nel quale i due protagonisti si sfideranno, è di grande intensità emotiva e coinvolge l'ascoltatore facendogli vivere i sentimenti e gli stati d'animo dei personaggi.
Il brano è caratterizzato da due belle melodie: la prima più dimessa, la seconda più passionale e di grande espressività.
  
Pietro Mascagni   
   
Pietro Mascagni (Livorno, 1863 - Roma, 1945). È un noto autore di opere liriche. Insofferente alla disciplina scolastica, interrompe gli studi al Conservatorio di Milano e si guadagna da vivere come contrabbassista e direttore d'orchestra di alcune compagnie girovaghe di operetta. Giunge al successo vincendo un concorso indetto dalla casa editrice Sonzogno, presentando il melodramma Cavalleria rusticanache gli merita grande popolarità. Da questo momento si dedicò all'attività di compositore e di direttore d'orchestra. €E' considerato uno dei maggiori rappresentanti del verismo musicale. Questo stile è caratterizzato da vicende tormentate e tragiche, ambientate fra i ceti più poveri dello società, e da un tipo di canto molto drammatico.


VEDI ANCHE . . .





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domenica 24 febbraio 2013

BELLA - Jovanotti (Testo, commento e video)





BELLA
Autore e interprete Jovanotti


E gira gira il mondo e gira il mondo e giro te
mi guardi e non rispondo perché risposta non c'è
nelle parole...

Bella come una mattina
d'acqua cristallina
come una finestra che mi illumina il cuscino
calda come il pane ombra sotto un pino
mentre t'allontani stai con me forever.

Lavoro tutto il giorno e tutto il giorno penso a te
e quando il pane sforno lo tengo caldo per te ...

Chiara come un ABC
come un lunedì
di vacanza dopo un anno di lavoro.
Bella, forte come un fiore
dolce di dolore
bella come il vento che t'ha fatto bella amore
gioia primitiva di saperti viva 
vita piena giorni e ore batticuore
pura, dolce mariposa
nuda come sposa
mentre t'allontani stai con me forever.

Bella come una mattina
d'acqua cristallina
come una finestra che mi illumina il cuscino
calda come il pane ombra sotto un pino
come un passaporto con la foto di un bambino.
Bella come un tondo
grande come il mondo
calda di scirocco e fresca come tramontana
tu come la fortuna, tu così opportuna
mentre t'allontani stai con me forever.
Bella come un'armonia
come l'allegria
come la mia nonna in una foto da ragazza
come una poesia
o madonna mia
come la realtà che incontra la mia fantasia.
Bella !! 
  
 
  
Una delle caratteristiche di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è la voglia di sperimentare continuamente nuove strade musicali. Nella sua carriera si è cimentato come scrittore, attore e anche pittore. È in qualità di cantautore però che si afferma negli anni Novanta come uno degli artisti più originali del panorama musicale italiano.
La canzone Bella, pubblicata nell'estate del 1997, è il singolo che traina I'album L'albero alle vette delle classifiche di vendita.
Anche se spesso le canzoni di Jovanotti sono vicine allo stile rap, questa, che descrive in modo semplice e originale la ragazza amata, ha una struttura più tradizionale.
Tuttavia, non si tratta della classica canzone d'amore dal ritmo lento e dal carattere un po' sdolcinato. Fin dalle prime battute, infatti, è subito presente la batteria, che crea un'atmosfera allegra e vivace; anche il basso esegue numerose scale, sostenendo bene lo schema ritmico.
Compare anche la chitarra hawaiana (così chiamata perché originaria delle isole Hawaii), uno strumento che ha la caratteristica di passare da un suono all'altro senza far sentire lo stacco tra le singole note, come se il suono scivolasse tra le varie intonazioni. La sua presenza arricchisce la sonorità del brano, che acquista una maggiore varietà e ricchezza timbrica. Le note e le sonorità dolci di questo strumento ben si abbinano al testo ricco di paragoni originali e fantasiosi.


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sabato 23 febbraio 2013

ROBERTO BALOCCO - Canzoni popolari piemontesi




Roberto Balocco è un cantante e compositore italiano (Torino, 21 giugno 1947). Studia da tecnico pubblicitario e cartellonista, ma intanto apprende dalla nonna paterna (di origine vercellese) le antiche canzoni piemontesi del repertorio urbano, come El sonadòr, Buffalo Bill..., e comincia a strimpellare la chitarra alla maniera folk americana finché, nel 1964, incontra il giornalista della "Gazzetta del Popolo" Pierino Novelli, che lo incoraggia a mettere a frutto la bella voce e il naturale talento musicale d'interprete. Nascono cosi Le canssôn  d'la piola (canzoni da osteria), titolo del suo primo concerto (gratuito) tenuto al Teatro Stabile di Torino, la sera del 25 febbraio 1965, in coppia con la giovane attrice Silvana Lombardo. Propone vecchi brani di repertorio folk urbano, più quattro pezzi nuovi composti dallo stesso Balocco su testi di Novelli. E' un successo e la Cetra ne fa subito un album, il primo, col medesimo titolo. Ne seguiranno altri sette, con Gino Luone al basso, Ducci alla fisarmonica e il maestro Giancarlo Chiaramello alle tastiere, e poi gli spettacoli prodotti da Aldo Landi al teatro Alfieri, con la collaborazione pianistica di Luciano Sangiorgi e la partecipazione del Quartetto Cetra: Staseira pensie nen (stasera non pensarci) e Ij ciarlatan (i ciarlatanii titoli. 
Nel 1968, arriva anche il Premio della Critica discografica all'album triplo Le nostre canssôn
Dieci anni più tardi pubblica un album doppio, registrato dal vivo al Teatro Carignano per celebrare dodici anni di successi. Poi, con torinese discrezione, il silenzio e la vita tranquilla e ritirata di funzionario della Sipra, che però coglie con gioia e gratitudine tutte le buone occasioni di riprendere la chitarra in mano e farsi una cantata con gli amici o davanti al pubblico di Piemonte in Piazza (estate 1990). 
Da ricordare anche un disco registrato nel 1976 con repertorio per l'infanzia, intitolato La storia l'è bela, fa piasì cònteIa, dall'incipit di una famosa filastrocca popolare.
  
  

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NEVE CALDA - BALLETTO DI BRONZO (Testo, commento e video)


   

NEVE CALDA
Balletto di bronzo

Neve calda su di me
neve calda su di me

Era settembre ho conosciuto te
e tra le foglie ridevi insieme a me
mille ricordi e poi novembre senza te
e venne Natale e tu non eri qui

Neve calda su di me
Neve calda su di me

So che la sera mi vuoi vicino a te
è già primavera e tu ritornerai da me.
  

    

Il BALLETTO DI BRONZO è una formazione napoletana, interprete originale del rock progressive. L'esordio del gruppo su disco è del 1969, con il singolo Neve calda, al quale farà seguito l'album Sirio 2222 del 1970, dischi di orientamento post-beat. La trasformazione della band avviene tra il 1971 e il 1972, con l'ingresso nella formazione del tastierista e cantante Gianni Leone (ex componente dei Città Frontale) e con la sperimentazione di nuove forme rock. L'album della svolta è 'YS, del 1972, disco concept con richiami jazzistici e classicheggianti. Il gruppo, dopo una fitta attività di concerti, nel 1973 pubblica un singolo, Donna Vittoria (si dice che fosse ironicamente dedicato alla moglie dell'allora presidente della Repubblica Leone), che ebbe un discreto successo, ma di lì a poco si scioglie. L'unico elemento del gruppo a continuare una carriera solista è Gianni Leone che, con lo pseudonimo di Leo Nero pubblica un album negli Stati Uniti, intitolato Vero e, nel 1982, un singolo decisamente più commerciale, Indossa il mio colore.

Gianni Leone (voce, organo, tastiere, pianoforte, sintetizzatore)
Vito Manzari (basso)
Lino Aiello (chitarra)
Giancarlo “Gianchi” Stringa (batteria)

Marco Cecioni (voce, chitarra)
Michele Cupaiuolo (basso)
Ugo Vantini (batteria)
Romolo Amici (basso)


Sirio 2222
'YS  
Il re del castello


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BALLATA (Ballad)

Le pêcheur (The Fisherman) Frederic Leighton
Olio su tela (1856-58)


BALLATA. Questo termine, derivante dall'inglese ballad, indica una particolare forma di canzone popolare narrativa diffusa in tutti i paesi di cultura europea. Oggetto per anni di numerosi e ancora non definitivi studi sulle origini, l'analisi formale e la classificazione tipologica, questo peculiare componimento in Italia è conosciuto anche con il nome di canzone epico-lirica, un'espressione coniata nell'Ottocento dagli studiosi di poesia e canto popolare. Roberto Leydi, uno dei più attenti studiosi italiani del fenomeno, così lo descrive nel suo I canti popolari italiani (Mondadori, Milano, 1973): 

"La ballata presenta i seguenti caratteri: 

a) racconta un solo avvenimento 

b) tende alla concisione e alla esposizione sintetica

c) è impersonale

d) utilizza molto spesso la forma dialogata

e) evita le descrizioni d'ambiente, i commenti (salvo una "morale" conclusiva che però è infrequente e spesso applicata), la digressione lirica

f) non descrive che molto sommariamente i personaggi

g) non contiene antefatti

h) impiega largamente "formule"

i) presenta quasi sempre ripetizioni e spesso ha un ritornello

l) è metricamente strutturata su versi cosidetti epico-lirici e, nelle forme moderne, su versi da essi derivati (settesillabi, ottosillabi, novesillabi, decasillabi)...., nella sua diffusione verso le regioni centro-meridionali ha talora, ma eccezionalmente, acquisito l'endecasillabo". 

Sviluppatasi un po' dovunque in Europa nel periodo del Medioevo, la ballata ha contenuti classici, riconducibili alle fantastiche gesta tipiche della letteratura romanza. Successivamente, con la nascita della stampa, il fenomeno si sviluppa ulteriormente mediante i "fogli volanti", le broadside ballads inglesi. La trasmissione sia scritta che orale di questo particolare componimento, determina una radicale trasformazione nei contenuti e nelle forme metrico-stilistiche. Le storie cantate si legano a situazioni e avvenimenti storico politici specifici, perdendo così alcuni di quei tratti che li legavano a forme culturali e mitologie di tipo arcaico. Questo nuovo modello esecutivo diventa parte integrante del repertorio dei cantastorie e si tramanda.pressoché integro fino ai nostri giorni. 
Le prime raccolte sistematiche di ballate di tradizione orale sono state effettuate in Inghilterra nel XVIII secolo. Le Collections Of Old Ballads (Londra 1723/1725), così come molte delle altre raccolte pubblicate successivamente tra il XIX e XX secolo, riportano esclusivamente i testi verbali delle ballate e questo a causa della loro impostazione ideologica che considera i canti tradizionali essenzialmente come forma di poesia popolare e quindi interessanti soprattutto per quel che concerne l'ambito testuale letterario. Se da una parte è possibile, pur entro certi limiti, stabilire lo sviluppo letterario e linguistico determinatosi su alcuni di questi componimenti (modelli esemplificativi in Italia di tali produzioni sono le varie versioni di ballate come L'Eroina o Donna Lombarda), dall'altra la mancanza di informazioni sulle modalità musicali esecutive non permette di conoscere quale sia stato lo sviluppo musicale di questo genere. Inoltre, sempre a causa della mancanza di informazioni musicali, non è possibile immaginare le probabili interrelazioni strutturali e stilistiche verificatesi fra testo letterario e testo musicale. La continua permanenza di questo genere nella pratica musicale popolare, attraverso I'opera essenziale dei cantastorie, ha influenzato alcuni autori di canzoni italiane sin dai primi del Novecento fino ad arrivare ai nostri giorni con la nascita intorno agli anni Sessanta del fenomeno dei cantautori. Alcuni di questi è Fabrizio De André in particolare, utilizzano spesso molti degli elementi strutturali tipici del linguagglo della ballata come, per esempio, il racconto di un unico avvenimento, quasi sempre drammatico, senza I'esposizione di antefatti, l'uso della forma dialogata, l'impianto strofico con ritornelli ecc. 
Le tecniche narrative della ballata sono riscontrabili, inoltre, anche in alcune recenti produzioni del rock italiano (per esempio i Gang) a testimonianza dell'intensa vitalità espressiva che questa formula possiede tuttora.

Il cavalier crudele
Northern Italy
Il Nigra contato
Donna Lombarda  
Italia, vol. 2 

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venerdì 22 febbraio 2013

LA CANZONE DEL SOLE - Lucio Battisti (Testo, commento e video)



   
La canzone del sole è uno dei brani più conosciuti delI'intero panorama della musica leggera italiana. I versi "le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi, le tue calzette rosse... Oh mare nero, oh mare nero..." sono stati e continuano a essere cantati da intere generazioni e non c'è chitarrista che non si sia esercitato sugli accordi di questa canzone per prendere confidenza con lo strumento.
Il brano, registrato nel novembre del 1971 e pubblicato in un singolo in coppia con Anche per te, è di una semplicità estrema: è formato da tre soli accordi (La, Mi e Re) che vengono ripetuti nella stessa successione per quasi cinque minuti.

Il testo è costituito da una serie di 'flash" su situazioni che riaffiorano nei ricordi di due ex innamorati. Tra le due strofe c'è un grande intervento orchestrale che dà slancio all'atmosfera, arricchendola con il timbro raffinato degli archi.
La scansione del ritmo per l'intero brano è affidata alla chitarra, alla quale si affiancano per lunghi momenti basso e batteria. Nello stile di Battisti si alternano momenti d'intensità diversa: I'inizio piuttosto delicato, poi l'ingresso di batteria e basso più deciso, poi ancora una sezione senza percussioni e a metà brano e nel finale I'intervento emozionante dell' orchestra.
  

    
LA CANZONE DEL SOLE
Autori: Mogol, Battisti
Interprete: Lucio Battisti


Le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse
e l'innocenza sulle gote tue,
due arance ancor più rosse

E la cantina buia dove noi
respiravamo piano
e le tue corse, e l'eco dei tuoi no, oh no
mi stai facendo paura.
Dove sei stata cosa hai fatto mai?
Una donna, donna dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Ma quante braccia
ti hanno stretto, tu lo sai
per diventar quel che sei
che importa tanto tu non me lo dirai,
purtroppo.
Ma ti ricordi l'acqua verde e noi
le rocce, bianco il fondo,
di che colore sono gli occhi tuoi
se me lo chiedi non rispondo.

O mare nero, o mare nero, o mare ne
tu eri chiaro e trasparente come me...
O mare nero, o mare nero, o mare ne
tu eri chiaro e trasparente come me...

Le biciclette abbandonate sopra il prato e poi
noi due distesi all'ombra,
un fiore in bocca può servire sai,
più allegro tutto sembra.

E d'improvviso quel silenzio fra noi
e quel tuo sguardo strano
ti cade il fiore dalla bocca e poi
oh no, ferma ti prego la mano.
Dove sei stata, cos'hai fatto mai?
Una donna, donna,
donna, dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Io non conosco quel sorriso sicuro che hai
non so chi sei, non so più chi sei,
mi fai paura oramai... purtroppo.
Ma ti ricordi le onde grandi e noi,
gli spruzzi e le tue risa,
cos'è rimasto in fondo agli occhi tuoi,
la fiamma è spenta o è accesa?

O mare nero, o mare nero, o mare ne
tu eri chiaro e trasparente come me...
O mare nero, o mare nero, o mare ne
tu eri chiaro e trasparente come me...

Il sole quando sorge sorge piano e poi
la luce si diffonde tutto intorno a noi
le ombre ed i fantasmi della notte
sono alberi e cespugli ancora in fiore
sono gli occhi di una donna
ancora pieni d'amore.


VEDI ANCHE . . .


ACQUA AZZURRA, ACQUA CHIARA - Lucio Battisti (1969)

DIECI RAGAZZE - Lucio Battisti (1969)

MI RITORNI IN MENTE - Lucio Battisti (1969)

7 e 40 - Lucio Battisti (1969)

NEL SOLE, NEL VENTO, NEL SORRISO, NEL PIANTO - Lucio Battisti (1969)

E PENSO A TE - Lucio Battisti (1970)

FIORI ROSA FIORI DI PESCO - Lucio Battisti (1970)

IL TEMPO DI MORIRE - Lucio Battisti (1970)

EMOZIONI - Lucio Battisti (1970)

ANNA - Lucio Battisti (1970)

PENSIERI E PAROLE - Lucio Battisti (1971)

INSIEME A TE STO BENE - Lucio Battisti (1971)

DIO MIO NO - Lucio Battisti (1971)

LA CANZONE DEL SOLE - Lucio Battisti (1971)

ANCHE PER TE - Lucio Battisti (1971)

I GIARDINI DI MARZO - Lucio Battisti (1972)

COMUNQUE BELLA - Lucio Battisti (1972)

IL MIO CANTO LIBERO - Lucio Battisti (1972)

CONFUSIONE - Lucio Battisti (1972)

IO VORREI, NON VORREI, MA SE VUOI - Lucio Battisti (1972)

LA LUCE DELL'EST - Lucio Battisti (1972)

LA COLLINA DEI CILIEGI - Lucio Battisti (1973)

QUESTO INFERNO ROSA - Lucio Battisti (1973)

ANCORA TU - Lucio Battisti (1976)

DOVE ARRIVA QUEL CESPUGLIO - Lucio Battisti (1976)

AMARSI UN PO' (To feel in love) - Lucio Battisti (1977)

SÌ VIAGGIARE - Lucio Battisti (1977)

UNA DONNA PER AMICO - Lucio Battisti (1978)

PRENDILA COSÌ - Lucio Battisti (1978)

NESSUN DOLORE - Lucio Battisti (1978)


CON IL NASTRO ROSA - Lucio Battisti (1980)







Sta...................