giovedì 24 gennaio 2013

FABRIZIO DE ANDRE' - Vita e opere (LA CANZONE DI MARINELLA, testo, commento e video)


  
LA CANZONE DI MARINELLA
Autore e interprete: Fabrizio De André

Questa di Marinella è la storia vera 
che scivolò nel fiume a primavera 
ma il vento che la vide così bella 
dal fiume la portò sopra a una stella. 

Sola senza il ricordo di un dolore, 
vivevi senza il sogno di un amore 
ma un re senza corona e senza scorta 
bussò tre volte un giorno alla sua porta. 

Bianco come la luna il suo cappello, 
come l'amore rosso il suo mantello 
tu lo seguisti senza una ragione 
come un ragazzo segue un aquilone. 

C'era il sole e avevi gli occhi belli, 
lui ti baciò le labbra ed i capelli 
c'era la luna e avevi gli occhi stanchi 
lui pose la mano sui tuoi fianchi. 

Furono baci furono sorrisi. 
poi furono soltanto i fiordalisi 
che videro con gli occhi delle stelle 
fremere al vento e ai baci la tua pelle. 

Dicono poi che mentre ritornavi 
nel fiume chissà come scivolavi 
e lui che non ti volle creder morta 
bussò cent'anni ancora alla tua porta. 

Questa è la tua canzone Marinella 
che sei volata in cielo su una stella 
e come tutte le più belle cose 
vivesti solo un giorno , come le rose... 

...e come tutte le più belle cose 
vivesti solo un giorno come le rose.
   
Fabrizio De André scrisse questa bellissima canzone per una prostituta, che venne trovata ormai priva di vita in un fiume. E' una vera e propria poesia accompagnata dalla musica, è la storia di una ragazza che un giorno incontra l’amore e vive questa esperienza con intensità e passione...
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video

    
Fabrizio De André, (nato a Genova nel 1940 -  morto a Milano nel 1999), fu un cantautore italiano. Genovese, figlio di esponenti della borghesia cittadina, abbandonò la facoltà di Giurisprudenza per dedicarsi alla musica. 
Nel 1958 incise il suo primo 45 giri (le canzoni non erano però ancora sue) al quale ne seguirono altri, fino al primo album datato 1966 (Tutto Fabrizio De André).
Nel frattempo la sua produzione si arricchiva orientando un'innata sensibilità verso suggestioni francesi rappresentate dalle canzoni del cantautore G. Brassens ma anche dalle rievocazioni medioevali legate all'opera di artisti come F. Villon. 
Nel 1970 De André realizzò La buona novella, un album nel quale volle mettere in musica i Vangeli apocrifi, e nel 1971 Non al denaro, non all'amore né al cielo, una scelta felice ed emozionante di poesie tratte dall'Antologia di Spoon River, di E. Lee Masters. 
Nel 1973 il cantautore volle sviluppare in modo particolare la vena politica già presente nei suoi lavori passati incidendo Storia di un impiegato, cui seguirono, Canzoni (1974), Volume VIII, realizzato in collaborazione con Francesco De Gregori, e Rimini, scritto con il giovane musicista M. Bubola. 
Nell'estate del 1979, insieme alla compagna Dori Ghezzi, venne rapito in Sardegna per un sequestro durato fino al mese di dicembre: da quell'esperienza nacque il successivo album del 1981, Fabrizio De André (Indiano), nel quale veniva oltremodo rievocato il dramma degli Indiani d'America. 
Nel 1984 una nuova collaborazione, con l'ex PFM M. Pagani, portò alla realizzazione di Creuza de mà, in dialetto genovese, ricco di suggestioni mediorientali e portoghesi. 
Sei anni dopo fu la volta di Le nuvole, disco di denuncia e di memoria, cui fecero seguito Anime salve (1996), composto con l'amico Ivan Fossati e l'antologia Mi innamoravo di tutto
Poeta, musicista, garbato contestatore e sognatore anarchico, De André ha segnato con le sue canzoni (ricordo La guerra di Piero..., La ballata dell'eroe..., Il testamento di Tito..., Via del Campo..., Bocca di rosa..., La canzone di Marinella) e la sua voce, grave e pulita, un'epoca colorandola di poesia e arricchendola di cultura e impegno consapevole.

  
Blues di altre date - A Patrick 28/1/79

Sta... per sempre....


   

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