domenica 6 gennaio 2013

STORIA DELLA MUSICA - I grandi musicisti (Music History - The great musicians)


TOMMASO ALBINONI

Violinista e compositore italiano (Venezia 1671 - ivi, 1751). 
Uno dei più celebri rappresentanti della scuola veneziana; ha lasciato numerose opere, sonate e concerti (qui ricordo soprattutto la sua raccolta di Sinfonie e concerti a cinque op. 2 del 1700).
  
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AURELIO AMBROGIO (Sant'Ambrogio)

Padre e dottore della Chiesa (Treviri 340 ca. - Milano 397). 
Fu vescovo di Milano dal 374; da lui presero nome i canti liturgici e il rito della chiesa milanese. Egli introdusse nel rito cattolico gli inni orientali (almeno 4; Aeterne rerum conditor, Deus creator omnium, Iam surgit hora tertia, Veni redemptor gentium) e la salmodia antifonica, basata sull'alternanza di due cori, uno maschile e uno femminile.
  
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Compositore tedesco (Eisenach 1685 - Lipsia 1750). 
Organista di professione, diresse l'orchestra del principe Leopoldo dal 1717, e nel 1723 divenne cantore della cappella di Lipsia. Ricordo le sue opere per organo (Preludi, Toccate, Fantasie e Fughe, Sonate e 150 Corali); le sue raccolte di musica da camera (Sonate per solo violino, per violino e clavicembalo, Suites per violoncello, Sonate per viola da gamba, Concerti brandeburghesi); il Magnificat, composto per il rito protestante nel 1723; le quattro Passionali; Messa in si minore.
  
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Compositore tedesco (Bonn 1770 - Vienna 1827). 
Diede il suo primo concerto a otto anni e divenne organista ufficiale della Cappella arcivescovile di Bonn a soli quattordici anni. Dal 1792 si installò a Vienna, dove fu protetto dai membri della nobiltà austriaca. La sua esistenza fu travagliata dal dramma della sordità (di cui dà amaro sfogo nel testamento di Heiligenstadt del 1802), dalle difficoltà finanziarie e da numerose delusioni sentimentali. Dagli insegnamenti di Mozart trasse la sua unica opera lirica, il Fidelio (1805). 
Si dedicò soprattutto alle sonate: tra le sue 32 sonate per pianoforte, ricordo la Patetica, Al chiaro di luna, l'Appassionata, l'Aurora. Fu autore anche di musica da camera (ricordo i 17 quadretti) e orchestrale (concerti; nove Sinfonie di cui la terza, detta Eroica, la sesta, detta Pastorale e la nona con cori).
  
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VINCENZO BELLINI

Compositore italiano (Catania 1801 - Puteaux 1835). 
Dimostrò una precoce sensibilità musicale componendo la sua prima sonata all'età di sei anni; organista e autore apprezzato di musica sacra, ottenne una borsa di studio che gli consentì di studiare al conservatorio di Napoli, dove si formò.
Durante questi anni si dedicò allo studio del melodramma napoletano, pur continuando a comporre musica sacra e cameristica. Il successo della sua opera-saggio, Adelson e Salvini, gli consentì di comporre per il teatro S. Carlo di Napoli
Bianca e Fernando (1826). Da qui il successo: compose Il pirata (1827) per il Teatro alla Scala di Milano; La straniera (1829); I Capuleti e i Montecchi (1830); La sonnambula (1831); Norma (1831); Beatrice di Tenda (1833) e I puritani (1835).
  
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HECTOR BERLIOZ

Compositore francese (La Côte - Saint André 1803 – Parigi 1869). 
Unì all'attività di musicista quella di pubblicista e di teorico: visse la maggior parte della sua vita a Parigi, conquistando, con la sua fama cli compositore, l'amicizia cli Paganini, Liszt e Wagner. Si interessò alla sinfonia drammatica (Romeo e Giulietta, 1839), e ottenne grandi riconoscimenti con la sua Sinfonia fantastica (1830), caratterizzata dal realismo con cui sono rappresentate le passioni umane. Si interessò anche alla melodia da concerto (Le notti d'estate, 1834) e al teatro lirico (La dannazione di Faust, 1846); Benvenuto Cellini, 1838; I Troiani, 1856-58), oltreché alla musica sacra (Grande Messa dei morti, 1837; L'infanzia del Cristo, 1854).
  
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Compositore francese (Parigi 1838 - Bougival 1875). 
Vincitore del Prix de Rome, nel 1857, fu letteralmente conquistato dalla musica di Gounod. Il soggiorno in Italia, dal 1857 al 1860, lo influenzò, contribuendo alla maturazione del suo stile: si dedicò all'opera comica (I pescatori di perle, 1863; La jolie fille de Perth, 1867), aprendosi all'influsso della musica italiana. 
Ritornato in Francia, colpito da una grave malattia alla gola e da frequenti crisi depressive, compose la Suite per piano, Jeux d'énfants (1871) e una musica per le scene dell'Arlesiana (1872), prima di tornare all'opera lirica con Carmen (1873-74), il suo capolavoro.
  
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JOHANNES BRAHMS

Compositore e pianista tedesco (Amburgo 1833 – Vienna 1897). 
Svolse una parte della sua attività artistica a Vienna, sacrificando tutta la sua vita all'arte musicale e distinguendosi nel campo della musica sinfonica. Compose 4 Sinfonie, 2 Ouvertures, un Concerto per violino, Concerti per piano e Concerti per violino e violoncello. Si interessò anche alla musica da camera (Sonate, trii, quartetti e quintetti) e musicò parecchie romanze, ballate e lieder. Fu autore anche di una Messa da requiem (1861 ).
  
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JOSEPH ANTON BRUCKNER

Compositore e organista austriaco (Ansfelden 1824 – Vienna 1896). 
Fu autore di tre Messe, di Nove sinfonie e di un Quintetto per archi, ispirati alla sua fede cattolica e profondamente influenzati dallo stile di Wagner, per il quale nutrì sempre grandissima ammirazione. Fu anche professore al conservatorio di Lipsia e cli Vienna.
  
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LUIGI CHERUBINI

Compositore italiano (Firenze 1760 - Parigi 1842). 
Stabilitosi a Parigi dal 1787, vi conobbe il successo con le sue opere liriche (Medea, 1797;  Anacreonte, 1803), il che gli valse la nomina a direttore del Conservatorio (1822). Si interessò anche all'opéra-comique con L'osteria portoghese (1798) e Le due giornate ovvero il portatore d'acqua (1800). Gli si devono anche numerose pagine di musica sacra (ricordo la Messa solenne in re minore del 1811, e la Messa da requiem in do minore del 1816). 
La sua fama lo inimicò a Napoleone e lo costrinse a ritirarsi a Vienna, dove conobbe Haydn e Beethoven. Ritornato in patria, alternò all'attività musicale, l'interesse per la botanica e per la pittura.
  
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Compositore e pianista polacco (Zelazowa 181O – Parigi 1849). 
Di padre francese, rimase fino al 1830 in Polonia, acquisendo una cultura musicale cli prim'ordine. Si stabili quindi a Parigi, dove frequentò i più illustri ambienti letterari e artistici e conobbe la poetessa George Sand, alla quale si legò. Qui si distinse, oltreché come compositore, come pianista e ottimo insegnante. Amico di Liszt e cli Berlioz, girò l'Europa con le sue tournées e morì prematuramente di tisi.
Fu autore di numerosissimi Concerti per pianoforte; si interessò particolarmente alla musica popolare polacca e compose numerosi Preludi, Ballate, Notturni, Mazurke, Polacche, Valzer, senza trascurare la produzione sinfonica e cameristica.
  
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PËTR IL'IČ ČJAKOVSKIJ (Tchaikovsky)

Compositore russo (Votkinsk 1840 - Pietroburgo 1893). 
Si può considerare il creatore del moderno balletto sinfonico (Il lago dei cigni, 1876; La bella addormentata, 1889; Schiaccianoci, 1892); si dedicò con grande interesse anche alla composizione di musica sinfonica (ricordo le sue Sette Sinfonie, le Serenate e i Quattro concerti), da camera (un Trio per pianoforti; tre Quartetti e un sestetto per archi, Souvenir de Florence, del 1890). Allo stesso periodo risalgono anche le sue opere liriche più note, quali Eugenio Onieghin (1878) e la Dama di picche (1890), molto influenzate dalla scuola francese.
  
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MUZIO CLEMENTI

Compositore e pianista italiano (Roma 1752 – Evesham 1832). 
Dopo essersi formato nell'ambiente pontificio romano, si trasferì a Londra, dove intraprese la carriera di pianista, prima di dedicarsi all'edizione musicale e alla fabbricazione di pianoforti. Fu autore di numerose Suonate per pianoforte e orchestra e di alcune sinfonie. La sua fama si lega anche ad un suo trattatello pedagogico, il Gradus ad parnassum, in tre volumi, contenenti 100 esercizi atti a perfezionare la tecnica pianistica.
  
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ARCANGELO CORELLI

Compositore e violinista italiano (Fusignano 1653 – Roma 1713). 
Dopo un soggiorno di studio a Bologna, si trasferì a Roma (1671) dove, grazie al suo talento, venne designato maestro di cappella in San Luigi dei Francesi e direttore dell'orchestra del cardinale Pietro Ottoboni: i violinisti di tutta Europa accorsero alla sua scuola. Pubblicò, tra il 1681 e il 1704, quattro raccolte di Sonate e 12 Concerti grossi per viole, violini e violoncelli.
  
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CLAUDE DEBUSSY

Compositore francese (Saint - Germain-en Laye 1862 - Parigi 1918). 
Fin dal periodo in cui preparava il Prix de Rome, ambito concorso pianistico, rivelò il suo interesse per il rinnovamento della forma e dell'armonia. Ammirò Wagner, si interessò alla musica esotica e frequentò con assiduità poeti simbolisti e pittori impressionisti francesi. Il pianoforte divenne, nella sua musica, lo strumento evocatore di particolari atmosfere (Images, 1906-1908; Préludes, 1909-13).
Adoperò l'orchestra potenziandone i timbri (Prélude à I'après-midi d'un faune, 1894; Nocturnes, 1899; lu Mer, 1905; Jeux, 1912). La sua maggiore opera rimane Pélleas et Mélisande (1912), partitura lirica la cui azione presenta analogie con il Tristano di Wagner.
   
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MANUEL DE FALLA

Compositore spagnolo (Cadice 1876 - Cordoba 1946). 
Dopo la sua opera La vita breve (1905) risiedette a Parigi dal 1907 al 1914, dove strinse amicizia con Debussy. I frutti di questo soggiorno sono le Sette canzoni popolari spagnole (1914-15), Notti nei giardini di Spagna (1909-15), e il balletto L’Amore stregone (1914-l5). Alla lussureggiante Andalusia gli succedette allora, come fonte di ispirazione, l'arida Castiglia (ricordo il balletto Il cappello a tre punte del 1919). La sua carriera terminò sotto il segno dell'austerità con l’opera da camera Il teatro dei burattini di Mastro Pietro (1923), tratta da un testo di Cervantes, e con il Concerto per clavicembalo e cinque strumenti. La sua ultima opera, che occupò ben vent'anni di vita dell'autore, l'oratorio Atlantida, fu terminata da E. Halffter.
  
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GAETANO DONIZETTI

Compositore italiano (Bergamo 1797 - ivi, 1848). 
L'insegnamento di S. Mayr lo avviò al Liceo musicale cli Bologna, dove si perfezionò col padre S. Mattei. Mozart, Gluck e Hayd  ispirarono le sue prime composizioni da camera (cantate, quartetti), mentre solo più tardi, con i suoi primi esperimenti melodrammatici, diventò evidente un avvicinamento ai modelli comici rossiniani e alla tradizione operistica napoletana.
Dopo essere stato direttore al Teatro reale di Napoli, si trasferì a Parigi nel 1838, dove godette di gloria incontrastata, prima dell'affermazione di Verdi. Fu autore di note opere liriche: Anna Bolena, 1830; Elisir d'amore, 1832; Parisina, 1833; Lucia di Lammermoor, 1835; La Favorita, 1840; La figlia del reggimento, 1840; Linda di Chamounix, 184; Don Pasquale, 1843. 
La sua amplissima produzione comprende anche 28 cantate con accompagnamento orchestrale o di pianoforte, numerosi pezzi sinfonici, quartetti per archi, molta musica vocale religiosa.
    
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Compositore ceco (Nelahozeves 1841 – Praga 1904). 
Professore ai conservatori di Praga e di New York, utilizzò il folclore cecoslovacco e slavo sia nella sua musica da camera (un Terzetto per due violini e viola; 4 trii per archi e pianoforte; 15 quartetti per soli archi; 2 quintetti per archi e pianoforte), sia nella sua musica sinfonica (ricordo le sue Tre sinfonie tra cui, celeberrima, il Nuovo Mondo, del 1893). Fu autore anche di musica religiosa: celebre il suo Stabat Mater (1883) e l'oratorio Santa Ludmilla (1885-86), oltre a numerose Messe e Salmi.
  
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GIROLAMO FRESCOBALDI

Compositore italiano (Ferrara 1583 - Roma 1643). 
Organista di San Pietro, attirò a sé numerosissimi allievi da tutta Europa. La sua musica per clavicembalo e per organo si rifà alle forme tradizionali (Toccate, Canzoni, Versi d’Hinni) del contrappunto.
Notevole fu la sua Raccolta di Fiori musicali, (1635) comprendente quarantasei brani (di cui solo gli ultimi due a carattere profano), che si propone di raggruppare i brani occorrenti per tre messe per organo (la messa della domenica, degli Apostoli e della Madonna).
  
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CRISTOPH WILLIBALD GLUCK

Compositore tedesco (Erasbach 1714 - Vienna 1781).
Acquisì una formazione musicale internazionale, compiendo viaggi in tutta Europa (Italia, Germania e Inghilterra, soprattutto). Si stabilì quindi a Vienna (1752), dove, con la collaborazione del librettista R. de Calzabigi, compose alcuni capolavori quali: Orfeo ed Euridice (1762) e Alceste (1767). Infine, potendo soggiornare a più riprese a Parigi grazie all'interessamento di Maria Antonietta di Francia, ebbe l'opportunità di realizzare la riforma del teatro lirico attraverso un ritorno alla semplicità classica del canto, e un inserimento della danza nello svolgersi dell'azione teatrale (Ifigenia in Aulide, 1774; Orfeo ed Euridice, seconda versione 1774; Alceste, seconda versione 1776; Armida, 1777; Ifigenia in Tauride, 1779).
  
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GEORG FRIEDRICH HÄNDEL

Compositore tedesco (Halle 1685 - Londra 1759). 
I suoi soggiorni in Italia fanno di lui, per prima cosa, il difensore dell'opera seria, di cui dà vari esempi. Si trasferisce quindi a Londra, dove incontra difficoltà per imporsi alla Royal Academy of Music e al King's Theatre. I campi in cui riesce meglio sono quelli del salmo, della cantata e soprattutto dell'oratorio su testo inglese, spesso ispirato alla Bibbia.
Fra i suoi oratori ricordo: Israele in Egitto (1739); il Messia (1742); Sansone (1743); Giuda Maccabeo (1747); Salomone (1748). Fra le sue composizioni strumentali ebbero successo le Suites per clavicembalo e, soprattutto, i concerti per feste all'aperto (The Water Music, Music for the Royal Fireworks). Fu autore anche di numerosi melodrammi, rappresentati a Londra con alterno successo (fra questi: il Pastor fido, in tre versioni dal 1712 al 1734; Giulio Cesare, 1724; Orlando, 1733; Alcina, 1735).
  
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JOHANN MICHAEL HAYDN

Compositore austriaco (Rohrau 1737 - Salisburgo 1806). 
La sua lunga vita gli permise una cospicua produzione musicale, orientata verso i più disparati settori, dalla musica cameristica all'opera lirica. Il prestigio di cui godette durante la sua vita lo portò ad essere eletto membro dell'Accademia reale di musica di Svezia, sotto la protezione dell'imperatrice Maria Teresa.
Fra le principali composizioni di Haydn ricordo l'opera Andromeda e Perseo (1787); 46 Sinfonie; 5 Concerti, divertimenti, serenate e musica. La sua morte pose fine alla composizione della Messa da Requiem, commissionatagli dall'imperatrice in persona.
  
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RUGGERO LEONCAVALLO

Compositore italiano (Napoli 1857 - Montecatini Terme 1919). 
Diplomatosi al conservatorio di Napoli, segui le lezioni del Carducci alla facoltà di Lettere di Bologna. Fu esponente, insieme a Puccini, Mascagni e Giordano, della Giovane Scuola italiana. Si dedicò alla composizione di opere liriche (Chatterton, sua prima opera rappresentata solo nel 1896; I Medici, Savonarola, Cesare Borgia, trilogia ispirata alla storia del Rinascimento italiano, di cui portò a termine solo la prima opera). L'unico vero successo è legato ai Pagliacci (1892), rappresentati al Teatro Dal Verme di Milano, sotto la direzione di Arturo Toscanini. Cercò invano cli gareggiare con Puccini, componendo, nel 1897, la Bohème. Realizzò anche alcune celebri melodie (tra cui Mattinata e Serenatella).
   
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FRANZ LISZT

Compositore, pianista e direttore d'orchestra ungherese (Raiding 1811 - Bayreuth 1886). 
Visse a Vienna, Parigi, Weimar e Roma, spostandosi senza tregua per tutta l'Europa. Pianista virtuoso, lasciò importanti opere liriche e didattiche per pianoforte (Anni di pellegrinaggio, 1836-77; Studi trascendentali da Paganini, 1838; Sonata in si minore, 1853).
Direttore d'orchestra, si interessò al poema sinfonico: Mazeppa, 1851; Les préludes, 1848; La battaglia degli Unni, 1857; compose anche parecchie sinfonie (ricordo, fra tutte, Faust, 1854-57).
Musicò anche alcune Messe e alcuni oratori (Christus, 1855-66; La Leggenda di Santa Elisabetta, 1857-62).
  
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GUSTAV MAHLER

Compositore e direttore d'orchestra austriaco (Kaliště 1860 - Vienna 1911). 
Erede della musica romantica, compose parecchie sinfonie (alcune delle quali per voci e strumenti) di ispirazione letteraria e, insieme, popolare. Fu autore anche di parecchi Lieder (suddivisi in cinque cicli); alla cospicua produzione musicale, si aggiunse l'attività di direttore d’orchestra dell'Opera di Vienna, esercitata ottenendo fama straordinaria.
  
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BENEDETTO MARCELLO

Compositore italiano (Venezia 1686 - Brescia 1739). 
Di nobili origini, alternò l'attività di musicista a quella di magistrato. Fu autore di 50 Salmi che raccolse, tra il 1724 e il 1726, nell'Estro poetico armonico, su testi di G. Giustiniani, parafrasando i primi 50 salmi di Davide. Compose anche alcuni oratori: Giuditta (1710) e Gioaz (1726), Sonate per cembalo (1710) e per flauto (1712)e numerose Canzoni madrigalesche (1717). Pubblicò anche alcune tragedie e poesie.
  
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PIETRO MASCAGNI

Compositore italiano (Livorno 1863 – Roma 1945). 
Fu uno dei principali esponenti del verismo musicale italiano. Dopo aver insegnato a Cerignola, un borgo pugliese, ottenne un inatteso successo con l'opera lirica Cavalleria rusticana, tratta dall'omonimo dramma di G. Verga, vincendo il concorso Sonzogno del 1889. Tale successo non fu più eguagliato nelle sue successive composizioni L'Amico Fritz (1891), Guglielmo Ratcliff (1895), Iris (1898) e Parisina (1913).
  
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JULES MASSENET

Compositore francese (Montaud 1842 - Parigi 1912). 
Professore cli composizione al Conservatorio di Parigi, scrisse melodie e oratori (Marie-Magdeleine, 1874), ma si interessò soprattutto al teatro lirico. Fra le sue numerose opere liriche, ricordo quelle che riscossero maggiore consenso: Hérodiade (1881); Manon (1884); Werther (1892); Thais ( 1894) e Don Quichotte (1910).

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Compositore tedesco (Amburgo 1809 - Lipsia 1847). 
Compì numerosi viaggi in Inghilterra, Italia, Svizzera, Francia e diresse la Gewandhaus, a Lipsia, città dove fondò un conservatorio. Amico di Goethe e di Schumann, ammiratore di Mozart e di Beethoven, contribuì concretamente, attraverso una pressante propaganda, alla rivalutazione della musica di Bach. Melodista e virtuoso, nelle sue opere per pianoforte (Romanze senza parole, 1829-49; Variations sérieuses, 1841), utilizzò una gamma orchestrale incomparabile nelle sue sinfonie (Italiana, 1833; Riforma, 1830), nei suoi concerti (Concerto per violino e orchestra, 1827-43), nelle sue ouvertures (Le Ebridi, 1830-32) e nelle sue musiche di scena (Sogno dl una notte di mezza estate, l826). Compose anche numerosi brani cameristici, fra cui emergono il Trio con pianoforte (1839), e i tre Quartetti per archi e pianoforte; e si cimentò nel teatro con 6 brevi opere di carattere giocoso, fra cui Le Nozze di Camacho (1827) e ll Ritorno (1829).
  
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GIACOMO MEYERBEER

Compositore tedesco (Tasdorf 1791 - Parigi 1864). 
Viaggiò per l'Europa, incontrando ovunque grande successo: lasciata Berlino, si trasferì a Vienna e, di lì, a Parigi e a Londra. Raggiunta l’Italia, rimase affascinato dal melodramma, e la sua produzione lirica di questo periodo risenti fortemente dell'influenza di Rossini (ricordo soprattutto Il crociato in Egitto, rappresentato a Venezia nel 1824). Nel 1827 si stabilì definitivamente a Parigi, dove compose Robert Ie diable (1831), riscuotendo grande successo. 
Fra le 18 opere composte da Meyerbeer ricordo, oltre a quelle già citate, Les Huguenots (1836); Le prophète (1849); Dinorah (1859); L'Africaine (1865), rappresentate a Parigi.
  
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Compositore italiano (Cremona 1567 - Venezia 1643). 
Dopo essere stato al servizio del duca di Mantova, divenne nel 1613 maestro di cappella della basilica di San Marco, a Venezia. Autore di nove libri di Madrigali (1582-1638; 1651, postumo) alcuni dei quali arrivano allo stile della cantata, si
accostò alla composizione operistica, di cui fu uno dei promotori.
Fra le sue opere ricordo: Orfeo (1607), Arianna (1608); Il ritorno di Ulisse in patria (1640); L'incoronazione di Poppea (1643). A questi componimenti vanno accostati alcuni oratori, quali Il combattimento di Tancredi e Clorinda, e Il Ballo delle ingrate. Monteverdi fu un innovatore anche nel campo della musica sacra, con opere importanti tra le quali si ricordano la Messa ai Vespri della Beata Vergine (1610) e la Selva morale e spirituale (1640).
  
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Compositore austriaco (Salisburgo 1756 -Vienna 1791). 
Figlio del violinista e teorico Leopold Mozart, Wolfgang rimase a lungo legato all'arcivescovo di Salisburgo, per cui lavorò come Maestro di cappella, maturando progressivamente il suo genio grazie anche ai numerosi viaggi che compi in Italia, in Francia, in Inghilterra, in Boemia, in Baviera, in Prussia e nel Palatinato. Le sue ricerche vertono su quattro generi musicali: nel campo della musica lirica è autore di opere come Idomeneo, re cli Creta (1781); Le Nozze di Figaro (1786); Don Giovanni (1787); Cosi fan tutte (179O) e Flauto magico (1791). 
Il repertorio sacro comprende mottetti, offertorii, diciassette Messe (Messa dell'Incoronazione, 1779), Vespri e la grande Messa da Requiem (1791).
Compose anche divertimenti, serenate e quarantanove sinfonie (di cui sono celebri le ultime tre, composte nel 1788) per orchestra, a cui vanno aggiunti ventotto concerti per pianoforte, i concerti per flauto, per corno e per clarinetto.
La musica da camera è rappresentata da sonate e fantasie per pianoforte, per pianoforte e violino, da trii, da ventitré quartetti a corda e da diversi quintetti.
  
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Violinista e compositore italiano (Genova 1782 – Nizza 1840). 
A quindici anni, dopo aver studiato tecnica violinistica a Parma, cominciò l'attività concertistica, dove si distinse per i suoi virtuosismi, non solo al violino, ma anche alla chitarra. All'attività concertistica, che lo vide impegnato nei principali teatri europei, accostò quella di compositore. Fu autore di 24 Capricci per violino (1818); di sei concerti, di numerose sonate e di numerose variazioni condotte su testi di Rossini e di Paisiello (Di tanti palpiti, dal Tancredi; Nel cor più non mi sento, da La serva padrona).
  
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GIOVANNI PIERLUIGI DA PALESTRINA

Compositore italiano (Palestrina 1525 - Roma 1594). 
Maestro della Cappella Giulia in San Pietro a Roma, poi Maestro di Cappella in San Giovanni in Laterano e in Santa Maria Maggiore, diresse per ventitré anni la Cappella Giulia di Roma. Si affermò come uno dei più grandi specialisti di arte polifonica religiosa, testimoniata da circa un centinaio di Messe; due Stabat Mater; oltre 250 mottetti e numerosissime altre composizioni liturgiche. Si cimentò anche in ambito profano, componendo 91 madrigali.
  
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SERGEI SERGEEVIČ PROKOFIEV

Compositore russo (Sonzovka 1891 - Mosca 1953). 
Cominciò la sua carriera in Russia, dove si guadagnò la fama cli énfant terrible (Concerto n. 1 e n. 2, 1912-13; Suite scita, 1915; balletto Chout, 1920). Si trasferì poi in Occidente, trascorrendovi quindici anni dal 1918 al 1933, che furono i più fecondi della sua produzione (L'Amore delle tre melarance, 1921; Il Figliol prodigo, 1929; Il Buffone, 1921).
Il periodo sovietico fu invece caratterizzato da una forte componente folclorica (pensiamo, in particolare, al balletto Romeo e Giulietta, del 1936, o alla musica per il film di Ejzenštein Alexandr Nevsktij, del 1938).
  
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Compositore italiano (Lucca 1858 - Bruxelles 1924). 
Discendente da una famiglia di antiche tradizioni musicali, fu allievo di Bazzini e Ponchielli a Milano. Al 1884 risale la sua prima opera, Le Villi, rappresentata al teatro Dal Verme, che segnò l'inizio di una proficua collaborazione con Giulio Ricordi.
Nel 1889, dopo cinque anni di duro lavoro e di crudeli sventure familiari, va in scena Edgar, che riscuote tiepidi consensi. Il successo definitivo giungerà solo nel 1893, con Manon Lescaut. Vista la celebrità e la popolarità della sua musica, mi
limiterò a elencare le sue opere, fra le più amate dei compositori di tutto il mondo: Bohème (1896); Tosca (1900); Madama Butterfly (1904); La fanciulla del West (1910); La Rondine (1917); il Trittico, costituito da tre opere ad atto unico, Tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi (1918); Turandot, incompiuta per la morte di Puccini, e completata da Alfano.
  
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MAURICE RAVEL

Compositore francese (Ciboure 1875 - Parigi 1937). 
Avviato precocemente agli studi musicali, Ravel si dedicò per tutta la vita alla composizione, creando un numero considerevole di opere. Ne sono testimoni le opere per pianoforte (Jeux d'eau, 1901; Sonatina, 1905; Miroirs, 1905; Gaspard de la nuit, 19O8; Le Tombeau de Couperin, 1917); la sua musica da camera (quartetti, trii e sonate); le melodie (Shéhérazade, 1903; Histoires Naturelles, 1906; Chansons madécasses, 1925); la sua arte lirica (L’Heure espagnole, 1911; L'Enfant et les sortilèges, 1925); i cori; l'orchestra (Dafni e Cloe, 1912; La Valse, 1920; Bolero, 1928) e i due concerti per pianoforte.
  
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OTTORINO RESPIGHI

Compositore italiano (Bologna 1879 - Roma 1936). 
Dopo aver studiato al Liceo musicale di Bologna, si trasferì a Pietroburgo, divenendo allievo del celeberrimo Rimskij-Korsakov e divenne quindi professore di composizione al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. La sua produzione musicale è molto vasta e spazia nei campi più svariati. Compose opere sinfoniche (Le fontane di Roma, 1916; I pini di Roma, 1924; Feste Romane, 1928); musica da camera (Quartetto dorico, 1921); raccolte di liriche da camera (Nebbie, Deità silvane); composizioni drammatiche (Belfagor, 1923; La Campagna sommersa, 1927) e alcuni balletti (Scherzo veneziano, 1920; Belkis, regina di Saba, 1932). Compì inoltre parecchie ricerche sul canto gregoriano (Concerto gregoriano, 1921; Trittico botticelliano, 1927).
   
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Compositore italiano (Pesaro 1792 - Passy de Paris 1868). 
Figlio di un suonatore di corno e di una cantante, ricevette i primi insegnamenti musicali a Bologna, dove, sotto la guida di padre Mattei, incominciò a scrivere sinfonie, arie e variazioni per fiati. La sua prima opera, La cambiale di matrimonio (1810) ottenne un clamoroso successo a Venezia, ma la sua fama si affermò soprattutto con L’inganno felice (1812), mentre il successo ottenuto con La pietra di paragone gli aprì le porte del Teatro alla Scala di Milano. Qui egli compose L'Italiana in Algeri (1813) e Il Turco in Italia (1814). Si stabili in seguito a Napoli, dove preparò per il teatro S. Carlo, l'Elisabetta regina d'Inghilterra, che insieme al Tancredi (1813) è considerata la sua migliore opera seria.
Nel 1816 andò in scena Il Barbiere di Siviglia, la sua opera più popolare: la prima rappresentazione fu un fiasco clamoroso. Con Otello, Cenerentola (1817), La Gazza ladra (1817), Mosè in Egitto ( 1818) la fama di Rossini raggiunse tutta l'Europa. Recatosi a Vienna, dove incontrò Beethoven, vi rappresentò Semiramide; compì un viaggio a Londra e a Parigi, dove venne nominato direttore del Theatre des Italiens, e dove compose il Conte Ory (1828) e Guglielmo Tell (1829). Ricordo, nella sua produzione di musica sacra, lo Stabat Mater (1842).
  
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ALESSANDRO SCARLATTI

Compositore italiano (Palermo 1660 - Napoli 1725). 
Fu uno dei massimi esponenti della scuola napoletana, valido rappresentante del melodramma italiano. Gli si devono 125 opere liriche, nelle quali compaiono numerosi elementi originali, come la sinfonia introduttiva suddivisa in tre parti (allegro-adagio-allegro) e l'uso del recitativo musicato. Tra le sue più belle realizzazioni sono da ricordare Il Tigrane (1715); Il Trionfo dell'onore(1718); La Griselda (1721). Altrettanto importante è la sua produzione di cantate, che sono numerosissime: circa 601 per una voce e basso continuo; 20 a due voci e 70 con strumenti. Copiosa è anche la sua produzione cli musica sacra (messe, mottetti, oratori) e strumentale.
   
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FRANZ PETER SCHUBERT

Compositore austriaco (Lichtenthal 1797 - Vienna 1828).
Trascorse gran parte della sua esistenza a Vienna, nell’ambito della corte imperiale. Schubert deve la sua fama alla musica per pianoforte (sonate, improvvisazioni, momenti musicali); alla musica da camera (trii, quartetti e quintetti); alle sinfonie (di cui una ‘tragica’ e una ‘incompiuta’); alle Messe e, soprattutto, ai 600 Lieder (molti dei quali raggruppati in cicli: La Bella Molinara, Il viaggio d'inverno).
   
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ROBERT ALEXANDER SCHUMANN

Compositore tedesco (Zwickau 1810 - Enclenich 1856). 
All'infuori cli una tournée in Russia, trascorse la sua esistenza tra Zwickau, Lipsia, Dresda e Düsseldorf. I primi dieci anni della sua attività creativa furono consacrati alla composizione di musica per pianoforte (Variazioni ABEGG, i due Carnevali, Studi sinfonici, Sonate, Kreisleriana, Novelletten, Fantasia in do) e alla musica vocale (Amor di poeta, Amore e vita di donna).
Si dedicò poi alla musica da camera (Sonate per violino, quartetti e quintetti), alle quattro Sinfonie, ai Concerti per pianoforte, all'ouverture di Manfred.
  
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GASPARE SPONTINI

Compositore italiano (Maiolati 1774 - ivi, 1851). 
Iniziò gli studi di musica a lesi e li completò a Napoli, entrando, nel 1793, al conservatorio della pietà dei Turchini di Napoli. Nel 1796, a Roma, iniziò la sua carriera di operista mettendo in scena la farsa musicale Li puntigli delle donne, che gli procurò immediatamente la fama. Nel 1799, a Palermo, presso la Corte borbonica in esilio, ottenne l’incarico di Maestro di Cappella, al posto di Cimarosa. Nel 1803 si trasferì a Parigi, conquistandosi l'appoggio dell'imperatrice Giuseppina. Dal genere comico, passò all'opera seria con la Vestale, rappresentata nel 1807, cui seguì, con un analogo grande successo, Fernando Cortez (1809). Nel 1810 occupò l'incarico di direttore dell'Opera italiana di Parigi, e la nomina di compositore ufficiale di corte.
All'apice della celebrità, accettò l'invito cli Federico Guglielmo Il di Prussia e si recò a Berlino. Qui mise in scena l'Olimpia, cui fecero seguito Laila Rook (1812) e Agnese di Hohenstaufen (1829). Fu questo il suo ultimo lavoro teatrale. Della sua opera fanno parte anche composizioni sacre, da camera, inni, balli e marce.
  
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IGOR FËDOROVIČ STRAVINSKIJ

Compositore russo (Oranienbaum 1882 - New York 1971).
Allievo di Rimskij-Korsakov, pervenne alla gloria con tre balletti rappresentati a Parigi: L'Uccello di fuoco (1910); Petrouschka (1911 ) e la Sagra della primavera (1913). Nella sua musica attinse in larga misura al folclore russo (Les Noces, 1914-23).
Con Pulcinella (1919) debuttò in campo internazionale. Considerevole fu anche la sua produzione di musica sacra (Sinfonia di salmi, 1930; Threni, 1958; Requiem Canticles, 1966). Si accostò al repertorio lirico con Oedipus rex.
  
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Compositore italiano (Roncole di Busseto 1813 –Milano 1901). 
Proveniente da una famiglia di modeste origini, iniziò i suoi studi musicali con Pietro Baistrocchi, organista del luogo, proseguendoli a Busseto, grazie all'aiuto economico del commerciante Antonio Barezzi. Ottenuta una borsa di studio a Milano, vi si trasferì. Non fu però ammesso al conservatorio e continuò i suoi studi privatamente con il compositore Vincenzo Lavigna. Dopo aver vissuto tra Busseto e Milano, nel 1839 si trasferì definitivamente nel capoluogo lombardo. Qui musicò Oberto conte di San Bonifacio che, rappresentato in una serata di beneficenza al Teatro alla Scala, ottenne un discreto successo.
Cupe vicende familiari, quali la morte della moglie e del figlio, non favorirono la composizione dell'opera buffa che gli era stata commissionata, e così Un giorno di regno si risolse in un fiasco. Nel 1842 giunse finalmente al successo con Nabucco, e sullo slancio creativo di questa opera produsse in breve tempo Lombardi alla prima crociata (1843), I due Foscari (1844), Giovanna d'Arco (1845), Alzira (1845), Attila (1846) e Macbeh (1847). La sua maturità artistica si rivela in Rigoletto (1851), Il Trovatore e La Traviata (1853).
Su invito del governo francese, per l'inaugurazione dell'Esposizione Universale, scrisse I Vespri siciliani (1855), cui seguirono Simon Boccanegra (1857), Un ballo in maschera ( 1859) e La forza del destino (1862). Per il Teatro imperiale di San Pietroburgo compose il Don Carlos (1867); quindi Aida (1871), Messa da Requiem (1874), Otello (1887) e Falstaff (1893).
  
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Compositore e violinista italiano (Venezia 1678 – Vienna 1741).
Entrò  molto giovane nella Cappella musicale di San Marco, come violinista. Nel 1703 venne ordinato sacerdote e, in quello stesso anno, divenne professore di violino al Conservatorio della Pietà e, successivamente, direttore d'orchestra e di coro. Compose 46 opere, una cinquantina di melodrammi, 45 cantate, tre serenate, musica sacra (Gloria, Magnificat, Dixit Dominus, per due cori e due orchestre), tre oratori, sonate, trii, 23 sinfonie, e quasi 500 concerti per diversi strumenti solisti, fra cui 222 solo per violino. I suoi concerti sono raggruppati in raccolte: L'Estro armonico (1712); La Stravaganza (1713); Il Cimento dell'armonia e dell'invenzione (1725, contenente le celebri Quattro stagioni);  La Cetra (1728) e i Sei concerti (1729-30).
  
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Compositore tedesco (Lipsia 1813 - Venezia 1883)
Influenzato da Beethoven, Weber e Spontini, amico di Liszt, si interessò quasi esclusivamente al dramma lirico. Nei suoi primi capolavori (Il vascello fantasma, 1841; Tannhäuser, 1843-45; Lohengrin 1845-48) si allontanò dalla concezione operistica italiana, rinunciando alle fioriture vocali e imponendo un'azione musicale continua, caratterizzata da un'intensa partecipazione orchestrale. Proscritto dal suo paese, viaggiò a Zurigo, Venezia, Parigi, dove produsse le opere della sua maturità artistica (la Tetralogia, 1852-74; Tristano e Isotta, 1859; i Maestri Cantori di Norimberga, 1862-67). 
Il suo incontro con Luigi Il di Baviera, a Monaco, fu decisivo per la costruzione di un nuovo teatro destinato esclusivamente alla rappresentazione delle sue opere, situato a Bayreuth. Frattanto sposò Cosima, la figlia di Liszt. Il Parsifal costituì la sua ultima realizzazione drammatica.




Sta...toujours.....


    

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