mercoledì 10 ottobre 2012

SINFONIA N° 4 IN SOL MAGGIORE - Gustav Mahler (Valerij Abisalovič Gergiev)

Ritratto di Gustav Mahler (Antonio Machado)


    

La_“Quarta Sinfonia in sol maggiore” di Mahler si collega alla “Seconda” e alla “Terza” per il richiamo ai versi della raccolta popolare “Des Knaben Wunderhorn” e per certe affinità tematiche, ma si differenzia dalla loro concezione, contrapponendo alla complessità di quelle una stesura più semplice e delicata. La sola voce di un soprano si unisce agli strumenti dell’orchestra nel quarto movimento della “Sinfonia”.

Il primo movimento è in forma-sonata.
Esso si apre in sol maggiore con tre battute introduttive, contrassegnate dalla didascalia “Moderato. Non affrettare”, ove appare un giulivo tema affidato ai flauti e ai clarinetti con accompagnamento di campanelli: tale tema avrà larga parte nell'ultimo movimento, ma ha una sua funzione rilevante anche nell'architettura del primo. A metà della terza battuta entra il primo tema principale, che, in tempo “Molto comodo” e con l'indicazione “grazioso”, è esposto dai primi violini cui seguono i violoncelli e i corni; le ampie possibilità di sviluppo che la sua struttura offre danno subito luogo ad alcune interessanti combinazioni. Dopo un motivo dei clarinetti, “fresco” e di intonazione infantile, una modulazione in re maggiore porta al secondo tema principale, un tema espressivo la cui melodia è iniziata “cantando largamente” dai violoncelli, e proseguita dall'oboe ed è conclusa dai violini. Completa l'esposizione un tema introdotto in “Subito lento e moderato” da un duetto di oboe con fagotto è ripetuto poi da clarinetto e clarinetto basso, violoncelli, contrabbassi. 
Una riesposizione variata della prima parte, con una nuova conclusione, precede l'inizio dell'esteso sviluppo. Questo comincia con una sezione nella quale sono elaborati il tema introduttivo e il primo tema principale; attraverso un episodio “Un poco stringendo” si giunge a uno “Scorrevole, ma senza fretta” in la maggiore, dove compare un tema dei flauti, cui il clarinetto basso affianca il tema conclusivo della riesposizione, e poi si uniscono i due primi temi della “Sinfonia” e un nuovo motivo; un passaggio che modula in fa minore conduce a una seconda parte dello sviluppo, in cui i diversi elementi tematici, più o meno trasformati, sono immessi in un “crescendo” sino a un poderoso culmine in do maggiore, donde si cala rapidamente ad alcune battute in “morendo”.
La ripresa ripropone il materiale dell'esposizione con notevoli modificazioni dinamiche e trasposizioni tonali, approdando a una lunga coda, che rielabora parecchi degli elementi tematici e termina, “poco a poco stringendo”, in “Allegro”.

Si sa che Mahler aveva concepito il secondo movimento come una specie di danza macabra; e infatti il brano, scrive Adorno, “stilizza la concreta allegoria del tumulto mondano in una danza macabra”, ma “la serenità della “Quarta Sinfonia” nel suo insieme è rispettata, ed essa smorza il macabro con contenutezza, quasi con benevolenza”.
Dal punto di vista formale, il movimento è uno scherzo, in cui una sezione principale compare tre volte, inframezzata due volte da un trio e conclusa da una coda.
La sezione principale, “Con movimento comodo. Non affrettare”, è in do minore: una frase del primo corno sulla quale si innesta un tema dei legni serve da introduzione a un tema che il violino solo, accordato un tono sopra, espone con suono aspro e che è portato avanti con andamento liederistico; una seconda parte, in do maggiore, contiene un tema eseguito per undici battute dagli archi in sordina su un pedale di corni e clarinetti, con singolari punteggiature in “fortissimo” dell’arpa. Due battute di transizione preparano il Trio, in fa maggiore: qui, a un gaio motivo di danza, svolto dai flati, rispondono i violini con contrappunti del corno e del clarinetto; segue un altro tema in sonorità smorzata. La sezione principale è ripetuta con varianti e il Trio è ampliato attraverso una parte in re maggiore. Un ultimo ritorno della sezione principale, ancora modificata, precede la coda, in cui i motivi più importanti delle due sezioni sono mescolati fra loro.

Il terzo movimento, che Mahler dichiarò di considerare il più bello dei suoi adagi, presenta una combinazione della forma del rondò con quella della variazione: contrassegnato dalla didascalia “Tranquillo (Poco adagio)”, si basa sull'alternarsi di un tema principale e di un tema secondario, con variazioni su ambedue. 
Il tema principale, in sol maggiore, domina il movimento con il largo respiro della sua melodia; esso comincia agli archi in “pianissimo espressivo molto cantabile” e procede con “crescente espressione” sullo schema di un Lied tripartito; è portato avanti dai violini, mentre l'oboe, tenero, ne riprende l'ultima parte; dopo una modulazione in re maggiore, torna in sol maggiore con una ampia parte conclusiva, nella quale si inserisce anche una citazione dalla “Seconda Sinfonia”. 
Un “Ritardando” conduce al secondo tema, esposto in “Molto più lento” nella tonalità di mi minore, con l'oboe che inizia in “dolente molto espressivo”, i violini che continuano cantando, l'intervento di diversi fiati e un successivo sviluppo degli elementi tematici ascoltati. 
Comincia quindi il trattamento variato. Si ha una ripresa modificata in “Allegretto grazioso” con una variazione sul tema principale. Segue una nuova ripresa modificata con una variazione sul tema secondario. 
Infine, una ripresa modificata del tema principale in “Andante e in 3/4” porta a un gruppo di tre variazioni sul tema stesso, condotte rispettivamente in “Allegretto”, in “Allegro” e in “Allegro molto”.
Un attimo di respiro precede la coda, che attacca con sonorità clamorose in “Poco più mosso” e prosegue “sempre fortissimo” in “Pesante”, per poi ripiegare su un “Intimamente, molto tenero” che giunge sino a un “pianissimo” quasi impercettibile, “morendo del tutto” nelle battute conclusive.

L’ultimo movimento, composto dal musicista precedentemente agli altri tre, è costituito da un canto su quattro strofe tratte dalla raccolta “Des Knaben Wunderhorn” e rimaneggiate da Mahler stesso, in cui e descritta “La vita celestiale” secondo la visione di un bambino. 
Il brano esordisce in sol maggiore con un “Molto piacevole”: un delicato preludio orchestrale, ove un tema del clarinetto richiama con le sue caratteristiche appoggiature il tema iniziale del primo movimento, prepara l'entrata del soprano con la prima strofa, la quale porta avanti il tema principale sfociando in una citazione dal quinto movimento della “Terza Sinfonia”.
Un successivo episodio orchestrale, “Subito mosso con freschezza”, è impiantato apertamente sul tema iniziale del primo movimento; questo, combinandosi con il tema principale, arriva alla seconda strofa, dove riappare la citazione della “Terza Sinfonia” e si ha una conclusione analoga a quella della prima strofa. 
Il tema iniziale del primo movimento, eseguito dall'orchestra in tempo “Di nuovo vivace”, introduce anche alla terza strofa, nella quale il tema è ripreso in forma rinnovata e si ha ancora la citazione dalla “Terza Sinfonia”. Un altro passaggio orchestrale basato sul tema iniziale del primo movimento modula poi in mi maggiore, dando l'avvio a un “Molto tenero e misterioso sino alla fine”, in cui il flauto e i violini con sordina presentano in “pianissimo” una melodia dall'andamento danzante; il soprano attacca la quarta strofa, riprendendo e svolgendo il motivo principale, mentre la melodia danzante ricompare agli ultimi versi, concludendo la “Sinfonia” sempre in “pianissimo”.
        
  
   
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GUSTAV MAHLER - Tutte le date della sua vita

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Sta...per sempre....

2 commenti:

TheSweetColours ha detto...

Interessante post!

Marianna S. ha detto...

splendida!