giovedì 25 ottobre 2012

LE SINFONIE DI GUSTAV MAHLER (The Mahler symphonies)

Gustav Mahler

  
Nel decennio dal 1890 al 1900 la musica di Mahler fu ispirata in maniera pressoché esclusiva dall'antologia di poemi del folclore tedesco Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo) di Arnim e Brentano, alla quale il compositore s'era rivolto in precedenza durante la stesura di otto testi per voce e pianoforte, e precisamente nel tempo in cui era secondo direttore d'orchestra al Teatro di Stato di Lipsia, pur se parecchie di queste canzoni dovevano essergli già note dall'infanzia. Tra il 1888 e il 1899, poi, furono composti altri canti della medesima raccolta, i 12 Lieder per voce e orchestra, nel periodo cioè in cui il musicista attese alla stesura della Seconda, della Terza e della Quarta Sinfonia; nella primavera e ne||'estate del 1899 infine furono musicate ancora due canzoni, Revelge e Der Tamboursg'sell. Poi, dopo la stesura finale della Quarta Sinfonia, Mahler non tornò più a quei testi il cui clima espressivo era stato alla base del nucleo ispirativo appunto della Seconda, della Terza e della Quarta Sinfonia: sulla unita spirituale di tali lavori, Bruno Walter, un grande interprete e inizialmente anche discepolo di Mahler, ha scritto che “le prime quattro Sinfonie costituiscono una parte importante della sua storia e della sua produzione, con una continua correlazione tra il mondo dei suoni e il mondo delle idee, dei sentimenti. Mentre però nella Prima l'esperienza soggettiva ha influito sulla musica con lo stesso vigore delle sue emozioni, a partire dalla Seconda si sente nella sua musica la ricerca di una risposta ad impellenti problemi metafisici.
Mahler ha dato tre risposte e ogni volta da un punto di vista diverso. Nella Seconda si chiede il senso della tragica esistenza umana e si rassicura trovandone la giustificazione nell'immortalità. Rassicurato da tale sentimento, il musicista nella Terza rivolge la sua attenzione alla natura, percorre i suoi regni e raggiunge la felice conclusione che la risposta sta nell'amore che tutto può, tutto forma, tutto abbraccia; nella Quarta, infine, attraverso un sogno delle gioie della vita eterna, l’autore rassicura se stesso e l'umanità della salvezza futura”.

Nel siglare il gruppo delle cosiddette “Sinfonie del corno magico”, che per esser composte di movimenti strumentali e vocali sono assimilabili a delle grandiose cantate sinfoniche, la Quarta determina una netta cesura nell'operare compositivo del musicista boemo, la cui produzione orchestrale successiva, e in particolare la Quinta, la Sesta, la Settima Sinfonia, presenta un carattere morfologico esclusivamente strumentale, mentre infine, sempre secondo alcuni biografi e critici, l’Ottava, il Canto della Terra e la Nona Sinfonia possono considerarsi una sorta di “Trilogia della morte”.
Sino al 1892 Mahler era stato conosciuto nei paesi di lingua tedesca essenzialmente come direttore d'orchestra, attività che aveva svolto a Lubiana (1881), a Olomouc (1883), a Kassel (1883/85), a Lipsia, a Praga (1886/88), a Budapest (1888/90), meritandosi un successo entusiastico di pubblico.
I consensi di Bulow e l’amicizia di Brahms, ma suscitando anche contrasti e opposizioni altrettanto profondi. Fu nel periodo in cui svolse l'attività direttoriale ad Amburgo (1892/97) che si comincio a parlare dl Mahler anche come compositore: vengono pubblicati i Lieder giovanili e la Prima Sinfonia, sono ascoltati movimenti isolati della Seconda - la cui première integrale si svolse a Berlino il 13 dicembre 1895 — mentre per la Terza, scritta nel 1893/96, la prima esecuzione ebbe luogo soltanto il 9 giugno 1902. 
L'impegno all'arricchimento artistico e all'organizzazione del Teatro d'Opera di Amburgo fu gigantesco, costituendo peraltro soltanto un preludio all'intensissima attività che avrebbe contraddistinto il decennio di permanenza di Mahler alla guida dell'Opera di Vienna (sino al 1907), cui segui l'impressionante mole di lavoro svolta in America, al Metropolitan e alla guida della Philharmonic Society, sino a bruciare letteralmente la sua esistenza che si concluse a Vienna il 18 maggio 1911.
In parallelo alla sua frenetica attività direttoriale si svolgeva il duro lavoro compositivo, al quale, sin dall'inizio del periodo d'Amburgo, Mahler soleva riservare specialmente i mesi estivi, che trascorreva nelle Alpi Carinzie in compagnia delle sorelle e poi, dopo il matrimonio con Alma Schindler, con la famiglia nel Tirolo. 
La genesi della Quarta Sinfonia appare strettamente connaturata con la stesura della Terza a cui aveva atteso per lo più a Steinbach-am-Attersee, nelle Alpi salisburghesi. S'era fatto erigere tra la foresta e la riva del lago una minuscola casetta, in cui non v'era altro che un pianoforte, un tavolo, una sedia e un divano: ogni mattino, dalle sei a mezzogiorno, Mahler in quel romitaggio si isolava completamente dal mondo per riservarsi unicamente alla musica. Nel resto del giorno amava vagare nei prati e nei boschi circostanti, compiere lunghe passeggiate nel dintorni, di quando in quando ritornando a sviluppare mentalmente i motivi musicali appena vergati sul pentagramma oppure abbandonandosi all'onda dell'ispirazione di cui coglieva i primi palpiti e suggerimenti in rapidi appunti e abbozzi. Questa sua ansia di solitudine si incontrava anche felicemente con l'amore per la natura, una costante della sua vita con strette correlazioni tra psicologia e musica; più volte Mahler ebbe ad affermare: “probabilmente riceviamo i ritmi primigenii ed i temi tutti quanti dalla natura, poiché essa ce li offre già con grande pregnanza in ogni voce dell'universo; come del resto ogni essere umano, l'artista in particolare coglie ogni materia e forma dal mondo che lo circonda, sia che si trovi con la natura in una relazione consonante di armonia e di felicità, sia che le si contrapponga con dolore, ovvero ancora tenti di evitare di fare i conti con essa, aggrappandosi all'umorismo e all'ironia”.

Negli originari intendimenti di Mahler la Terza Sinfonia avrebbe dovuto comprendere sette movimenti per i quali si configuravano i seguenti titoli: 
1) Pan si desta, arriva l'estate
2) Quel che mi raccontano i fiori sul prato
3) Quel che mi raccontano gli animali nel bosco
4) Quel che mi racconta la notte
5) Quel che mi raccontano le campane del mattino
6) Quel che mi racconta l'amore
7) Quel che mi racconta il fanciullo (la vita celestiale).

Quest'ultimo episodio fu espunto dalla Terza in sede di orchestrazione e trasferito alla
Quarta nella quale doveva svolgere il ruolo di conclusione anche
secondo lo schema originario tracciato ad Aussee nel giugno 1899 e che comprendeva sei movimenti di una sinfonia che doveva chiamarsi “Humoreske”; 

1) “Il mondo come eterno presente”, in sol maggiore
2) “La vita terrena”, in mi bemolle minore
3) “Charitas”, in si maggiore. Adagio
4) “Le campane del mattino”, in fa maggiore
5) “Il mondo senza peso”, in re maggiore. Scherzo
6) “La vita celestiale”, in sol maggiore. 

Dell'intero piano originario sono sopravvissuti nella Quarta i tempi estremi, mentre dgli altri il secondo è rimasto un Lied, il terzo è forse parzialmente confluito nell'Ottava Sinfonia, il quarto  è diventato il quinto movimento della Terza Sinfonia, e il materiale del quinto si è tradotto nello Scherzo della Quinta Sinfonia
La stesura della Quarta si svolse per la maggior parte a Maiernigg l’estate successiva, dedicata in particolare alla composizione dell'Adagio, mentre il movimento iniziale tenne impegnato Mahler nell'inverno 1900 a Vienna; l'Orchestrazione del Finale si svolse ad Abbazia nell'aprile 1901. Prima di assumere l'aspetto definitivo che ora conosciamo, la Quarta Sinfonia subì continue revisioni  e rifacimenti, anche dopo le successive edizioni della partitura nel 1901, nel 1906, nel 1910, in ogni circostanza sempre variandone Mahler il tessuto polifonico e la complessità timbrica pur entro schemi formali prevalentemente “classici” e stilisticamente essenziali, concisi, dalla scrittura strumentale sovente cameristica. 
La prima esecuzione assoluta della Quarta si svolse a Monaco il 25 novembre 1901 sotto la direzione dell'autore con accoglienze contrastatissime del pubblico; prevalentemente negative le recensioni della critica. 
Un insuccesso ancora maggiore corona la prima a Berlino il 16 dicembre dello stesso anno, sotto la direzione di Strauss.
In America fu conosciuta nel1904, diretta da W. Damrosch mentre Mahler la eseguì con la Filarmonica di New York il 17 gennaio 1911, poco prima di congedarsi dall'America e dalla vita terrena.


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giovedì 18 ottobre 2012

GUSTAV MAHLER – Vita e opere (Life and works)



    
1860 - Nasce a Kaliété, in Boemia, il 7 luglio

1868 - Inizia lo studio del pianoforte

1869/75 - Studia in un collegio di Jihlava, nella Moravia

1875/78 - Studia al Conservatorio di Vienna, allievo di Julius Epstein per il pianoforte, di Robert Fuchs, Franz Krenn, Joseph Hellmesberger per la composizione

1878 - Diplomatosi al Conservatorio, studia all'Università di Vienna con Anton Bruckner e Eduard Hanslick.
Compone un Quintetto e inizia altri lavori

1880 - Termina Das klagenda Lied per soli, coro e orchestra

1881 - Dirige opere a Lubiana

1882 - Compone Lieder e altri lavori

1883/84 - Dirige opere a Olomouc.
È maestro di cori a Vienna, Münden e Kassel

1885 - Termina i Lieder eines fahrenden Gesellen per voce e orchestra.
È assunto come secondo direttore al Teatro Tedesco di Praga

1886 - Dal Teatro Tedesco di Praga passa al Teatro di Stato di Lipsia

1887 - Dirige a Lipsia la Tetralogia di Wagner.
Completa l'opera Die drei Pintos di Weber

1888 - Termina la Prima Sinfonia.
È nominato direttore stabile del Teatro dell'Opera di Budapest

1891 - Dimessosi dal Teatro dell’Opera di Budapest, è scritturato come primo direttore al Teatro di Stato di Amburgo

1892/93 - Dirige ad Amburgo e a Londra

1894 - Termina la Seconda Sinfonia

1896 - Termina la Terza Sinfonia

1897 Compie una tournée in Russia.
È nominato “Generalmusikdirektor” del Teatro dell'Opera di Vienna, dove resterà sino al 1907

1898 - È nominato direttore dei concerti alla Filarmonica di Vienna

1899 - Termina i Lieder aus des Knaben Wunderhorn per voce e orchestra

1900 - Termina la Quarta Sinfonia

1902 - Sposa Alma Schindler. Termina la Quinta Sinfonia.
Compie una seconda tournée in Russia

1903 - Inizia la collaborazione con il regista Alfred Roller, dalla quale nasceranno spettacoli memorabili al Teatro dell'Opera di Vienna

1904 - Termina la Sesta Sinfonia e i Kindertotenlieder per voce e orchestra

1905 - Termina la Settima Sinfonia

1907 - Termina l'Ottava Sinfonia. Lascia l'Opera di Vienna e parte per l'America

1908 - Dirige al Metropolitan di New York.
D’estate, a Dobbiaco, termina Das Lied von der Erde per voci e orchestra

1909 - Dirige al Metropolitan e alla Philharmonic Society di New York, nonché in Europa.
Termina a Dobbiaco la Nona Sinfonia

1910 - Inizia la Decima Sinfonia. Dirige in Europa e in America

1911 - Dirige di continuo in America sino al 21 febbraio.
Ammalatosi gravemente, e ricondotto in Europa.
Muore a Vienna il 18 maggio
   

LE SINFONIE DI GUSTAV MAHLER



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mercoledì 10 ottobre 2012

SINFONIA N° 4 IN SOL MAGGIORE - Gustav Mahler (Valerij Abisalovič Gergiev)

Ritratto di Gustav Mahler (Antonio Machado)


    

La_“Quarta Sinfonia in sol maggiore” di Mahler si collega alla “Seconda” e alla “Terza” per il richiamo ai versi della raccolta popolare “Des Knaben Wunderhorn” e per certe affinità tematiche, ma si differenzia dalla loro concezione, contrapponendo alla complessità di quelle una stesura più semplice e delicata. La sola voce di un soprano si unisce agli strumenti dell’orchestra nel quarto movimento della “Sinfonia”.

Il primo movimento è in forma-sonata.
Esso si apre in sol maggiore con tre battute introduttive, contrassegnate dalla didascalia “Moderato. Non affrettare”, ove appare un giulivo tema affidato ai flauti e ai clarinetti con accompagnamento di campanelli: tale tema avrà larga parte nell'ultimo movimento, ma ha una sua funzione rilevante anche nell'architettura del primo. A metà della terza battuta entra il primo tema principale, che, in tempo “Molto comodo” e con l'indicazione “grazioso”, è esposto dai primi violini cui seguono i violoncelli e i corni; le ampie possibilità di sviluppo che la sua struttura offre danno subito luogo ad alcune interessanti combinazioni. Dopo un motivo dei clarinetti, “fresco” e di intonazione infantile, una modulazione in re maggiore porta al secondo tema principale, un tema espressivo la cui melodia è iniziata “cantando largamente” dai violoncelli, e proseguita dall'oboe ed è conclusa dai violini. Completa l'esposizione un tema introdotto in “Subito lento e moderato” da un duetto di oboe con fagotto è ripetuto poi da clarinetto e clarinetto basso, violoncelli, contrabbassi. 
Una riesposizione variata della prima parte, con una nuova conclusione, precede l'inizio dell'esteso sviluppo. Questo comincia con una sezione nella quale sono elaborati il tema introduttivo e il primo tema principale; attraverso un episodio “Un poco stringendo” si giunge a uno “Scorrevole, ma senza fretta” in la maggiore, dove compare un tema dei flauti, cui il clarinetto basso affianca il tema conclusivo della riesposizione, e poi si uniscono i due primi temi della “Sinfonia” e un nuovo motivo; un passaggio che modula in fa minore conduce a una seconda parte dello sviluppo, in cui i diversi elementi tematici, più o meno trasformati, sono immessi in un “crescendo” sino a un poderoso culmine in do maggiore, donde si cala rapidamente ad alcune battute in “morendo”.
La ripresa ripropone il materiale dell'esposizione con notevoli modificazioni dinamiche e trasposizioni tonali, approdando a una lunga coda, che rielabora parecchi degli elementi tematici e termina, “poco a poco stringendo”, in “Allegro”.

Si sa che Mahler aveva concepito il secondo movimento come una specie di danza macabra; e infatti il brano, scrive Adorno, “stilizza la concreta allegoria del tumulto mondano in una danza macabra”, ma “la serenità della “Quarta Sinfonia” nel suo insieme è rispettata, ed essa smorza il macabro con contenutezza, quasi con benevolenza”.
Dal punto di vista formale, il movimento è uno scherzo, in cui una sezione principale compare tre volte, inframezzata due volte da un trio e conclusa da una coda.
La sezione principale, “Con movimento comodo. Non affrettare”, è in do minore: una frase del primo corno sulla quale si innesta un tema dei legni serve da introduzione a un tema che il violino solo, accordato un tono sopra, espone con suono aspro e che è portato avanti con andamento liederistico; una seconda parte, in do maggiore, contiene un tema eseguito per undici battute dagli archi in sordina su un pedale di corni e clarinetti, con singolari punteggiature in “fortissimo” dell’arpa. Due battute di transizione preparano il Trio, in fa maggiore: qui, a un gaio motivo di danza, svolto dai flati, rispondono i violini con contrappunti del corno e del clarinetto; segue un altro tema in sonorità smorzata. La sezione principale è ripetuta con varianti e il Trio è ampliato attraverso una parte in re maggiore. Un ultimo ritorno della sezione principale, ancora modificata, precede la coda, in cui i motivi più importanti delle due sezioni sono mescolati fra loro.

Il terzo movimento, che Mahler dichiarò di considerare il più bello dei suoi adagi, presenta una combinazione della forma del rondò con quella della variazione: contrassegnato dalla didascalia “Tranquillo (Poco adagio)”, si basa sull'alternarsi di un tema principale e di un tema secondario, con variazioni su ambedue. 
Il tema principale, in sol maggiore, domina il movimento con il largo respiro della sua melodia; esso comincia agli archi in “pianissimo espressivo molto cantabile” e procede con “crescente espressione” sullo schema di un Lied tripartito; è portato avanti dai violini, mentre l'oboe, tenero, ne riprende l'ultima parte; dopo una modulazione in re maggiore, torna in sol maggiore con una ampia parte conclusiva, nella quale si inserisce anche una citazione dalla “Seconda Sinfonia”. 
Un “Ritardando” conduce al secondo tema, esposto in “Molto più lento” nella tonalità di mi minore, con l'oboe che inizia in “dolente molto espressivo”, i violini che continuano cantando, l'intervento di diversi fiati e un successivo sviluppo degli elementi tematici ascoltati. 
Comincia quindi il trattamento variato. Si ha una ripresa modificata in “Allegretto grazioso” con una variazione sul tema principale. Segue una nuova ripresa modificata con una variazione sul tema secondario. 
Infine, una ripresa modificata del tema principale in “Andante e in 3/4” porta a un gruppo di tre variazioni sul tema stesso, condotte rispettivamente in “Allegretto”, in “Allegro” e in “Allegro molto”.
Un attimo di respiro precede la coda, che attacca con sonorità clamorose in “Poco più mosso” e prosegue “sempre fortissimo” in “Pesante”, per poi ripiegare su un “Intimamente, molto tenero” che giunge sino a un “pianissimo” quasi impercettibile, “morendo del tutto” nelle battute conclusive.

L’ultimo movimento, composto dal musicista precedentemente agli altri tre, è costituito da un canto su quattro strofe tratte dalla raccolta “Des Knaben Wunderhorn” e rimaneggiate da Mahler stesso, in cui e descritta “La vita celestiale” secondo la visione di un bambino. 
Il brano esordisce in sol maggiore con un “Molto piacevole”: un delicato preludio orchestrale, ove un tema del clarinetto richiama con le sue caratteristiche appoggiature il tema iniziale del primo movimento, prepara l'entrata del soprano con la prima strofa, la quale porta avanti il tema principale sfociando in una citazione dal quinto movimento della “Terza Sinfonia”.
Un successivo episodio orchestrale, “Subito mosso con freschezza”, è impiantato apertamente sul tema iniziale del primo movimento; questo, combinandosi con il tema principale, arriva alla seconda strofa, dove riappare la citazione della “Terza Sinfonia” e si ha una conclusione analoga a quella della prima strofa. 
Il tema iniziale del primo movimento, eseguito dall'orchestra in tempo “Di nuovo vivace”, introduce anche alla terza strofa, nella quale il tema è ripreso in forma rinnovata e si ha ancora la citazione dalla “Terza Sinfonia”. Un altro passaggio orchestrale basato sul tema iniziale del primo movimento modula poi in mi maggiore, dando l'avvio a un “Molto tenero e misterioso sino alla fine”, in cui il flauto e i violini con sordina presentano in “pianissimo” una melodia dall'andamento danzante; il soprano attacca la quarta strofa, riprendendo e svolgendo il motivo principale, mentre la melodia danzante ricompare agli ultimi versi, concludendo la “Sinfonia” sempre in “pianissimo”.
        
  
   
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GUSTAV MAHLER - Tutte le date della sua vita

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