martedì 14 agosto 2012

Canto spirituale dei negri d'America (Spiritual song)





Canto spirituale dei negri d'America

Io ho una veste, tu hai una veste,
tutti i Figli di Dio hanno una veste:
Quando andrò in Cielo mi metterò la mia veste, 
griderò in lungo e in largo per il Cielo di Dio. 
Cielo, Cielo,
non tutti quelli che parlano di Cielo ci vanno; 
Cielo, Cielo,
griderò in lungo e in largo per il Cielo di Dio.

Io ho ali, tu hai ali,
tutti i Figli di Dio hanno ali.
Quando andrò in Cielo mi metterò le mie ali,
volerò in lungo e in largo per il Cielo di Dio. 
Cielo, Cielo,
non tutti quelli che parlano di Cielo ci vanno;
Cielo, Cielo,
volerà in lungo e in largo per il Cielo di Dio.

Io ho un'arpa, tu hai un'arpa. 
Tutti i Figli di Dio hanno un'arpa. 
Quando andrò in Cielo, porterò con me la mia arpa, 
sonerò in lungo e in largo per il Cielo di Dio.
Cielo, Cielo,
non tutti quelli che parlano di Cielo ci vanno; 
Cielo, Cielo,
sonerò in lungo e in largo per il Cielo di Dio.

Io ho scarpe, tu hai scarpe,
tutti i Figli di Dio hanno scarpe.
Quando andrò in Cielo mi metterò le mie scarpe, 
camminerò in lungo e in largo per il Cielo di Dio. 
Cielo, Cielo,
non tutti duelli che parlano di Cielo ci vanno:
Cielo, Cielo,
camminerò in lungo e in largo per il Cielo di Dio, 
camminerò in lungo e in largo per il Cielo di Dio, 
camminerò in lungo e in largo, 
parlerò in lungo e in largo per il Cielo di Dio.


I negri d'America, pur essendo completamente ambientati nella civiltà che essi stessi, col lavoro, hanno contribuito a formare, sono riusciti a mantenere immutata la primitiva freschezza spirituale.
La loro lirica, sia quando è espressione anonima dell'anima popolare,  sia quando è prodotta da uomini che hanno raggiunto un elevato grado di cultura, ha sempre tratti comuni.
Anche gli autori, più raffinati, infatti, hanno saputo mantenere intatta la loro spontaneità nativa, uno slancio singolare verso una spiritualità insospettabile, ingenuità di forme e quasi infantile freschezza di immagini. La retorica è cosa ad essi sconosciuta; il pianto fa parte integrante della vita..., l'aspirazione al cielo è qualcosa di profondamente e sinceramente sentito..., e la speranza di giungervi è dolce certezza.
Veramente nulla di simile a questo canto possiamo trovare nelle letteratura della vecchia tradizione europea.
Molti canti spirituali sono stati soprattutto per la loro espressione musicale che aggiunge al testo accenti di commozione profonda.


Sta... per sempre....

giovedì 2 agosto 2012

ADDIO MIA BELLA, ADDIO! - Carlo Bosi (Testo, commento e video)


     


ADDIO_MIA_BELLA, ADDIO
(di Carlo Alberto Bosi)
Coro Michele Novaro
Gigliola Cinquetti - 1972 - Su e giù per le montagne
* Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario - Festival di Sanremo 2011 - 150 anni dell'Unità d'Italia

Addio, mia bella, addio:
l'armata se ne va;
se non partissi anch'io
sarebbe una viltà!

Non pianger, mio tesoro:
forse io ritornerò;
ma se in battaglia moro
in ciel ti rivedrò.

La spada, le pistole,
lo schioppo li ho con me:
all'apparir del sole
mi partirò da te!

Il sacco preparato
sull'òmero mi sta;
son uomo e son soldato:
viva la libertà!

Non è fraterna guerra
la guerra ch'io farò;
dall'italiana terra
lo straniero caccerò.

L'antica tirannia
grava l'Italia ancor:
io vado in Lombardia
incontro all'oppressor.

Saran tremende l'ire,
grande il morir sarà!
Si muora: è un bel morire
morir per la libertà

Tra quanti moriranno
forse ancor io morrò:
non ti pigliare affanno,
da vile non cadrò.

Se più del tuo diletto
tu non udrai parlar,
perito di moschetto
per lui non sospirar.

Io non ti lascio sola,
ti resta un figlio ancor:
nel figlio ti consola,
nel figlio dell'amor!'

Squilla la tromba...Addio...
L'armata se ne va...
Un bacio al figlio mio!
Viva la libertà!
    

    
Nella sua semplicità e nel suo andamento volutamente popolare, questa lirica è uno stupendo canto d'amor patrio e di affetti familiari. Fu cantata da migliaia di giovani che morirono per liberare la patria ed è diventata la canzone romantica più cara al cuor del nostro popolo, quasi un simbolo del risveglio dell'Italia.
Non sono i pregi stilistici che la rendono bella, ma l'animo con cui è stata scritta e la passione che l'ha ispirata.
Quando c'è sincerità l'espressione acquista sempre un suo fascino: ciò che importa è saper trasmettere agli altri la commozione interiore che spinge l'uomo ad esprimersi. Quando si è sinceri, quando questa commozione c'è, non occorre far uso di grandi parole o frasi ricercate..., la sincerità è comunicativa per se stessa.
  
Il bacio - Francesco Hayez (Vedi scheda)

 Sta... per sempre....