mercoledì 23 maggio 2012

EVVIVA NÜM (Evviva noi) - Canzone lombarda di protesta (Testo, commento e video)


   
Una serie di strofette, che Gianni Bosio e Franco Coggiola hanno messo insieme traendole da diversi giornali del 1889, tutte riferite ai moti agricoli scoppiati quell'anno e dilagati per tutto l'Alto Milanese (Casorezzo, Arluno, Inveruno, Santo Stefano, Sedriano, Magnago, Bareggio e Corbetta). La repressione non si fece attendere molto e il 17 maggio i carabinieri spararono sulla folla ammazzando due persone e ferendone decine. Ci furono centinaia di arresti e di condanne sommarie.


EVVIVA NÜM

Evviva nüm,
insema a quei d'Arlün:
emm fa la spetasciada
e l'em vingiüda nüm.

Nüm mangerem
pulaster e capùn
e ai padrùn
ghe tajum i cujùn.

Ai uperari che andaràn
a la giurnada del padrùn
ghe tajerem
'na piana de melgùn.

La giurnada pü a nissün,
la giurnada pü a  nissün,
e i capùn
metà per ün.

Evviva nüm,
evviva quei d'Appian,
e s'emm piantà el sciopero
per mangià pan.

Evviva nüm,
evviva l'üniùn,
e s'emm piantà el sciopero
per pagà pü i capùn.

I sciuri sü l'albergo,
i sciuri su l'albergo
e i pover paisàn
je mandan a l'inferno.



EVVIVA NOI

Evviva noi,
insieme a quelli di Arluno;
abbiam fatto una spetazzata
e l'abbiano vinta noi.

Noi mangeremo
pollastri e capponi,
e ai padroni
taglieremo i coglioni.

Agli operai andranno
a giornata dal padrone
taglieremo
una piana di granoturco.

A giornata più da nessuno,
a giornata più da nessuno,
e i capponi
metà per uno.

Evviva noi,
evviva quelli di Appiano,
abbiamo organizzato lo sciopero
per mangiare il pane.

Evviva noi,
evviva l'unione,
abbiamo organizzato lo sciopero
per non pagar più i capponi.

I signori stanno su all'albergo,
i signori stanno su all'albergo
e i poveri contadini
li mandano all'inferno.
   
   
DOCUMENTAZIONE

Da un articolo del Corriere della sera del 10 maggio 1889, firmato A.G. Bianchi dal titolo “Le richieste dei contadini di Arluno”.

“Parlamento contro i fitti di casa e di terreno, apendissi e giornate. Capo primo noi qui a questa cascina abbiamo sempre pagato uno staio di frumento ed una lira di aggrave, il quale siamo coverenti a un certo signor Figini e signor Tarcioli, che pagano una mina e nove mila e trenta centesimi di aggravi, che il terreno non è nostro di piú il nostro padrone mi ha sempre segnato sulle nostre sciese (siepi) sciocchi (ceppi) e piantone, duncha noi di questo non ne vogliamo piú che quando si è pagato i suoi fitti lui non ha diritto di portarmi via la nostra legna.
Noi in questa cascina abbiamo sempre pagato 54 lire a motivo che noi siamo molto discomodo del paese ed abbiamo un terreno che,è selvatico ed invece di calarmi lano scorso mi ha cresciuto noi qui abbiamo sempre pagato più pendissi quattro capponi e quattro polastre e quattro donzini uova 8 giornate d'apendizi quatro corte d'inverno e quatro d'estate - fope (fosse) di gelso e fope da vite e queste sono tutte cose cubate, duncha di questo apendisi, ne da polaia (polleria) giornate ed altro non ne voliamo piú sapere, che i fitabili della bassa perché vanno giornalmente alla piazza e sano regole ciano (ci hanno) calato, chi per metà e chi per terzo secondo le posizioni e noi ciamo sempre tirato il collo di morire di fame e la gioventú d'adeso son ani fa che varo estrare il numero che fanno vergogna che sono quasi più buoni nancha per il governo e questo chi viene la grande occupazione da giovine e mancansa (mancanza) da cibo (intendono dire che quando i giovani vanno alla visita sono riformati) noi qui in questa cascina non possiamo asicurare il formento come seria obligato che noi non è sollo la tempesta che mi può portar dano ma sono le nebie che sofrono i nostri tereni che noi faciamo sempre una miseria. La giornata la voliamo mettere lultimo estremo che non si può fare lo mettiamo una lira d'inverno e uno e cinquanta di estate e se non è contento faremo la giornata di piaza che si fa stagione per stagione.”






Sta....per sempre....

domenica 20 maggio 2012

LIKE A PRAYER (Come una preghiera) - Madonna (Testo, traduzione e video)





LIKE A PRAYER
Madonna


Life is a mystery, everyone must stand alone 
I hear you call my name 
And it feels like home 

Chorus: 

When you call my name it's like a little prayer 
I'm down on my knees, I wanna take you there 
In the midnight hour I can feel your power 
Just like a prayer you know I'll take you there 

I hear your voice, it's like an angel sighing 
I have no choice, I hear your voice 
Feels like flying 
I close my eyes, Oh God I think I'm falling 
Out of the sky, I close my eyes 
Heaven help me 

(chorus) 

Like a child you whisper softly to me 
You're in control just like a child 
Now I'm dancing 
It's like a dream, no end and no beginning 
You're here with me, it's like a dream 
Let the choir sing 

(chorus) 

Just like a prayer, your voice can take me there 
Just like a muse to me, you are a mystery 
Just like a dream, you are not what you seem 
Just like a prayer, no choice your voice can take me there 

Just like a prayer, I'll take you there 
It's like a dream to me



COME UNA PREGHIERA 


La vita è un mistero
Ognuno deve stare da solo
Sento che tu chiami il mio nome
E mi fa sentire come fossi a casa
Quando chiami il mio nome 
È come una piccola preghiera
Sono in ginocchio, voglio condurti là
Nel mezzo della notte posso sentire il tuo potere
Proprio come una preghiera 
Sai che voglio portarti lì
Sento la tua voce, è come un sospiro d’angelo
Non ho scelta, sento la tua voce
Sento come se stessi volando
Chiudo gli occhi, Oh Dio penso che sto cadendo
Dal cielo, chiudo gli occhi
Paradiso aiutami
Quando chiami il mio nome 
È come una piccola preghiera
Sono in ginocchio, voglio condurti là
Nel mezzo della notte posso sentire il tuo potere
Proprio come una preghiera 
Sai che voglio portarti lì
Come un bambino mi sospiri dolcemente
Sei in controllo come un bambino
Ora sto ballando
È come un sogno, niente fine e niente inizio
Sei qui con me, è come un sogno
Lascia cantare il coro
Quando chiami il mio nome 
È come una piccola preghiera
Sono in ginocchio, voglio condurti là
Nel mezzo della notte posso sentire il tuo potere
Proprio come una preghiera 
Sai che voglio portarti lì
Quando chiami il mio nome 
È come una piccola preghiera
Sono in ginocchio, voglio condurti là
Nel mezzo della notte posso sentire il tuo potere
Proprio come una preghiera 
Sai che voglio portarti lì
La vita è un mistero
Ognuno deve stare da solo
Sento che tu chiami il mio nome
E mi fa sentire come fossi a casa
Proprio come una preghiera, la tua voce può portarmi via
Proprio come una meditazione per me, sei un mistero
Proprio come un sogno, non sei quello che sembri
Proprio come una preghiera, nessuna scelta la tua voce può portarmi via
Proprio come una preghiera, ti porterò via
È come un sogno per me
Proprio come una preghiera, ti porterò via
È come un sogno per me
Proprio come una preghiera, ti porterò via
È come un sogno per me
(È come una preghiera, la tua voce può portarmi via)
La tua voce può portarmi via
Come una preghiera
    
   
    
Madonna. Pseudonimo di Louise Veronica Ciccone (Bay City, 16 agosto 1958). E' una cantautrice, attrice, scrittrice, regista, ballerina, stilista, produttrice discografica e cinematografica statunitense. 
Nata da una famiglia di origine italiana, a 17 anni ha debuttato come ballerina a New York. Dopo aver svolto le attività di attrice cinematografica (Un certo sacrificio) e di modella, ha raggiunto il successo come cantante con l'album Like a virgin (1985).
Confermatasi col successivo LP, True Blue, è ritornata poi al cinema (Cercasi Susan disperatamente, 1985; Shangai Surprise, 1986).
Nel 1987 ha organizzato una tournée in Europa con lo spettacolo Who's that girl.
Nel 1989 è uscito l'LP Like a prayer e nel 1990 ha interpretato accanto a W. Beatty il film Dick Tracy.
Nel 1991 ha raggiunto i vertici delle classifiche con la canzone Justify my love; del 1995 è l'album Something to remember.
Nel 1996 ha recitato in Evita, di A. Parker e in Girl 6, di S. Lee.
Nel 2000 Madonna ha inciso, in chiave remix, il brano American pie di Don McLean tratto dalla colonna sonora del film, da lei interpretato accanto a R. Everett, Sai che c'è di nuovo.


DISCOGRAFIA (Vedi  Discografia di Madonna)


1983 - Madonna
1984 - Like a Virgin
1986 - True Blue
1989 - Like a Prayer
1992 - Erotica
1994 - Bedtime Stories
1998 - Ray of Light
2000 - Music
2003 - American Life
2005 - Confessions on a Dance Floor
2008 - Hard Candy
2012 - MDNA



TOUR

1985 -  Virgin Tour
1987 -  Who's That Girl Tour
1990 -  Blond Ambition Tour
1993 -  Girlie Show
2001 -  Drowned World Tour
2004 -  Re-Invention Tour
2006, Confessions Tour
2008\2009 -  Sticky & Sweet Tour
2012 -  MDNA Tour



COLONNE SONORE

1987 - Who's That Girl
1990 - I'm Breathless
1996 - Evita


Sta... per sempre...

sabato 12 maggio 2012

HELLO - Cesare Cremonini e Malika Ayane (Testo e video)



HELLO
Cesare Cremonini e Malika Ayane  


Sembra facile, 
invece non lo è quasi mai 
chiudi gli occhi se ami davvero 
non ti dirò segui il sentiero 
sarò, io sarò, luce nel cielo 
quando penserai: “io non ci vedo” 
non lo perderai l'amore vero. 

Lo canterai, lo scalderai 
dal freddo e il gelo 
e lotterai, sì lotterai 
perchè sia vero. 

Sembra facile, 
invece non lo è quasi mai 
non si svela un mistero 
quando penserai: “io non ci vedo” 
non lo perderai l'amore vero. 

Lo canterai, lo scalderai 
dal freddo e il gelo 
e lotterai, sì lotterai 
perchè sia vero...
   
        
Cesare Cremonini (Bologna, 27 marzo 1980) è un cantautore, attore e musicista italiano.
Generalmente è riconosciuto come il leader del gruppo italiano Lùnapop, band pop-rock che ha riscosso notevole successo tra gli anni1999 e 2002.
Dal 2002 il cantante annuncia ufficialmente lo scioglimento del gruppo, proseguendo nella sua carriera solista, pubblicando 3 album in studio, un live e una raccolta.


SINGOLI

2002 - Gli uomini e le donne sono uguali
2002 - Vieni a vedere perché
2003 - PadreMadre
2003 - Latin Lover
2003 - Gongi-Boy
2005 - Marmellata
2005 - Maggese
2006 - Le tue parole fanno male
2006 - Ancora un po'
2006 - Dev'essere così
2008 - Dicono di me
2008 - Le sei e ventisei
2009 - Figlio di un re
2009 - Il pagliaccio
2009 - L'altra metà
2010 - Mondo (Jovanotti)
2010 - Hello! (Malika Ayane)
2012 - Il comico (Sai che risate)



So che un giorno ti incontrerò ancora... non so quando... non so dove... so solo che sei la donna che cercavo... dopo delusioni sofferenze pianti ed addii... ti ritroverò... e capirò che sei tu... l'unica donna della mia vita... lo capirò senza toccarti... senza parlarti... lo farò semplicemente guardandoti negli occhi... e so che sarai mia per sempre... perchè era una vita che ti cercavo.... e ora ti aspetto qui... su questa panchina... perchè sì... tu passerai di qui... ancora.....



sabato 5 maggio 2012

DONNA LOMBARDA (Testo, commento e video)


   
UN CANTO POPOLARE EPICO-LIRICO

Le comunità contadine, così come erano organizzate prima dello spopolamento di tante zone della campagna italiana, avevano una loro cultura compatta e antica. Si andava dagli usi e dalle tradizioni domestiche alle abitudini di lavoro e di divertimento, alle credenze ed alle superstizioni. Il complesso di tutte queste cose si può definire come cultura contadina, perché la `cultura' è quel complesso di nozioni e di regole su cui si fonda la tradizione e la vita organizzata di una società. Mentre la nostra esistenza è regolata da nozioni scritte (libri, leggi, informazioni dei giornali ecc.), la cultura contadina, tipica di un mondo in cui non si sapeva quasi mai leggere e scrivere, era orale, cioè tramandata attraverso la viva voce. Il canto popolare, usato dalle comunità in occasione di riunioni nei momenti di festa e riposo, ma anche talvolta sul lavoro, nei campi, era appunto una forma di 'letteratura' non scritta usata dal popolo. 
Parlerò uno di questi canti popolari, a cui è stato posto il titolo convenzionale “Donna lombarda”. È uno dei più famosi e diffusi in Italia, del tipo detto “epico-lirico”: etichetta con cui si designa una forma di canto narrativo diffuso nelle regioni settentrionali della penisola. Esso viene eseguito in genere coralmente (sul tipo del repertorio alpino), mentre nel Centro-sud dell'Italia il canto è in genere individuale (serenate, stornelli, ecc.). Delle canzoni epico-liriche, “Donna lombarda” è fra quelle che ha suscitato maggiore interesse tra gli studiosi. 
Un grande esperto di canti popolari vissuto nell'Ottocento, Costantino Nigra, riteneva che l'origine di “Donna lombarda” fosse antichissima. Infatti, la storia che viene raccontata in questa canzone ha dei singolari punti di contatto con quella della regina longobarda Rosmunda, la quale tentò di uccidere il marito Elmichi dandogli da bere una coppa di vino avvelenato; l'uomo, accortosi dell'inganno, con la minaccia della spada costrinse Rosmunda a bere anch'essa, ed i due morirono nella medesima ora, entrambi uccisi dallo stesso veleno. A parte i nomi, è la stessa vicenda che troviamo nel nostro canto: Nigra identificò senza alcun dubbio Rosmunda nella misteriosa donna 'lombarda' (=longobarda), e datò la canzone al VI secolo dopo Cristo, epoca in cui era avvenuto il fatto storico, ritenendo che il popolo lo avesse fatto suo ed avesse subito cominciato a cantare quei versi che ancora oggi sono vivi in tante parti d'Italia. Una identificazione, quella di Nigra, affascinante, ma che oggi non ci trova più molto convinti: infatti la storia di un avvelenamento che si conclude con la punizione dell'assassino non è un fatto che debba essere collegato ad una precisa realtà storica, e comunque non certo a un episodio così lontano: si tratta piuttosto di una storia esemplare, per nulla specifica. La canzone è probabilmente molto più recente di quanto credeva Nigra. Del resto, non è solo l'antichità ad interessarci: ci affascina la diffusione ampia di questo canto, che è stato registrato in Piemonte, in Lombardia, nel Veneto, in Emilia, in Toscana (ed anche in Puglia, in Campania, nel Lazio). Naturalmente, muovendosi nello spazio, viaggiando da luogo a luogo, il canto non è rimasto sempre uguale, ma ha subito diverse modificazioni. Per esempio, ogni comunità lo adatta al proprio dialetto; oppure si italianizza; e certe parole mutano, diventando magari incomprensibili. La cultura popolare orale (la cultura del popolo contadino dell'età pre-industriale, la cultura di chi non sa scrivere) affida solo alla memoria ed alla ripetizione il possesso delle nozioni; e, si sa, la ripetizione orale, a differenza della scrittura, non conserva le cose, ma le modifica continuamente. Queste modificazioni avvengono nel corso del tempo e nello spazio, durante la trasmissione da luogo a luogo, quando il canto passa dall'uno all'altro, come in una catena. Una stessa canzone, cantata dal popolo in luoghi diversi, può presentarsi diversa nella lingua e nel contenuto.
Proprio in questa mutevolezza continua, in questa adattabilità alle più diverse situazioni, sta la vera natura del canto popolare. Per molto tempo ci si è posti il seguente problema: un canto come “Donna lombarda”, che certo anche se non antichissimo come voleva Nigra, è pur sempre vecchio di secoli, ha un autore o è una creazione collettiva del popolo? È il popolo stesso che l'ha saputo inventare? Un problema analogo si poneva per i poemi dell'antichità greca, l'Iliade e l'Odissea, il cui autore, il mitico Omero, veniva ritenuto da molti studiosi una figura immaginaria: il vero autore dell'Iliade e dell'Odissea sarebbe stata la collettività popolare greca. Oggi abbiamo imparato che ha poca importanza rispondere alla domanda “chi è l'autore?” quando siamo davanti ad un testo popolare affidato alla tradizione orale. L'autore, è chiaro, c'è sempre, ed è un singolo, non una collettività: ma quando una canzone viene ripetuta da una comunità per molto tempo, e subisce tutte le modifiche che le circostanze ed il caso provocano, non più l'autore, ma la comunità è la vera proprietaria di ciò che ha accettato, fatto suo e modificato a proprio piacimento. I canti popolari sono un poco come la lingua che parliamo e come le parole che usiamo, le quali hanno un'origine, ed anche magari un autore, ma sono ormai diventate un bene di tutti.

La versione di Donna lombarda che ho trascritto è stata raccolta in Liguria (a Ceriana, in provincia di Imperia) da Roberto Leydi. Il testo non è però in dialetto ligure, bensì in un italiano particolare, adattato alle esigenze di parlanti abituati al dialetto e non colti. Questo italiano può essere definito italiano popolare. Ci basti per ora frenare lo stupore davanti a forme come dona per donna, venireva per verrei, de lu tuo padre per di tuo padre, bùtala per mettila ecc. Apparentemente sono 'errori' o 'grossolanità'; in realtà è il modo con cui un canto popolare da centinaia di anni ripetuto in dialetto si è piano piano italianizzato, assumendo forme linguistiche che ancora risentono del dialetto di partenza. Anche nel contenuto si trova di che sconcertare chi non è abituato a questo tipo particolare di letteratura umile. Si guardi la trama della storia narrata: la donna, istigata dall'amante, dà al marito un bicchiere di vino, avvelenato con la lingua di un serpente; l'uomo si accorge dell'inganno perché il vino è diventato torbido, chiede spiegazioni, ed allora un “bambino di pochi mesi”, suo figlio, miracolosamente parla e denuncia il tentativo di omicidio. Come può parlare un bambino di pochi mesi (in certe località si canta “di pochi giorni”, in altre “di pochi anni”)? Il canto popolare è pieno di incongruenze del genere. Ci sono talvolta elementi incomprensibili, parole che risultano insensate: così è nel nostro testo, al v. 9. Il fatto è che le parole sono solo una parte del canto, il quale è fatto soprattutto di un motivo musicale: può capitare che le parole vengano in parte dimenticate e sostituite con altre, e che l'insieme zoppicante sia appunto sorretto dalla melodia, anche quando il senso è entrato in crisi. Davanti a testi di questo tipo, quindi, non ci deve guidare la ricerca del bello o comunque un atteggiamento simile a quello che usiamo nei confronti della letteratura colta. Dobbiamo invece pensare che stiamo esaminando un documento di un mondo lontanissimo dal nostro e governato da regole del tutto differenti.
  
DONNA LOMBARDA - Versione cantata da Caterina Bueno

   
      
DONNA LOMBARDA
(“I canti popolari italiani”, a cura di R. Leydi)

"Dona lombarda lombarda  dona lombarda
se vuoi venire a cenar con me” (bis )

“Mi venireva ben volentieri ma l'ho paura dello mio marì”

“Tuo marito fallo morire fallo morire che t'insegnerò.
Va ne l'orto de lu tuo padre, prendi la lingua dello serpentin.
Prendi la lingua del serpentino, butala dentro ne lu buon vin”.

E alla sera riva 'l marito: “o moglie mia pòrtami da ber”.

“Tu lo vuoi bianco tu lo vuoi nero”.

“Pòrtalo pure come piace a te”.

“O moglie mia come la vale che questo vino l'è intorboli?”

“Sarà la pompa dell'altro ieri e che l'ha fatto ma intorbolì”.

Ma un bambino di pochi mesi che apena apena cominciò a parlar:
“O padre mio no lo sta a bere che questo vino l'è avvelenà”.

“E all'onore di questa spada o moglie mia bévilo tu
E all'onore di questa spada donna lombarda devi morir”.


Sta... per sempre...

martedì 1 maggio 2012

LA BOJE - L'Italia l'è malada (Note, testo e video)



LA_BOJE

L'Italia l'è malada
Sartori l'è il dutur
Per far guarì l'Italia
Per far guarì l'Italia

L'Italia l'è malada
Sartori l'è il dutur
Per far guarì l'Italia
Tajem la testa ai sciur.



Traduzione

L'Italia è malata
Sartori è il dottore
Per far guarire l'Italia 
Tagliamo la testa ai signori.



“La boje, la boje e de boto la va de fora”, si gridava nel Rovigotto durante una serie di moti contadini del 1882; “Bolle, bolle, poi all'improvviso trabocca”, la rabbia degli sfruttati.
La strofetta, quasi sempre con la stessa musica, ha avuto numerose varianti, nella storia delle classi subalterne italiane; la variazione fondamentale riguarda il nome del “dutur”, Eugenio Sartori in quest'occasione, poi Malatesta, Ferri, Podrecca, Prampalini, Giolitti (sic), Lenin, Togliatti, fino all'ultimo - credo - che è l'Unione (Unione dei Comunisti Italiani marxisti-leninisti, gruppo “extra-parlamentare” nato nel 1968 e divenuto, con l'aprile 1972, Partito Comunista marxista-leninista Italiano). 
Sartori fu uno degli organizzatori della Società di Mutuo Soccorso fra i contadini di Mantova, dirigente del movimento popolare fino al processo (Venezia l886) in seguito si spostò su posizioni sempre più moderate, finendo col dirigere un ufficio commerciale per le relazioni col Brasile, a Milano nel 1870. Fra i dirigenti del movimento, da citare anche il Siliprandi, della Associazione generale dei lavoratori italiani.
La versione qui riportata è stata raccolta da Gianni Bosio a Roncoferraro (Mantova) nel 1965, dalla mondina Andreina Fortunati. È pubblicata nel LP dei Dischi dei Sole “Avanti popolo alla riscossa”, antologia della canzone socialista in Italia a cura di M.L. Straniero (DS).
Un'ottima esecuzione ricalcata da Sandra Mantovani è in “Canti e, inni socialisti” (Dischi del Sole, DS). Segnalo anche l'antologia discografica “Il bosco degli alberi”,  l'esecuzione è del Nuovo Canzoniere Milanese; note e testo nel volumetto allegato.


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Sta....per sempre....