giovedì 19 aprile 2012

STORNELLI TOSCANI




La_cultura popolare, proprio perché si trasmette oralmente, è ricca di testi molto brevi, che più facilmente si possono mandare a memoria. Il brano che qui presento è uno stornello: cioè, una breve composizione lirica, che abitualmente contiene nel primo verso l'invocazione ad un nome di fiore (o di pianta), la quale spesso conferisce il 'tono' al canto. Una rosa nel primo verso sarà seguita da argomenti d'amore; uno spino, invece, da argomenti di gelosia. Questa corrispondenza tra fiore e contenuto dello stornello, però, non è necessaria; a volte il fiore citato non c'entra affatto con l'argomento da trattare. Esistono invece sempre dei rapporti di valore fonico fra i tre versi che generalmente compongono lo stornello: il primo, infatti, rima col terzo, ed è in assonanza col secondo.
L'argomento degli stornelli è per lo più l'amore: la funzione di questo tipo di canto, dunque, è stata quella di manifestare i propri sentimenti (di tenerezza, di sdegno, di gelosia) verso qualcuno. Lo stornello è stato insomma una specie di serenata, che l'amante cantava da solo; il coro, se c'era, si limitava ad accompagnare o a ripetere l'ultimo verso. Perduta la funzione originaria di questo canto d'amore, lo stornello venne poi anche utilizzato in altre occasioni di carattere festoso, specialmente nelle campagne. Per noi è importante sottolineare soprattutto la struttura particolare di questo tipo di canto. Ogni strofa costituisce un'entità perfettamente compiuta, e questo fa sì che la lunghezza del testo sia del tutto indeterminata. Lo stornellaro cantava tante strofe, quante la memoria (o la propria fantasia) gliene dettava. Quando poi gli stornelli vennero usati genericamente in occasione di raduni festosi, poteva succedere che la gente facesse a gara nel ricordarne quanti più possibile, cantandoli a turno.
L'area di diffusione degli stornelli è tutta l'Italia centro-meridionale; famosi sono principalmente quelli romani e toscani (riporto infatti uno stornello toscano, raccolto dall'etno-musicologo R. Leydi).


STORNELLO TOSCANO

Peschi fiorenti
ò canzonato diciannove amanti
ò canzonato diciannove amanti
e se canzono voi saranno venti
colgo la rosa e lascio star la foglia
ò tanta voglia di far con te all'amore.

Fior di susino
se passeggi per me passeggi invano
se passeggi per me passeggi invano
senz'acqua non si macina il mulino.

Fior di granato
prendetelo prendetelo marito
prendetelo prendetelo marito
se avete da scontà qualche peccato.

Fior di trifoglio
giovanottino voi pigliate abbaglio
giovanottino voi pigliate abbaglio
non è ancor seminata l'erba voglio.

O quanta frutta
la donna innamorata è mezza matta
la donna innamorata è mezza matta
quando à preso marito è matta tutta.

(Stornelli, in I canti popolari italiani, a cura di R. Leydi)


Come senz'acqua non si può macinare nel mulino, così l'amante sta dicendo che sono inutili le passeggiate dell'altro, viste le non buone disposizioni all'amore di chi sta cantando lo stornello.


Sta...per sempre...

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