domenica 1 aprile 2012

INNO DELLE TESSITRICI - Testo di Ernesto Majocchi

INNO DELLE TESSITRICI
Testo di Ernesto Majocchi


Presto, compagne, andiamo, 
il fischio già ci chiama 
mentre la ricca dama, 
stanca d'amoreggiar, 
comincia a riposar.

Sono le cinque appena, 
ma già il padron ci vuole, 
ci aspettano le spole:
corriamo a lavorar,
 il ricco ad ingrassar.

Batti telaio, in fretta
contro l'affranto seno,
così il padrone almeno, 
per questo mio penar,
nell'or potrà sguazzar.

Se mi si strappa il filo
il Direttor m'insulta 
e poi con una multa 
ei mi dimezza il pan; 
non mangerò diman.

Noi siamo ognor sfruttate,
noi siamo ognor derise, 
sol perché siam divise, 
perche non ci associam,
 perché non combattiam.

Presto, compagne, in lega! 
Più nulla temeremo 
se unite noi saremo; 
non dovrem più soffrìr,
ché nostro è l'avvenìr.

Compagni socialisti, 
alzate le bandiere; 
con le ribelli schiere 
pur noi vogliam pugnar 
il Diritto a conquistar.



Musica di Anonimo, testo di Ernesto Majocchi..., pubblicato per la prima volta in un Canzoniere del 1908.
È stato raccolto a Torino, nel 1960, da Sergio Liberovici, (informazioni recuperate da un sunto di Anna Bertolina) che lo fa risalire agli scioperi del 1906 con cui si rivendicavano le dieci ore.
La versione della Bertolina è riportata nel disco Canti di protesta del popolo italiano …, testo e musica sono trascritti nel volumetto Il 29 luglio.
Nello stesso volumetto (e nel disco relativo) si può trovare una versione molto diversa musicalmente, raccolta da Emilio Jona a Ponderano (Vercelli) nel 1962, (informazioni tratte da uno scritto di  Caterina Villa).
L'Inno delle tessitrici non mi risulta che sia stata incisa su disco.





Sta....per sempre....


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