mercoledì 28 marzo 2012

VLADIMIR HOROWITZ - Pianista statunitense


   
Vladimir Samojlovič Horovic o Horowitz (Kiev, 1º ottobre 1903 – New York, 5 novembre 1989) è stato un pianista e compositore russo di origine ucraina, poi naturalizzato statunitense. 
Ha perpetuato in pieno XX secolo l'immagine del pianista virtuoso, eclettico, attento a sondare tutte le possibilità espressive offerte dalla tastiera, libero nell'esecuzione, ma senza cercare forzatamente un'originalità d'interpretazione che non nascesse sempre dall'intima comprensione dell'evento musicale. Piaceva ad Horowitz anche ostentare atteggiamenti anticonformistici, in linea con una certa idea di eccezionalità dell'artista, in cui genio e sregolatezza si fondono in una personalità al di fuori della norma e all'insegna della diversità. 
Nato in un'agiata famiglia dell'alta borghesia ebraica, Horowitz, avviato allo studio del pianoforte, si diplomò giovanissimo al Conservatorio di Kiev e, non ancora ventenne, aveva già intrapreso una lusinghiera carriera nella Russia rivoluzionaria. 
Nel 1925 espatriò, con l'incoraggiamento dello stesso Trotzky, e si stabilì a Parigi, dove pose la sua residenza fino agli anni Quaranta. 
Poi si trasferì negli Stati Uniti, dove aveva debuttato nel 1928, acquisendone più tardi la cittadinanza. 
Ottenuta la fama internazionale, la sua carriera fu un susseguirsi di risultati eccezionali. 
Una tappa fondamentale della sua vita fu l'incontro con Arturo Toscanini, di cui, nel 1933, sposò la figlia Wanda, che gli restò accanto per tutta la vita. 
Preda di un'insostenibile fobia del pubblico, nel corso della sua lunga attività si ritirò alcune volte dalle scene, rientrandovi però sempre clamorosamente, sempre accolto dall'ammirazione e dall'affetto dei suoi numerosi sostenitori. Rimangono inimitabili le sue strabilianti esecuzioni, quasi sempre in veste di solista, che fornivano instancabilmente nuove chiavi di lettura del brano musicale. Le sue interpretazioni venivano man mano rinnovando un repertorio conosciuto, ma non scontato. Horowitz, infatti, prediligeva gli autori classici e romantici; accanto a Mozart, Chopin, Schumann e Lizst, proponeva spesso anche composizioni più desuete di Clementi o di Scarlatti e allargava il repertorio pianistico con vibranti esecuzioni di Rachmaninov, di Scriabin, di Prokofiev. 
La vecchiaia aveva forse esaltato certi aspetti manieristici della sua formidabile tecnica pianistica, e gli ultimi concerti e le ultime incisioni rivelano alcuni vezzi che venivano coprendo un'agilità e uno smalto divenuti un po' opachi. Ma, senz'altro, il messaggio più grande che Horowitz ha lasciato è la capacità di far cantare il pianoforte con una voce del tutto nuova, sostenendola con un'enorme capacità di approfondimento musicale.


Sta...per sempre....

1 commento:

TheSweetColours ha detto...

interessante...