venerdì 2 marzo 2012

LA MUSICA DELLA NATURA (The music of nature)


   
STA_LA_MUSICA_NEL_MIO_CUORE

I sentimenti umani hanno trovato, in generale, possibilità di manifestarsi facilmente per mezzo della parola. Tuttavia la parola, legata come è ad una struttura logica e grammaticale, non sempre riesce ad esprimere l'intensità del sentire ed in particolare l'empito del sentimento religioso.
L'inadeguatezza della parola ha, così, spinto l'uomo a cercare di comunicare il suo slancio spirituale giovandosi di altre forme di espressione artistica, per loro natura più immediate, più facili a comprendersi e più idonee a trasmettere l'emozione che lo ha generato.
Ma è assai facile constatare che, se la pittura, la scultura, l'architettura documentano, in ogni tempo e in modi diversi il desiderio degli uomini di rendere la bellezza e l'intensità in particolare del sentimento religioso, il mezzo più efficace e suggestivo per suscitare stati d'animo particolarmente emotivi è la musica. Ciò spiega come la produzione di musica sacra sia sempre stata ricchissima. Spesso le composizioni ispirate dalla religione sono complesse e difficili ad intendersi per chi non abbia conoscenza di musica classica. Esistono, però, anche composizioni di più semplice fattura accordantisi del tutto col modo di sentire popolare e, perciò, più adatte a sottolineare i sentimenti ispiratori delle liriche offerte alla nostra attenzione nelle pagine precedenti.
  

    
Ascoltate “Ave Maria” di Charles Gounod e “Ave Maria” di Franz Schubert. 
Sono composizioni assai semplici ma pervase da una forte carica emotiva e risvegliano in noi una commozione profonda estremamente suggestiva.
Tutta la vita dell'uomo è puntualizzata dalla musica e dal canto.
Dolcissime ninne-nanne cullano l'uomo appena compare sul cuore della terra; il canto accompagna il suo lavoro; col canto egli esprime affetti e passioni individuali e collettivi; nel canto cerca di dimenticare il dolore; cantando si sforza di vincere anche la paura; con il canto infine accompagna le sue imprese di guerra. Marce nuziali, marce funebri, marce militari sono a nostra disposizione in gran numero; non ci resta che la fatica di scegliere.
  

     
Ascoltate, per esempio, la “Marcia funebre” di Ludwig van Beethoven e quella più semplice ma non meno bella di Frédéric Chopin in uno dei suoi “Preludi”. 
Ispirandosi poi ad un episodio di guerra Chopin descrisse, traducendola in pagine musicali indimenticabili, “La caduta di Varsavia” al tempo dell'insurrezione polacca del 1831 contro la dominazione russa. 
Anche Dmitri Sciostakovič ha dato una bellissima “Sonata” ispirata alla guerra, intitolata “L'assedio di Leningrado”. 
Di facile intendimento e di piacevole ascolto è la “Marcia turca” di Wolfgang Amadeus Mozart.
  

    
L'espressione più tipica di sentimenti di questo tipo ci è offerta, però, dai canti che nascono spontanei sulle labbra dei soldati e del popolo. Ascoltate le varie raccolte di canti corali di guerra e folcloristici. Sono assai interessanti, piacevoli ed orecchiabili. Ascoltandoli potrete rivivere i sentimenti, e spesso le situazioni, che li hanno originati.
Esiste, poi, tutta una serie di composizioni musicali assai note ispirate a paesi, fiumi, monti, luoghi vari, cari a coloro che hanno avvertito il bisogno incontenibile di interpretarne con ammirazione ed affetto la bellezza ed esprimerla servendosi dell'armonia dei suoni.
  

    
L'opera forse più famosa di questo genere è “Sul Danubio blu”, uno tra i più conosciuti valzer di Johann Strauss. È bene ricordare anche alcuni brani musicali altrettanto suggestivi che rivelano sensibilità in certo senso più raffinata. Di facile comprensione sono tra essi la “Moldava” di Bedrik Smétana e la “Sinfonia delle Alpi” di Richard Strauss...., ed ancora “Iberia” di Isaac Albeniz..., “Sinfonia spagnola” di Edouard Lalo..., “Nelle steppe dell'Asia centrale” di Alexandr Borodin..., e la suite “Gran Canyon” di Ferde Grofé.
Altra opera di estremo interesse per il suo valore artistico eccezionale è “Notti nei giardini di Spagna” di Manuel De Falla.
  

     
Particolarmente aderente alla sensibilità dei nostri tempi è ascoltare composizioni musicali ispirate a macchine. La prima e più tipica tra queste è “Pacific 321” di Arthur Honneger. “Pacific 321” era infatti il modello più moderno di locomotiva in uso nel primo dopoguerra. Il pezzo è di per se stesso interessante..., piacque molto fin dal suo primo apparire e divenne il modello per molti altri brani del gemere, tra cui una partitura di Gian Francesco Malipiero intitolata “Macchine”.
  

      

Sta... la musica nel mio cuore... per sempre....

1 commento:

TheSweetColours ha detto...

La prima foto è semplicemente straordinaria....