venerdì 2 marzo 2012

AEROSMITH - Anni '70-80


Dopo_tre anni dalla loro formazione e dopo aver suonato parecchio in piccoli clubs della costa atlantica e delle città nell'immediato interno con un capillare "management" locale, gli Aerosmith finalmente arrivano ad incidere il primo disco omonimo per la CBS, casa discografica che non abbandoneranno più. Alla formazione base che comprendeva Tyler, Perry, Hamilton, Whitford, Kramer, si aggiunge in un paio di brani il sassofonista David Woodford che colora e addolcisce gli spigoli. Registrato a Boston in brevissimo tempo, Aerosmith alla fine risulta molto vario per ispirazione, e brani dì calda atmosfera si alternano a quelli più duri (una caratteristica che si ripeterà spesso in seguito). A scrivere le note di copertina viene chiamato il critico Stu Werbin: "Le influenze comuni di questi musicisti devono essere ricercate nei gruppi inglesi, gli Yardbirds soprattutto, e nei gruppi di soul nero nei quali Joey (Kramer) ha anche suonato". Aerosmith nelle sue otto canzoni rivela al meglio la voce di Tyler, tagliente e metallica, affinata su ripetuti ascolti del cantante dei Led Zeppelin Robert Plant. Al cantante/leader spetta il ruolo più importante anche come compositore poiché firma quasi tutti i brani, compreso quel “Dream On” che diverrà il primo grande hit del gruppo. Non mancano nemmeno vibranti accenni blues come “One Way Street”.
Nel '74, dopo il successo clamoroso dell'album d'esordio (oltre due milioni di copie con pochissima promozione), la CBS concede maggiori possibilità al gruppo e pubblica “Get Your Wing”, molto più duro del precedente nonostante la presenza di un paio di brani come “Same Old Song And Dance” e “Pandora's Box”, che presentano un organico ampliato dai fratelli Brecker e altri fiatisti secondo un'ispirazione vagamente "funky". Ma “Get Your Wing” è importante perché è il primo passo della collaborazione redditizia con Jack Douglas (nome di grido della scena rock) che produrrà molti dei dischi successivi. Proprio su indicazione di Douglas le sette canzoni vengono registrate ai Record Plants di New York, responsabili in parte di quel suono decisamente più metallico.
  



Il_1975 è l'anno di “Toys In The Attic” corredato da una graziosa copertina piena di elfi, folletti e giocattoli - esplicito riferimento al mondo dell'infanzia. A dispetto del titolo però, le nove canzoni incise non mancano di decisione e violenza; la produzione di Douglas precisa meglio il progetto Aerosmith con preziose indicazioni anche per gli arrangiamenti. L'album conferma la popolarità del gruppo superando ogni più rosea previsione di vendita e raggiungendo in poco tempo quattro milioni di copie grazie all'apporto fondamentale di singoli come “Toys In The Attic” e “Walk This Way” (composte da Tyler con l'apporto di Perry).

Con “Rocks” del '76 si chiude idealmente la prima parte della discografia degli Aerosmith, quella che li ha imposti come un tornado sul mercato - un Grande Slam (dieci milioni di dischi in quattro anni) che ha pochi precedenti. Viaggiando sull'accoppiata Douglas-Record Plant Studios, gli Aerosmith si assestano ad alti livelli e il compito della composizione viene sempre più diviso equamente tra Tyler e Perry (non escludendo contributi di altri). Nove le canzoni di “Rocks”, da ricordare gli hits “Back In The Saddle”..., “Rats In The Cellar”..., e “Sick As A Dog”.

Nel '77 viene pubblicato il quinto disco intitolato “Draw The Une”, copertina in bianco-nero del disegnatore Al Hirshfeld; l'album conquista il disco di platino per un milione di copie vendute in prenotazione - un risultato sbalorditivo. Le canzoni di maggiore popolarità risultano “Kings And Queens”..., “Get It Up”..., e naturalmente la 'titletrack' “Draw The Une””.

L'immancabile album doppio a coronamento del successo arriva nel '78; “Bootleg” è il titolo, ma si tratta di un album ufficialissimo, registrato splendidamente nel torrido clima dei concerti degli Aerosmith. Quindici le canzoni raccolte nelle quattro facciate registrate in giro per gli States: Indianapolis, Chicago, Boston, Detroit, Santa Monica tra il luglio dei '77 e l'agosto dei '78; viene inoltre incluso anche un nastro del '73 con un inedito "medley" di “I Ain't Got You/Mother Popcorn” registrato a Boston nell'aprile del '73. Gli altri titoli sono tutti famosi: da “Walk This Way” a “Toys In The Attic”.., da “Come Together” a “Sweet Emotion”..., a “Back In The Saddle”. 
Inevitabilmente anche questo disco conquista il platino.

“Night In The Ruts” vede la luce nel '79, un album di transizione e non perfettamente riuscito nonostante l'impegno (forse sono già presenti i segnali della crisi che porterà alla defezione di Perry prima e Whitford poi). Agli Aerosmith si affianca come produttore Gary Lions e nonostante la presenza di alcuni buoni brani (“No Surprize”..., “Chiquita”) il disco va meno bene dei precedenti sul mercato. 
Il successivo “Greatest Hits” giunge a proposito per consentire a Tyler di riprendere il fiato e pensare seriamente alle sostituzioni più adatte. “Greatest Hits” raccoglie dieci brani, tutti pubblicati in precedenza con l'unica novità della versione in studio di “Come Together” (Lennon-McCartney) già apparse nella colonna sonora di “Sergeant Pepper” pubblicato dalla RSO.

Sostituiti Perry con Jim Crespo e Withford con Rick Dufay, gli Aerosmith rientrano in studio a ben tre anni di distanza dall'ultimo album. Questa volta la registrazione di “Rock In A Hard Piace” ('82) sono fatte ai Power Stations di New York e ai Criteria Studios di Miami, e ritorna il vecchio amico Jack Douglas in veste di produttore. Complessivamente si nota un deciso spostamento verso l'Heavy Metal più tirato (ma anche meno originale), forse un doveroso tributo al genere che tira di più sul mercato mondiale - “Jailbait” e “Bitch's Brew” confermano questo indirizzo. Solo a tratti riaffiora nel suono qualche componente più tradizionale.
  






...Sta...pour toujour...

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