lunedì 6 febbraio 2012

STI GIACOBIN S' FAZÌO RAZUN - Canzone popolare piemontese antigiacobina di Costantino Nigra

Costantino Nigra
  
STI GIACOBIN S' FAZÌO RAZUN

Sti Giacobin s'fazio razun,
vuréivo lvé la religiun.
Lur i fazìo na gran festa,
a préive e frà cupè-i la testa.
La libertà l'è andà a la fin
a confüziun dëi giacobin.

'L general Rüss a l'è rivà,
sut a Türin a s'j'è fermà;
A s'j'è fermà üna gran bateria,
bumbe e granate e artijeria,
a n'un batia a bala fuà,
la sitadela è staita pià.

I sun sti sgnuri giacobin
i vurìo esse padrun d'Türin.
"O giacobin, l'èi' vü na ruta,
e l'éi pià-ve na bela bota,
e giacobin e patriot
e vi bütruma tüti al crot".


Traduzione

Sti giacobini si facevano ragione,
volevano levare la religione.
Essi facevano una gran festa,
a preti e frati (volevano) tagliar la testa.
La libertà, però, è andata a finire
a confusione dei giacobini.

Il generale russo è arrivato,
sotto Torino si fermò;
si fermò con gran batteria,
bombe e granate e artiglieria,
batteva con palle infocate,
la cittadella è stata presa.

Sono questi signori giacobini,
(quelli che) volevano essere padroni di Torino.
"O giacobini, siete stati battuti,
ve la siete presa una bella botta,
e giacobini e patrioti
vi butteremo tutti in prigione.



Dello stesso sentimento popolare antigiacobino sono testimonianza questi versi in dialetto piemontese, scritti nel 1799, in occasione della controffensiva antifrancese della II coalizione; il “general rüss” a cui si fa riferimento è Suvorov, comandante delle truppe alleate in Italia.
Ho ripreso il testo da Roberto Leydi..., non si conosce la musica. Pubblicato per la prima volta da Costantino Nigra (Canti popolari del Piemonte, Einaudi, Torino 1957; I ed. 1888), Tommaso Borgogno.


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Sta... per sempre....

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