giovedì 23 febbraio 2012

LE QUATTRO STAGIONI (The Four Seasons) - Vita e opere di Antonio Vivaldi (Life and works)


     
Antonio Lucio Vivaldi (Venezia, 4 marzo 1678 – Vienna, 28 luglio 1741) è stato un compositore e violinista italiano legato all'ambiente del tardo barocco veneziano.

Vivaldi vive nella Venezia settecentesca, una città sontuosa e ricca, in festa per almeno metà dell'anno. 
Nei sette teatri d'opera (a Parigi negli stessi anni ve ne erano solo tre) fra il 1700 e il 1743 vennero rappresentate oltre 430 opere. 
È la Venezia di Tiepolo, di Canaletto, di Goldoni: splendida nell'arte ma al declino economico e politico. 
Vivaldi, nato nel 1678, è stato un precoce musicista: il padre, violinista in S. Marco, si faceva sostituire dal figlio poco più che decenne. Avviato all'educazione ecclesiastica, all'età di 25 anni fu ordinato sacerdote, ma per motivi di salute fu dispensato dal celebrare la messa. Entrò allora nell'Ospedale della Pietà (uno degli ospizi da lungo tempo sorti a Venezia per raccogliere e istruire le ragazze orfane, abbandonate, illegittime) come maestro di violino. 
È qui che dovendo dirigere l'orchestra delle giovinette nasce il Vivaldi strumentale. 
La sua terza opera, “L'estro armonico”, una raccolta di dodici concerti, destò enorme impressione fra gli intenditori e i musicisti dell'epoca: Bach ne trascrisse addirittura sei. Ma la raccolta di concerti più famosa anche fra il pubblico di oggi è senz'altro l'op. 8 “Il cimento dell'armonia e dell'invenzione”, che si apre con le celebri “Stagioni”: quattro concerti solisti per violino e orchestra d'archi, preceduti da altrettanti sonetti esplicativi, che riescono a ricostruire le atmosfere naturalistiche descritte dai sonetti stessi.

Vivaldi compose numerosi concerti e sonate anche per altri strumenti (violoncello, flauto traverso, oboe, mandolino) e sovente fece ricorso a strumenti meno usuali come la tromba marina (strumento medioevale ad arco lungo due metri di forma triangolare molto allungata), il liuto e la tiorba (una specie di liuto basso), la viola d'amore e il flauto dolce. Vivaldi compose anche importanti opere sacre (messe, salmi, oratori, Magnificat, inni, sequenze) e decine di opere su libretti, tra gli altri, di Carlo Goldoni. 
Vivaldi si assentò frequentemente da Venezia e fu anche all'estero: a Praga, ad Amsterdam e a Vienna, dove morì in povertà nel 1741. 
Conobbe grande fama e godette prestigio in tutta Europa. Nonostante ciò, solo 84 dei 734 concerti vivaldiani a noi noti furono pubblicati vivente l'autore. La riscoperta del suo immenso patrimonio strumentale è posteriore al 1945; artefice della riscoperta fu il compositore italiano Alfredo Casella.

  


LE QUATTRO STAGIONI
La Primavera

1) Allegro 
2) Largo 
3) Allegro


Giunt' è la Primavera e festosetti 
La salutan gl' Augei con lieto canto, 
E i fonti spirar de' Zeffiretti 
Con dolce mormorio scorrono intanto: 
Vengon' coprendo l'aer di nero amanto 
E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti. 
Indi, tacendo questi, gl' Augeletti; 
Tornan' di nuovo al lor canoro incanto 
E quindi sul fiorito ameno prato 
Al caro mormorio di fronde e piante 
Dorme 'l Caprar col fido can' à lato 
Di pastoral Zampogna al suon festante 
Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato 
Di primavera all' apparir brillante.

   





LE QUATTRO STAGIONI
L'Estate

1) Allegro non molto 
2) Adagio 
3) Presto 


Sotto dura staggion dal sole accesa 
Langue L'huom, langue 'l gregge, ed arde il Pino; 
Sciolglie il Cucco la voce, e tosto intesa 
Canta la Tortorella e 'l gardelino. 
Zeffiro dolce spira, mà contesa 
Muove Borea improviso al suo vicino; 
E piange il Pastorel, perche sospesa 
Teme fiera borasca, e 'l suo destino; 
Toglie alle membra lasse il suo riposo: 
Il timore de' Lampi, e tuoni fieri 
E de mosche, e mosconi il stuol furioso! 
Ah che pur troppo i suoi timor son veri 
Tuona e fulmina il Ciel e grandinoso 
Tronca il capo alle spiche e a' grani alteri.

   



LE QUATTRO STAGIONI
L'Autunno

1) Allegro
2) Adagio molto
3) Allegro


Celebra il vilanel con balli e Canti
Del felice raccolto il bel piacere.
E del liquor di Bacco accesi tanti
Finiscono col sonno il lor godere.
Fà ch' ogn' uno tralasci e balli e canti
L' aria che temperata dà piacere,
E la Staggion ch' invita tanti e tanti
D' un dolcissimo sonno al ben godere.
I cacciator alla nov' alba à caccia
Con corni, schioppi, e canni escono fuore
Fugge la belva, e seguono la traccia;
Già sbigottita, e lassa al gran rumore
De' schioppi e canni ferita minaccia
Languida di fuggir, mà oppressa muore.

   
    
LE QUATTRO STAGIONI
L'Inverno


1) Allegro non molto 
2) Largo 
3) Allegro 


Agghiacciato tremar tra nevi algenti' 
Al severo spirar d'orrido vento, 
Correr battendo i piedi ogni momento; 
E per soverchio gel batter i denti, 
Passar al foco i di quieti e contenti 
Mentre la poggia fuor bagna ben cento 
' Caminar sopra ´l ghiaccio, e passo lento 
Per timor di cader persene intenti 
Gir forte sdruzziolar, cader a terra 
Di nuovo gir sopra `l ghiaccio correr forte 
Sin ch' il ghiaccio si rompe e si dissera; 
Sentir uscir dalle serrate porte 
Sirocco Borea, e tutti i Venti in guerra 
Quest' è 'l verno, mà tal, che gioja apporte.



1 commento:

Marianna S. ha detto...

tra gli italiani è il mio preferito