domenica 12 febbraio 2012

CHARLIE PARKER e il jazz moderno




Considerato il più importante musicista del jazz moderno, Parker nasce nel 1920 a Kansas City. 
Qui egli cresce in un ambiente musicalmente molto stimolante e inizia a suonare il sassofono contralto già all'età di quindici anni. 
Nel 1941 si trasferisce a New York, vero centro della vita jazzistica mondiale, e lavora in piccoli locali, come il Minton's Playhouse, contribuendo in maniera determinante al formarsi del linguaggio jazzistico moderno, denominato bebop. 
Nel dopoguerra, nonostante una certa fama conquistata con numerose incisioni discografiche e concerti, la vita di Parker continua a essere segnata dall'uso di alcool e stupefacenti che lo porta appena trentacinquenne a morire per collasso cardiaco.
Così come la sua vita, anche la musica di Parker è contraddistinta da un certo gusto per l'eccesso: infatti egli afferma un tipo d'improvvisazione torrenziale, spesso su tempi rapidissimi, che richiede abilità tecniche e creatività straordinarie. 
Proprio l'improvvisazione diventa il fulcro dell'esecuzione e Parker la effettua sulle note che formano gli accordi dell'accompagnamento armonico piuttosto che su quelle della melodia. 
Con lui il jazz non è più una musica d'intrattenimento e di facile consumo, bensì una forma d'arte difficile che richiede tutta l'attenzione dell'ascoltatore. 
La sua influenza e il suo seguito sono stati enormi e non vi è sassofonista successivo che non si sia ispirato alle sue innovazioni.



Sta... toujour...

2 commenti:

TheSweetColours ha detto...

...wow... non conosco granchè...

Marianna S. ha detto...

un passaggio anche qui...