sabato 21 gennaio 2012

SE IL CIELO FOSSE BIANCO DI CARTA (Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea - Ivan Della Mea) (Letters of the condemned to death of the European Resistance)





     
...SE IL CIELO FOSSE BIANCO DI CARTA...
Ivan Della Mea

Se il cielo fosse bianco di carta
e tutti i mari neri d'inchiostro
non saprei dire a voi, miei cari,
quanta tristezza ho in fondo al cuore,
qual è il pianto, qual è il dolore
intorno a me.

Si sveglia l'alba nel livore
di noi sparsi per la foresta,
a tagliar legna seminudi,
coi piedi torti e sanguinanti;
ci hanno preso scarpe e mantelli,
dormiamo in terra.

Quasi ogni notte, come un rito,
ci danno la sveglia a bastonate;
Franz ride e lancia una carota
e noi, come larve affamate,
ci si contende unghie e denti
l'ultima foglia.

Due ragazzi sono fuggiti:
ci hanno raccolti in un quadrato,
uno su cinque han fucilato,
ma anche se io non ero un quinto
non ha domani questo campo...
ed io non vivo…

Questo è l'addio
a tutti voi, genitori cari,
fratelli e amici,
vi saluto e piango.
Chaïm.
  


   
Se il cielo fosse bianco di carta è una canzone di Ivan Della Mea, scritta nel 1965 adattando a una melodia intensa una delle Lettere dei condannati a morte della Resistenza europea (a cura di Piero Malvezzi e Giovanni Pirelli; Einaudi, Torino 1966"): quella di Chaïm, un ragazzo di quattordici anni che era riuscito a comunicarla gettandola al di là del reticolato di un campo di sterminio nazista. Quello che spinse Della Mea a musicare la lettera fu un atteggiamento polemico nei confronti dell'uso retorico e celebrativo che la cultura borghese faceva - e fa - di questi materiali. 
Incisa una prima volta, nell'esecuzione di Giovanna Marini, in Ho letto sul giornale (Dischi del Sole), è stata di riproposta dallo stesso Ivan Della Mea - con il titolo Lettera di Chaïm - nel LP Se qualcuno ti fa morto (Dischi del Sole).


Sta... Sily....

2 commenti:

TheSweetColours ha detto...

Fa pensare e non poco

TheSweetColours ha detto...

Fa pensare e non poco