sabato 7 gennaio 2012

ROBERT ALEXANDER SCHUMANN - Cinque pezzi su melodie popolari per violoncello e pianoforte op. 102 N. 1 in la minore

Robert Alexander Schumann
  
Uscendo dal proprio soggettivismo per interpretare la natura ed inseguirne le visioni, senza rinunciare però alle funzioni direttive del pensiero e dello sviluppo motivico, un musicista come Schumann trasferiva al pianoforte, associato magari anche ad uno strumento ad arco come il violoncello, l'iride delle nuove forme espressive sbocciate nel crogiuolo dei suoi sentimenti e delle sue reminiscenze, estrosi ed insoliti sempre.


ROBERT ALEXANDER SCHUMANN
“Cinque pezzi su melodie popolari” per violoncello e pianoforte op. 102 
N. 1 in la minore
Violoncello - Evgeny Rumyantsev
Pianoforte - Ekaterina Mechetina
    
 
   
    
Apro la serie con il primo disco, in “la minore”, dei “Cinque pezzi su melodie popolari”, o, più propriamente detti, “im Volkston”, che Robert Schumann (Zwickau, Sassonia, 1810 - Endenich, Bonn, 1856) scrisse nei primi mesi del 1849 per violoncello (o, ad libitum, violino) e pianoforte, dedicandoli ad A. Grabau; il '49 fu un anno straordinariamente fecondo per la musica del Sassone, ma anche emblematico di una condizione psichica ormai scossa, capace di farlo trascorrere da vivide impennate d'euforia ad ancor più intense crisi di depressione (una fu determinata, proprio nell'aprile di quell'anno, dalla morte del fratello Carl), ma non ancora di inaridirne la vena compositiva, che anzi vi conosce taluni dei suoi frutti più rigogliosi: le “Waldszenen per pianoforte op. 82”..., il “Konzertsfück per 4 corni e orchestra”..., il “Requiem per Mignon”. 
“I Cinque pezzi op. 102” non vanno probabilmente ascritti alla musa maggiore schumanniana, né tanto meno alla sua più problematica; freschi 'morceaux', nei quali zampilla l'umor cordiale di una ritrovata facondia dell'intelletto e dell'ispirazione, qui votata al casalingo anzi che all'eroico.


Sta... per sempre....

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