sabato 7 gennaio 2012

NICCOLÒ PAGANINI - La "Campanella" dal II concerto in si minore - Violino - Salvatore Accardo


    
Niccolò Paganini
 
Partecipe di tutti i furori e le  bizzarrie più sintomatici dell'artista romantico e personaggio rappresentativo a tutto tondo del suo tempo, virtuoso dell'arco stupefacente sino all'inverosimile, sì da alimentare la leggenda “d'aver venduto l'anima al diavolo ricevendone in cambio il segreto del violino”, Niccolò Paganini suscitò l'ammirazione incondizionata di Schubert, Schumann, Liszt e Chopin, e con loro di tutta l'Europa. Secondo una testimonianza del tempo “le sue pupille vivacissime di brio e di genio si agitano nell'orbita degli occhi e il primo colpo d'arco è come una scintilla che gli dà nuova vita”. Quanto alla sua produzione, dichiarò Rossini “esser stata una fortuna che Paganini non si sia dedicato esclusivamente alla composizione perché avremmo trovato in lui un rivale pericoloso”. Proprio il Secondo Concerto offre l'ascolto sin dall'inizio di un vero repertorio di prestigiosi passaggi virtuosistici e della trasposizione di una tecnica che è prima di tutto teatrale, traendo origine il suo slancio melodico dal canto di agilità caratteristico del melodramma coevo. Dopo il fiorito tempo lento, il Rondò conclusivo (immortalato anche da Liszt che ne fece una superba trascrizione pianistica) fu battezzato dall'autore “La campanella”, riproducendo l'effetto proprio di quello strumento nel contesto di un'inesauribile successione di effetti di bravura.


NICCOLÒ PAGANINI
La Campanella dal II concerto in si minore  
Violino - Salvatore Accardo

 
    
La rassegna si chiude, come in ogni giusto entertainment, nel nome di Niccolò Paganini (Genova, 1782 - Nizza, 1840) e della sua celebre “Campanella”: terzo ed ultimo tempo, Rondò, del “Concerto n. 2 in si minore per violino e orchestra” (1826), così detto per la facoltà del musicista di evocare allo strumento solista il tintinnio di una campanella. È una pagina di brillante spettacolarità ancor più apprezzabile per l'effervescenza del gioco virtuosistico (asperrimo per la teoria di bicordi, trilli, flautati, ecc.) cui è chiamato il violinista, che per reali doti di invenzione. 
È noto che Liszt, fervido ammiratore del Genovese, ne propose una trascrizione pianistica nel celebre Studio omonimo.


Sta...

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