mercoledì 25 gennaio 2012

LED ZEPPELIN STORY


    
Il gruppo, formatosi nel 1968 e scioltosi nel 1980, anno della morte del batterista, fu composto per l'intero periodo della sua attività da Jimmy Page (chitarra e lap steel), Robert Plant (voce e armonica), John Paul Jones (basso, tastiere e mandolino) e John Bonham (batteria).

Pur rifiutando di venir bollati con l'odiato marchio di Heavy Metal (quello stesso pescato in qualche romanzo di William Burroughs da una schiera di “poppisti" intellettuali), i Led Zeppelin hanno indubbiamente segnato la vicenda "hard" degli anni 70. 
Page in guida di dandy elettrico, Plant quasi un Daltrey "corretto", John Paul Jones "bassman" con voglie d'eclettismo e John "Bronzo" Bonham a menar timpani e grancasse con verve di boscaiolo, tutti avvertirono il survoltaggio di un'epoca, gli acidi mid-Sixties, giocata sull'effimera infiammatura, su un hippysmo compiacente/compiaciuto, ormai in declino.

Nel '68, alla Surrey University, i quattro si presentarono come "dirigibile", e per di più con un bell'album d'esordio nei negozi.
Le loro maratone "live", memorabili "tour de force", conquistarono in breve il mercato americano: la laringe elettrica di Plant, gli equilibrismi di Page alle prese persino con un archetto di violino in Dazed And Confused, e l'implacabile martellìo ritmico di Bonham e Jones, crearono una vera e propria mitologìa attorno al gruppo, polivalente al punto da alternare ai riff più lancinanti (Communication Breakdown) melodiche ballate acustiche (Babe, I'm Gonna Leave You).
Nel '69 il secondo album si rivelò ancor miglior ritratto dello "stile" variegato degli Zeppelin: Whole Lotta Love e Heartbreaker divennero rapidamente inni del nascente movimento "metallico"; Ramble On e What Is And What Should Never Be confermarono le tendenze "orchestrali" di Page; mentre Lemon Song e Bring It On Home vollero essere omaggi alla tradizione blues. Nel '70, i quattro misero a segno una nuova "fusione", sulle orme dei Traffic più "agresti": ballate bucoliche in chiave acustica (il banjo e i mandolini di Gallows Pole, That's The Way), qualche blues fiammeggiante (Since I've Been Loving You) e un paio di vibranti rock (Immigrant Song, Celebration Day) . Il risultato fu Led Zeppelin III, album che deluse i più "duri" ma non mancò di reclutare nuove schiere di fanatici.
L'anno seguente vide il "dirigibile" in terra d'Italia, con tafferugli e lacrimogeni al Vigorelli milanese in occasione di un'azzardata presenza al Cantagiro. Il fattaccio segnò il primo embargo di concerti da noi e il gruppo non si fece mai più rivedere. Fu il quarto disco, senza titolo e con quattro simboli magici a confondere le idee, a consacrare gli Zeppelin "roquers" per antonomasia, del decennio, con Stairway To Heaven, suggestiva ballata "in progress", Black Dog, Rock 'n Roll e le deliziose Going To California e Battle Of Evermore, manifesti di gran classe. 
House Of The Holy, nel '73, sfondò del tutto il muro di certe sonorità monolitiche del passato, offrendo una produzione ultra-accurata ed arrangiamenti polidimensionali (No Quarter, The Song Remains The Same, Rain Song). 
Il gruppo si ritrovò ben presto nel Guinnes dei primati per un'apparizione a Tampa, Florida: quasi sessantamila presenze ed un incasso di oltre 309.000 dollari. Fu il momento di maggior successo, e i quattro decisero di dare il via ad una troupe cinematografica, diretta da Joe Massot e Peter Clifton, che filmasse in scena e dietro le quinte (se ne ricavò un discreto documentario, "The Song Remains The Same" appunto, apparso nel '76 accompagnato dall'omonima colonna sonora).
Nel '74 Page e amici fondarono la propria etichetta, Swan Song, ma con scarso successo. Sull'onda del doppio Physical Graffiti, il nuovo tour americano li vide protagonisti di uno degli shows più spettacolari mai realizzati da un gruppo rock, tra laser ed effetti speciali d'ogni sorta, per oltre tre ore di musica "da vedere".

A Knebworth, nell'estate '79, gli Zeppelin fecero conoscenza con un nuovo pubblico, più giovane, in totale adorazione. Il test generazionale era stato felicemente superato. Con In Through The Out Door in vetta alle classifiche, Stairway To Heaven veniva eletta da tutti i maggiori giornali rock "canzone degli anni '70". Notevolmente riconfortati, i quattro si imbarcarono nell'80 in un esteso tour europeo: meno effetti e lungaggini, più musica, il bilancio steso da chi ebbe modo di vederli. Poi nel settembre di quell'anno la morte "accidentale" di Bonham e lo scioglimento definitivo. 
Page si è dedicato alla colonna sonora del "Giustiziere Della Notte no. 2", mentre Plant ha dato alle stampe Pictures At Eleven, "minacciando" di tornare in pista quanto prima con una sua band. Mentre un album di inediti, Coda, ha visto la luce nel '82, e la leggenda è continuata ancora.
    

    
DISCOGRAFIA

Led Zeppelin ('69)
Led Zeppelin II ('69)
Led Zeppelin III ('70)
Led Zeppelin IV ('71)
Houses Of The Hóly ('73), tutti su Atlantic

Physical Graffiti ('75)
Presence ('76)
The Song Remains The Same ('76)
In Through The Out Door ('79)
Coda ('82), tutti su Swan Song

Jimmy Page: Death Wish II (Swan Song, '82)
Robert Plant: Pictures At Eleven (Swan Song, '82)


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