giovedì 19 gennaio 2012

4 - IL RINASCIMENTO - LA MUSICA STRUMENTALE (The Renaissance - Instrumental Music)


Concerto campestre - Tiziano o Giorgione (Vedi scheda)
      
 Durante il XVII  secolo e per tutta la prima metà del XVIII, le concezioni musicali rinascimentali ed i nuovi generi subirono un ulteriore sviluppo e si perfezionarono a tal punto che questo periodo può essere definito come l'inizio dell'età moderna nel campo della musica.principale centro della cultura musicale è ancora l'Italia, dove nascono il melodramma e le scuole romana, bolognese, veneziana e napoletana, specializzate nell'arte della cantata sacra e profana. In Francia, soprattutto alla corte del Re Sole, nella seconda metà del secolo si instaura una tradizione musicale autonoma caratterizzata dalla tragédie lyrique, dalla suite dei tempi di danza e da una vasta produzione di musica per clavicembalo.


LO STILE CONCERTANTE

Già verso la metà del XVI secolo, con l'istituzione di un accompagnamento strumentale costante, era iniziato il processo di definizione del ruolo degli strumenti rispetto alla voce di cui non erano più considerati un semplice sostegno; con l'adozione del contrappunto e del basso continuo, poi, gli strumenti intrecciarono fra loro, singolarmente o a gruppi, un dialogo autonomo. 
Da questa nuova pratica, chiamata stile concertante, verso la fine del XVII secolo avranno origine le composizioni strumentali del concerto grosso e del concerto solistico, con una ben definita struttura formale e strumentale.


LA SONATA


Giovanni Gabrieli 

Molto importante per l'evoluzione di un altro genere della musica strumentale fu la Sonata “pian e forte” di Giovanni Gabrieli (Venezia, 1557 – Venezia, 12 agosto 1612), scritta per soli strumenti. Il termine stesso di sonata (musica da suonare) si contrapponeva a quello di cantata (musica da cantare) in cui veniva impiegata la voce. 
Nel XVI secolo la sonata era semplicemente la trasposizione per strumenti della chanson francese dai cui modelli si staccò in seguito per diventare una composizione autonoma esclusivamente strumentale. 
Nel XVII secolo questa forma subì una profonda trasformazione: venne infatti definito il numero degli strumenti, che furono ridotti fino ad un massimo di tre: due violini e basso continuo con clavicembalo od organo.
  
Arcangelo Corelli
  
Questo tipo di sonata a tre o a due (violino e clavicembalo) si divideva nei generi da chiesa e da camera. Lo schema della sonata da camera venne fissato in tre movimenti (allegro, tempo vivace, tempo finale), intervallati da un adagio. 
La definitiva sistemazione della forma della sonata a tre si deve ad Arcangelo Corelli (Fusignano, 17 febbraio 1653 – Roma, 8 gennaio 1713), che sfruttò le possibilità del violino (sonata per violino solista con accompagnamento). 

Arcangelo Corelli è importantissimo per lo sviluppo della musica strumentale occidentale. Diede nuovo impulso alla sonata a tre, e sfruttò le grandi doti cantabili del violino


LA CANTATA
   
Giacomo Carissimi
   
La cantata, anch'essa sacra o profana, nacque dalla dissoluzione del madrigale. Già negli ultimi madrigali di Monteverdi l'ampiezza e la libertà melodica sono attenuate, mentre il ritmo segue attentamente la metrica del verso. Il genere si affermò grazie a Giacomo Carissimi (Marino, 18 aprile 1605 – Roma, 12 gennaio 1674) come forma autonoma definitiva in cui venivano combinati lo stile recitativo (che sostituiva quello declamato) e lo stile arioso (che riguardava la melodia). In seguito nella cantata si affermò la forma strofica dell'aria col da capo (l'ultima strofa ripeteva, con libere variazioni da parte dell'autore, la prima).


Sta... sempre e per sempre....

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