lunedì 9 gennaio 2012

FLAUTO MAGICO (Die Zauberflöte - The Magic Flute) - Mozart (Trama, commento e video - Plot, comment and video)


Mozart (1777) - Padre Martini 
   
FLAUTO MAGICO 

Titolo originale Die Zauberflöte, è un Singspiel in due atti musicato da Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Emanuel Schikaneder e con il contributo di Karl Ludwig Giesecke.

Il Flauto Magico è l'ultima opera teatrale musicata da Wolfgang Amadeus Mozart e destinata a un piccolo teatro dei sobborghi viennesi, il Theater Auf der Wieden, dove fu rappresentata per la prima volta il 30 settembre del 1791, diretta dallo stesso Mozart.
In questi teatri, numerosissimi nell'Austria e nella Germania del XVIII secolo, si rappresentava un particolare tipo di opera, chiamato singspiel: la sua caratteristica consisteva nell'alternare dialoghi recitati a parti cantate e nell'eseguire entrambi in lingua tedesca; novità quest'ultima non indifferente per un'epoca dominata dall'opera italiana, rappresentata ovunque nella lingua originale. Inoltre i soggetti prediletti dal singspiel erano pieni di spunti comici e farseschi e venivano realizzati con grandiosi effetti scenici, giochi di luce, effetti sonori, adatti a suscitare lo stupore e la meraviglia di un pubblico non colto, prevalentemente borghese e popolare, desideroso di divertirsi e di comprendere ciò che avveniva sulla scena. È dunque facile capire il successo e la diffusione capillare di questo teatro musicale, così lontano in tutte le sue caratteristiche dal clima aristocratico dell'opera italiana, che resta invece la protagonista indiscussa dei palcoscenici di corte e dei teatri pubblici di tutta Europa.
Le vicende narrate dal Flauto Magico appartengono poi a un genere di singspiel molto di moda nella seconda metà del '700, quello della commedia magica e fantastica che mescola elementi comici e soprannaturali, personaggi reali e maschere, storia e fiaba. Un cocktail dei più invitanti!
   

      
Ma per saperne di più sul Flauto Magico è giunto il momento di leggere la sua trama.

In una contrada mostruosa il principe Tamino è assalito da un grosso serpente, sviene ma è immediatamente soccorso da tre fanciulle che tagliano il serpente in tre pezzi. Vanno poi a riferire il fatto alla loro Regina. 
Compare Papageno, cacciatore e venditore di uccelli e variazione della tradizionale figura comica del servo scaltro e pauroso; egli dà ad intendere a Tamino di averlo salvato egli stesso, ma le tre fanciulle ritornate con la Regina della notte svelano la verità e gli chiudono la bocca con un lucchetto. 
La Regina della notte mostra a Tamino il ritratto di sua figlia Pamina che, ella afferma, è prigioniera di Sarastro, un mago cattivo. 
Ella promette Pamina in sposa a Tamino se egli la libererà. 
Tamino, già innamorato di Pamina, promette di liberarla. 
Papageno, perdonato e liberato dal lucchetto, lo accompagnerà come scudiero: a Tamino viene regalato un flauto magico, a Papageno un campanellino che, suonati nell'ora del pericolo, li caveranno dai guai. 
Una volta arrivati nel regno di Sarastro, si accorgono che costui non è affatto un tiranno, ma una specie di Gran Sacerdote della saggezza che rivela a Tamino che la Regina della notte è la Potenza del Male e gli promette in sposa Pamina purché egli superi insieme a Papageno le tre prove rituali dell'iniziazione.
Grazie all'aiuto degli strumenti magici Tamino, Papageno e Pamina riescono a superare le prove del silenzio, del fuoco e dell'acqua. 
Tamino sposerà così Pamina con la solenne benedizione di Sarastro, mentre Papageno vedrà trasformarsi la sua Papagena - un'orribile vecchiaccia che lo perseguitava con le sue effusioni amorose - in una giovane e deliziosa ragazza.
  
Tamino e Pamina (1920) - Acquerello di Max Slevogt

  
____La trama è forse un po' complicata, ma è certo che Il Flauto Magico piacque subito molto. A testimoniarlo ci sono le parole dello stesso Mozart: 

“Torno dall'opera - scriveva alla moglie il 6-7 ottobre 1791 -. Sala sempre piena. Il duetto "Mann und Weib; il "Glockenspiel" del primo atto sono stati bissati come al solito. E così pure il trio dei paggi. Ma quel che mi fa più piacere è il consenso silenzioso! Si vede come l'opera sale sempre più nella stima generale”.

A confermare questo successo ci sono le venti repliche all'Auf der Wieden nel primo mese, le cento entro l'anno. Questa affermazione senza precedenti portò alle stelle la celebrità di Mozart, a dispetto della morte che lo aveva colto dopo solo due mesi dalla prima.


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Sta... per sempre...

1 commento:

Bblogger ha detto...

sulla musica classica non mi pronuncio, ma leggerti è sempre un grande piacere