domenica 29 gennaio 2012

LA GUERRA DI PIERO - Fabrizio De André (Testo, commento e video)

.... Col culo esposto a un radiatore
s'era assopito il cantautore....

  

     

...LA GUERRA DI PIERO
Fabrizio De André


Dormi sepolto in un campo di grano,
non è la rosa, non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi.

"Lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati,
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente".

Così dicevi, ed era inverno,
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve;
il vento ti sputa in faccia la neve.

Fermati Piero, fermati adesso,
lascia che il vento ti passi un po' addosso,
dei morti in battaglia ti porti la voce:
"Chi diede la vita ebbe in cambio una croce"...

Ma tu no lo udisti, e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava,
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera.

E mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo, in fondo alla valle,
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore.

Sparagli Piero, sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora,
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra, a coprire il suo sangue.

"E se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire,
ma il tempo a me resterà per vedere,
vedere gli occhi di un uomo che muore".

E mentre gli usi questa premura
quello si volta, ti vede, e ha paura
ed imbracciata l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia.

Cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato;

cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno.

"Ninetta mia, crepare di maggio
ci vuole tanto, troppo coraggio,
Ninetta bella, dritto all'inferno
avrei preferito andarci in inverno!".

E mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile,
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole.

Dormi sepolto in un campo di grano,
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi,
ma sono mille papaveri rossi. 
    


    
La guerra di Piero è uno dei brani più celebri di De Andre. Sebbene scritta nel 1963, solo negli anni Settanta, con il boom della canzone di protesta, ottiene il meritato successo, diventando un inno pacifista e antimilitarista. Il cantautore genovese prende spunto dalla terribile esperienza di suo zio, deportato in un campo di concentramento, per raccontare la storia di Piero, giovane soldato che, mentre è assorto nei suoi pensieri vede, in fondo alla valle, un soldato nemico.
Esita a sparargli e l'incertezza gli costa la vita: Piero muore non per mancanza di coraggio, ma perchè considera il nemico uno come lui, diverso unicamente perché indossa "una divisa di un altro colore". Per questo non riesce a uccidere: la sua umanità e il suo senso di fratellanza hanno il sopravvento.
La canzone è quindi una denuncia contro la guerra e i suoi folli meccanismi di morite. Il testo, dal carattere poetico, è scritto in rima seguendo la metrica dell'endecasillabo (cioè ogni verso è formato da undici sillabe). Le due melodie che si alternano sono piuttosto simili, e si sposano perfettamente alle parole.


  
Sta..................

   

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