martedì 31 gennaio 2012

COM'E' TRISTE VENEZIA - Que c'est triste Venise - How sad Venice can be - Charles Aznavour (Testi e video)





COM'E' TRISTE VENEZIA
Charles Aznavour

Com’è triste Venezia 
Soltanto un anno dopo 
Com’è triste Venezia 
Se non si ama più

Si cercano parole 
che nessuno dirà 
E si vorrebbe piangere 
Ma ormai non si può più

Com’è triste Venezia 
Se nella barca c’è 
Soltanto un gondoliere 
Che guarda verso te

E non ti chiede niente 
Perché negli occhi tuoi 
E nella mente tua 
C’è soltanto lei

Com’è triste Venezia 
Soltanto un anno dopo 
Com’è triste Venezia 
Se non si ama più

I musei e le chiese 
Si aprono per noi 
Ma non lo sanno 
Che ormai tu non ci sei

Troppo triste Venezia 
Di sera la laguna 
Se si cerca una mano 
Che non si trova più

Si fa dell’ironia 
Davanti a quella luna 
Che un dì ti ha vista mia 
E non ti vede più

Addio gabbiani in volo 
Che un giorno salutaste 
Due punti neri al suolo 
Addio anche da lei

Com’è triste Venezia 
Soltanto un anno dopo 
Com’è triste Venezia 
Se non si ama più..

  
QUE C'EST TRISTE VENISE


Que c'est triste Venise 
Au temps des amours mortes 
Que c'est triste Venise 
Quand on ne s'aime plus

On cherche encore des mots 
Mais l'ennui les emporte 
On voudrait bien pleurer 
Mais on ne le peut plus

Que c'est triste Venise 
Lorsque les barcarolles 
Ne viennent souligner 
Que des silences creux

Et que le coeur se serre 
En voyant les gondoles 
Abriter le bonheur 
Des couples amoureux

Que c'est triste Venise 
Au temps des amours mortes 
Que c'est triste Venise 
Quand on ne s'aime plus

Les musées, les églises 
Ouvrent en vain leurs portes 
Inutile beauté 
Devant nos yeux déçus

Que c'est triste Venise 
Le soir sur la lagune 
Quand on cherche une main 
Que l'on ne vous tend pas

Et que l'on ironise 
Devant le clair de lune 
Pour tenter d'oublier 
Ce qu'on ne se dit pas

Adieu tout les pigeons 
Qui nous en fait escortent 
Adieu Pont des Soupir 
Adieu rêves perdus

C'est trop triste Venise 
Au temps des amours mortes 
C'est trop triste Venise 
Quand on ne s'aime plus...

  
HOW SAD VENICE CAN BE

How sad Venice can be
When you return alone
A fond memory
In every paving stone

I walk among the birds
That fill San Marco's Square
With echoes of her words
Around me in the air

How sad Venice can be
When mandolins play
A song she sung for me
One unforgotten day

Like images of sleep
The gondoliers go by
But when I try to weep
I find my tears are dry

How sad Venice can be
When mist is in your eyes
And you can hardly see
As pigeons fill the skies

I find the little street
And then the old cafe
Where we would always meet
To dream away the day

How sad Venice can be
Beneath the silent moon
That rises from the sea
And silvers the lagoon

I hear the vespers chime
And cross the Bridge of Sighs
I know that it is time
To bid my last goodbye

There's nothing more to say
I pass beneath the light
And then I turn away
From Venice in the night

How sad Venice can be
It's too lonely to bear
When you have lost the love
That you discovered there


    

   
Charles Aznavour, pseudonimo di Shahnour Vaghinagh Aznavourian (Parigi, 22 maggio 1924) è un cantautore e attore cinematografico francese di origine armena.
Noto con il soprannome di Charles Aznavoice, ma anche detto il "Frank Sinatra della Francia", canta in sette lingue e si è esibito in molte parti del mondo. Ha dato lustro alla Francia ed è stato insignito della Legion d'Onore. È ambasciatore dell'Armenia in Svizzera dal 12 febbraio 2009.Cantante, autore, compositore (Parigi, 22.5.1924). Figlio di emigranti armeni stabilitisi in Francia, inizia fin da bambino la sua attività artistica col teatro (“Un bon petit diable”..., “Henry IV”..., “La guerre des boutons”). La buona propensione per la recitazione e il canto lo portano nel 1941 a esibirsi con Pierre Roche in un duo di cabaret. 
Le sue prime composizioni interessano la grande Edith Piaf, per la quale scriverà canzoni di grande successo come Le pleut e Il y avait. 
Agli inizi degli anni Cinquanta collabora con Gilbert Bécaud, con il quale realizza Viens e Donne-moi. Nel 1955, le sue trionfali esibizioni nei maggiori music-hall parigini (Moulin Rouge e Olympia) e quindi le prime apparizioni cinematografiche (“La téte contre les murs”, 1958) lo lanciano decisamente verso la notorietà internazionale. 
Nel 1962 con il 45 giri Je m'en voyais dejà entra per la prima volta nelle classifiche italiane e inizia a esibirsi con recital di grande successo, in particolare a Roma e Milano nel 1967, dove presenta La mère (La mamma), Il faut savoir (Devi sapere) e LaBohème. 
Nel 1971 con l'album E, fu subito Aznavour conquista il primo posto della hit parade. 
D'allora ha inciso altri dischi in italiano, continuando a cimentarsi, con una cadenza pressoché annuale, nelle più prestigiose sale del nostro paese, partecipando, inoltre, a molti spettacoli televisivi. 
Nel 1989 ha partecipato come ospite al Festival di Sanremo cantando Momenti sì momenti no. 
Tipico chansonnier della scuola francese del dopoguerra, con la sua voce roca e abilmente modulata, ha scritto e interpretato decine di canzoni di successo, in genere piccole storie d'amore e d'ambiente, in buona parte tradotte nella nostra lingua. Con una vena languidamente melanconica ha cantato l'amore (Aspetto te), a volte l'erotismo (Dopo l'amore), spesso la coppia (Ti lasci andare), l'incontro (Com'è triste Venezia).

E fu subito Aznavour (Barclay, 1971)
Buon anniversario (Barclay, 1972)
Dedicato all'amore (G&G/Ricordi, 1984)
Le cose dell'amore (G&G/Ricordi, 1985)
Com'è triste Venezia (Cgd 1988)
L'istrione (Cgd, 1988)
La mamma (Cgd, 1988)
Momenti sì, momenti no (Cgd 1989)


Sta...  per sempre...

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