sabato 28 gennaio 2012

Canzoni di Mahavishnu John McLaughlin (Noonward Race, Birds Of Fire, Open Country Joy, Lila's Dance, Do You Hear The Voices That You Left Behind, Mind Ecology, Electric Dreams Electric Sighs)


     
John McLaughlin anche noto come Mahavishnu John McLaughlin (Doncaster, 4 gennaio 1942) è un chitarrista britannico.

"La personalità di un musicista è come la faccia di un gioiello; volge la luce e il colore, l'intensità, la bellezza cambiano". 
John McLaughlin ha spiegato così la varietà delle sue posizioni e delle sue musiche nei vent'anni di carriera trascorsi; individuando peraltro un filo comune, perché "una persona ha sogni, desideri, sentimenti che deve esprimere. Come musicista non posso che fare così, articolare quel che provo intimamente".

I sette brani che propongo in questa pagina, se non illuminano tutte le facce del gioiello, rendono comunque conto della storia di McLaughlin nei suoi anni più famosi, dal 1972, pressapoco, al 1979. 
   

    
Noonward Race, il primo pezzo, tratto da Inner Mounting Flame, è forse il tema più celebre della Mahavishnu Orchestra. Cobham e Laird, alla batteria e al basso, forniscono un ritmo di una forza e di una asciuttezza quasi insopportabili; su quel tappeto mobile, prima McLaughlin, poi Goodman, poi Hammer, infine ancora McLaughlin, prendono stringati assoli molto spettacolari. Il "tocco" del leader è, una volta tanto, decisamente rock; negli "sbavi" della chitarra, specie all'inizio, ci sono precisi ricordi di certo "rock-blues" degli anni '60, da Jimi Hendrix a Jeff Beck. Notevole anche l'assolo di Goodman, uno dei virtuosi più noti di violino elettrico in un'epoca che consacrò la fortuna di quello strumento, oggi in disuso. Di tutti i componenti della Mahavishnu, Goodman era il più versato in cose rock, se non altro per aver capeggiato per alcuni anni una banda di discreta fama, i Flock.
  

     
Birds Of Fire e Open Country Joy, sono tratti da Birds Of Fire, uno dei dischi più importanti della Mahavishnu e comunque il più venduto (1973). Il brano che intitola l'album è uno dei più suggestivi di tutta la produzione di McLaughlin; non è tanto lo sviluppo ritmico che importa, quanto la sovrapposizione di trame strumentali in lieve frizione fra loro. Un procedimento che in qualche modo ricorda gli "strati sonori" di Miles Davis nel periodo di Bitches Brew. In Open Country Joy torna in evidenza il violino di Goodman e la chitarra di McLaughlin ha toni delicati, riposanti.
  

      
Lila's Dance, da Visions Of Emerald Beyond. È una registrazione del 1975, con la Mahavishnu Mark II di Ponty, Walden, Goldberg e altri. Si tratta del periodo più discusso della discografia di McLaughlin, turbato dallo scioglimento della prima Mahavishnu e incapace di recuperare l'asciutta energia delle prime composizioni.  
     

  
   Do You Hear The Voices That You Left Behind è un bel pezzo firmato da McLaughlin e realizzato in quartetto (con Chick Corea, Stanley Clark e Billy Cobham) per l'album di Electric Guitarist, nel 1978. Di quel disco, McLaughlin ha avuto modo di sottolineare l'importanza, "perché vi ho ritrovato tutte le mie influenze". Altrove, McLaughlin ha parlato di una ricerca di stile, di un compendio di tutte le sue ricerche di cui Electric Guitarist è stato un passaggio importante anche se non definitivo. Il brano è vivace, tranquillo, sereno; McLaughlin lo inizia con dolcezza e circospezione, per ritrovare poi disinvoltamente certa energia, legata fondamentalmente al primo periodo del "jazz rock".
      





.......Mind Ecology viene da Natural Elements, terzo e ultimo ellepì di Shakti (1977). McLaughlin suona la chitarra acustica con corde supplementari che vibrano per simpatia, per ritrovare certa sonorità tipica della musica orientale; il pezzo è un dialogo fra il suo strumento e il violino di Shankar, con punte di notevole suggestione. Il tessuto percuttivo è fornito da Zakir Hussain, con le "tablas", e da T.S. Vinayakaram, che suona il "ghatam", uno strumento a forma di giara con armatura metallica interna.
Amici... ascoltate questo brano musicale...  e godete...
   
       
Infine Electric Dreams, Electric Sighs. È il McLaughlin del 1979, che ha fuso Shakti con la One Truth Band e lavora a una "elettronica morbida" (chitarra elettrica e un amplificatore da 100 watt) con i bei colori violinistici di Shankar: McLaughlin usa uno strumento a tasti incavati, che consente di ottenere notevoli sfumature piegando le corde sia verso l'alto che verso il basso, un po' come accade per la “vina" e gli altri strumenti a corde della tradizione indiana. Nella sezione finale del brano, McLaughlin ricorre brevemente al banjo, strumento per lui insolito: altrove suona la chitarra acustica a 6, 12 e 13 corde.
   

    
VEDI ANCHE . . .  MILES DAVIS E JOHN MCLAUGHLIN
   
...STA... per sempre....

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