sabato 7 gennaio 2012

FREDERIC CHOPIN - Introduzione e polacca per violoncello, e pianoforte op. 3

Frederic Chopin 


Assieme a Schumann, pure Chopin si propose l'intento di “combattere il passato anche fuori dal predominio del virtuosismo e preparare un'età nuova di poesia”. Ed in entrambi il linguaggio individuale non poteva prescindere dall'elemento nazionale: nelle chopiniane Polacche, dalla ritmica marzialmente scandita, nelle Mazurke o nelle Ballate veniva a riflettersi, come su un cristallo, il retaggio del folclore della madrepatria polacca e, d'altro canto, nella creatività schumanniana può cogliersi spesso il profumo della liederistica tedesca. 




FREDERIC CHOPIN
Introduzione e polacca per violoncello, e pianoforte op. 3 
Violoncello - Mstislav Rostropovich
Pianoforte - Martha Argerich 
  


Di analogo disimpegno si fregia la “Introduzione e polacca brillante in do maggiore per violoncello e pianoforte”, composta da uno Chopin (Zelazcwa-Wola, Varsavia, 1810 - Parigi, 1849) diciannovenne e al suo terzo numero d'opera nel 1829, durante il periodo di Varsavia. Anche per il Polacco, curiosamente, quell'anno fu un anno determinante: a tacer d'altro nascevano il “Concerto in fa minore per pianoforte e orchestra” e il primo fremito d'amore per Constantia Gladkowska. Ma, a parte ciò, null'altro sembra accostare la prova dei “Cinque pezzi” schumanniani, opera comunque di un autore nel pieno della propria maturità stilistica e tecnica, a quella dell'Introduzione e polacca di Chopin: la quale si segnala, certo, per l'innata eleganza della fattura, ma che poco può dirci sui giganteschi fermenti del futuro prossimo del suo autore, denunciando, tutt'al più, fragrante spirito mondano e gustosa brillantezza di tratti al pari delle altre composizioni di genere, valzer, mazurke, polacche, nelle quali il genio in sboccio era già uso cimentarsi.



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