sabato 17 dicembre 2011

5 - MUSICA SACRA - IL CORALE E L'ORATORIO (The sacred music - The choral)

Alessandro Scarlatti
  
Nel XVI secolo in Germania la Riforma Protestante portò ad una profonda revisione della musica sacra. Lutero si rese conto che per sollecitare i fedeli ad una più attiva partecipazione alle funzioni liturgiche era necessario adottare forme musicalmente semplici e con testi comprensibili; a tal fine promosse la traduzione dei testi sacri latini in lingua tedesca e vi adattò melodie dalla semplice costruzione polifonica tratte dal repertorio popolare. 
In un secondo tempo i testi vennero scritti appositamente in volgare. In questo modo nacque un patrimonio di canti liturgici (corali) destinato ad influenzare gli sviluppi della musica tedesca. 
Anche la Controriforma si occupò della musica sacra e condannò la scarsa comprensibilità dei testi, il cui significato si perdeva a causa dell'intreccio delle voci. Inoltre ribadì la validità dello stile a cappella contro l'introduzione degli strumenti, che vennero esclusi dalle composizioni sacre.
  
Giacomo Carissimi
  
Lo spirito della Controriforma trovò la sua migliore espressione nella lauda polifonica, le cui caratteristiche sono la semplicità della melodia e la comprensibilità del testo in volgare e di contenuto edificante. Questo genere derivato dal repertorio laico si diffuse a Roma nella seconda metà del Cinquecento e, adottato negli oratori sorti su modello di quello fondato da San Filippo Neri nel 1558, costituì il nucleo da cui nacque la forma musicale dell'oratorio. Le parti dialogiche delle laudi cantate prima e dopo il sermone vennero distribuite fra i cantori e la narrazione fu affidata al coro che aveva anche il compito di commentare moralmente l'azione. 

Si arrivò in breve tempo ad una vera e propria forma di spettacolo sacro per sole voci e coro, con un semplice accompagnamento strumentale, senza scena né azione. Accanto a questo tipo di oratorio in volgare (oratorio filippino), nel corso del XVII secolo si diffuse l'oratorio in latino, derivato dal mottetto e perfezionato da Giacomo Carissimi (1605-74) e Alessandro Scarlatti (1660-1725).


Sta...

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