giovedì 10 novembre 2011

PADRONI DELLA GUERRA (Masters of war) - Bob Dylan (Testo, traduzione e video)

   
Nell'ottobre 1965 la rivista “Esqùire” pubblicò i risultati di un'inchiesta svolta nelle università americane per rilevare quale personaggio pubblico fosse considerato il più importante dell'epoca: i primi tre nomi furono quelli di John Kennedy, Bob Dylan e Fidel Castro.
Nato a Duluth nel Minnesota nel 1941, Dylan, il cui primo disco era uscito nel 1962, aveva ormai superato i confini della sua attività di cantante e chitarrista, divenendo per più di una generazione di giovani innanzitutto un poeta e uno dei miti più radicali della controcultura protestataria degli anni sessanta.
Sul piano musicale, Dylan era l'erede delle ballate folk di Woodie Guthrie e di Pete Seeger, che gradatamente egli fuse con il nuovo rock degli anni sessanta e con il blues di ispirazione nera. Sul piano culturale, egli riprendeva nei testi delle sue canzoni e delle sue poesie i temi del vagabondaggio e della nuova frontiera, sulle orme degli hoboes (lavoratori emigranti) e della tradizione popolare e nera degli anni seguenti alla grande crisi del '29, mescolando questi temi con la cultura antiautoritaria e pacifista della beat generation.
Dylan rappresentò dunque il nuovo stile di vita scritto da Kerouac e cantato da Ginsberg. La sua musica seguiva la via di quei cantanti popolari, ispirati da un desiderio di trasformazione sociale e di ribellione, che avevano preso l'abitudine, nel secondo dopoguerra, di accompagnarsi con una chitarra e l'armonica per protestare contro i problemi che dilaniavano la società americana: i ghetti, la discriminazione razziale, la guerra, la povertà. Ma nelle canzoni di Dylan si vide anche la solitudine, la disperazione, la rabbia giovanile, la rivolta contro la famiglia, l'esercito, lo stato. Gli adolescenti lo applaudivano come il simbolo della beat generation; Ginsberg vi si riconobbe e così gli intellettuali che allora si chiamavano hip.
Attraverso i jukebox egli restituì ai giovani uno slang pesante, un gergo e una pronuncia che violavano ogni regola della lingua e del canto. Interprete di quest'inquietudine che non aveva risposta nella società adulta di allora, di quest'aspirazione al cambiamento che doveva restare in gran parte delusa, nel decennio seguente Dylan accompagnò il ripiegamento più soggettiva e moderato delle ultime generazioni americane.
Il testo che ho scelto per cominciare questa mia avventura musicale fa parte del secondo disco di Dylan e risale al 1963. È una violenta invettiva contro i mercanti di guerra, i costruttori di armamenti e contro la guerra in generale. Anche in Italia questi versi furono a lungo cantati in coro dai giovani nelle scuole e sulle strade.
   

      
Masters of war

come you masters of war
you that build the big guns
you that build the death planes
you that build all the bombs
you that hide behind walls
you that hide behind desks
I just want you to know
I can see through your masks

you that never done nothing
but build to destray
you play with my world
like it's your little toy
you put a gun in my hand
and you hide from my eyes
and you turn and run farther
when the fast bullets fly

like judas of old
you lie and deceive
a world war can be won
you want me to believe
but I see through your eyes
and I see through your brain
like I see through the water
that runs down my drain

you fasten all the triggers
for the others to fire
and then you set back and watch
when the deathcount gets higher
you that hide in your mansion
as young people's blood
flows out of their bodies
and is buried in the mud

you've thrown the worst fear
that can ever be hurled
fear to bring children
into the world
for threatening my baby
unborn and unnamed
you ain't worth the blood
that runs in your veins

how mueh do I know
to talk out of turn
you might say that I'm young
you might say I'm unlearned
but there's one thing I know
though I'm younger than you
that even Jesus would never forgive
what you do

let me ask you one question
is your money that good
will it buy you forgiveness
do you think that it could
I think you will find
when your death takes its toll
all the money you made
will never buy back your soul

and I hope that you die
and your death will come soon
I'll follow your casket
on a pale afternoon
and I'll watch while you're lowered
down to your deathbed
and I'll stand over your grave
till I'm sure that you're dead


Padroni della guerra

venite padroni della guerra
voi che costruite i grossi cannoni
voi che costruite gli aeroplani di morte
voi che costruite tutte le bombe
voi che vi nascondete dietro i muri
voi che vi nascondete dietro le scrivanie
voglio solo che sappiate
che posso vedere attraverso le vostre maschere

voi che non avete mai fatto nulla
se non costruire per distruggere
voi giocate con il mio mondo
come se fosse il vostro piccolo giocattolo
voi mettete un fucile nella mia mano
e vi nascondete dai miei occhi
e vi voltate e correte lontano
quando volano le veloci pallottole

come giuda dei tempi antichi
voi mentite e ingannate
una guerra mondiale può essere vinta
voi volete che io creda
ma io vedo attraverso i vostri occhi
e vedo attraverso il vostro cervello
come vedo attraverso l'acqua
che scorre giù nella fogna

voi caricate le armi
che altri dovranno sparare
e poi vi sedete e guardate
mentre il conto dei morti sale
voi vi nascondete nei vostri palazzi
mentre il sangue dei giovani
scorre dai loro corpi
e viene sepolto nel fango

avete causato la peggior paura
che mai possa spargersi
paura di portare figli
in questo mondo
poiché minacciate il mio bambino
non nato e senza nome
voi non valete il sangue
che scorre nelle vostre vene

che cosa so io
per parlare quando non è il mio turno
direte che sono giovane
direte che non so abbastanza
ma c'è una cosa che so
anche se sono più giovane di voi
che perfino Gesù non perdonerebbe
quello che fate

voglio farvi una domanda
il vostro denaro vale così tanto
vi comprerà il perdono
pensate che potrebbe
io penso che scoprirete
quando la morte esigerà il pedaggio
che tutti i soldi che avete accumulato
non serviranno a ricomprarvi l'anima

e spero che moriate
e che la vostra morte venga presto
seguirò la vostra bara
un pallido pomeriggio
e guarderò mentre vi calano giù nella fossa
e starò sulla vostra tomba
finché non sarò sicuro che siete morti.

1 commento:

Marianna S. ha detto...

un'altra perla delle tue...
in bocca al lupo
bacio