mercoledì 16 novembre 2011

O CARA MOGLIE - Ivan Della Mea (Testo e video)



   
___O CARA MOGLIE

O cara moglie, stasera ti prego,
dì a mio figlio che vada a dormire,
perché le cose che io ho da dire
non sono cose che deve sentir.

Proprio stamane là sul lavoro,
con il sorriso del caposezione,
mi è arrivata la liquidazione,
m'han licenziato senza pietà.

E la ragione è perché ho scioperato
per la difesa dei nostri diritti,
per la difesa del mio sindacato,
del mio lavoro, della libertà.

Quando la lotta è di tutti per tutti
il tuo padrone, vedrai, cederà;
se invece vince è perché i crumiri
gli dan la forza che lui non ha.

Questo si è visto davanti ai cancelli:
noi si chiamava i compagni alla lotta,
ecco: il padrone fa un cenno, una mossa
e un dopo l'altro cominciano a entrar.

O cara moglie, dovevi vederli
venir avanti curvavi e piegati;
e noi gridare: crumiri, venduti!
e loro dritti senza piegar.

Quei poveretti facevano pena
ma dietro loro, là sul portone,
rideva allegro il porco padrone:
l'ho maledetto senza pietà.

O cara moglie, prima ho sbagliato,
dì a mio figlio che venga a sentire,
ché ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà

ché ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà.
     
       
O CARA MOGLIE è una canzone "sindacale" di Ivan Della Mea, certamente fra le più cantate dell'autunno caldo del 1969 in Italia.
In qualche occasione lo stesso autore, cantandola, sostituisce al verso "per la difesa del mio sindacato" la dizione "per la causa del proletariato".
Incisa la prima volta da Della Mea nei 45 giri Dischi del Sole e poi da Giovanna Marini in Controcanale '70.
  

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