martedì 22 novembre 2011

L'INTERNAZIONALE (The Internationale)

  
L'internazionale
Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914)

Compagni, avanti! Il gran Partito
noi siamo dei lavorator.
Rosso un fiore in petto ci è fiorito
e una fede ci è nata in cuor.

Noi non siamo più nell'officina,
entro terra, nei campi, al mar,
la plebe sempre all'opra china
senza ideale in cui sperar.

Su lottiam! L'Ideale
nostro alfine sarà,
l'Internazionale,
futura umanità!
Su lotti L'Ideale
nostro alfine sarà,
l'Internazionale,
futura umanità

Un gran stendardo al sol fiammante
innanzi a noi glorioso va,
noi vogliamo per esso giù infrante
le catene alla libertà!

Che giustizia venga, noi vogliamo
non più servi, non più signor!
Fratelli tutti esser vogliamo
nella famiglia del lavor.

Su lottiam...

Lottiam, lottiam, la terra sia
di tutti eguale proprietà,
più nessuno nei campi dia
l'opra ad altri che in ozio sta.

E la macchina sia alleata
non nemica ai lavorator;
così la vita rinnovata
all'uom darà pace ed amor!

Su lottiam...

Avanti, avanti, la vittoria
è nostra e nostro è l'avvenir;
più civile e giusta, la storia
un'altra era sta per aprir.

Largo a noi, all'alta battaglia
noi corriamo per l'Ideal:
via, largo, noi siam la canaglia
che lotta pel suo Germinal!

Su lottiam! L'Ideale
nostro alfine sarà,
l'Internazionale,
futura umanità!
Su lottiam!  L'Ideale
nostro alfine sarà,
l'Internazionale,
futura umanità.
  


   
Di nessuna presentazione necessiterebbe questo conosciutissimo inno che in tutto il mondo è il simbolo della classe operaia in lotto per il Socialismo. Ricordo solo che il testo originale è nato in Francia, scritto dal poeta della Comune Eugène Potter, musicato nel 1888 da Pierre Degeyter. Il testo italiano, di Bergeret, risultò il vincitore di un concorso bandito dal giornale "L'asino" (fu pubblicato nel numero del 13 ottobre 1901).



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Sta....per sempre....

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