mercoledì 23 novembre 2011

LA CANTA DI MATTEOTTI (Testo e video)

Giacomo Matteotti
    
LA CANTA DI MATTEOTTI

Or, se ascoltar mi state,
canto il delitto di quei galeotti
che con gran rabbia vollero trucidare
il deputato Giacomo Matteotti,

Erano tanti:
Viola Rossi e Dumin,
il capo della banda
Benito Mussolin.

Dopo che Matteotti avean trovato,
mentre che stava andando al Parlamento,
venne su di una macchina caricato
da quegl'ignobil della banda nera.

In mezzo a un bosco
fu trasportato là
e quei vili aguzzini
gli disser con furor:

" Perché tu il fascismo hai sempre odiato,
ora dovrai morì qui sull'istante "
e dopo averlo a torto bastonato
di pugnalate gliene dieder tante.

Così, per mano
di quei vili traditor,
moriva Matteotti,
capo dei lavorator.
   

    
LE ELEZIONI IRREGOLARI

Discorso di denuncia di Giacomo Matteotti

Mentre si avvicina la data delle elezioni del 1924, da cui Mussolini si aspetta un consistente successo, la violenza degli squadristi fascisti si fa più intensa.
Il 23 agosto del 1923 tre uomini fracassano il cranio, a colpi di bastone, a don Minzoni, parroco di Argenta che era diventato il coraggioso organizzatore della gioventù cattolica del luogo; il 29 novembre le camice nere assalgono e saccheggiano la casa di Nitti, ex presidente del Consiglio; il 26 dicembre il liberale Amendola viene aggredito in una via centrale di Roma e bastonato fino a perdere conoscenza.
Durante lo svolgimento delle votazioni del '24, avvenivano episodi di violenza e soprusi. All'indomani delle elezioni, Matteotti si reca alla Camera e denuncia con vigoroso discorso di accusa le irregolarità.

Quel discorso costò la vita al deputato: il pomeriggio del 10 giugno 1924, in una strada di Roma e in piena luce del sole, Matteotti venne aggredito da cinque fascisti e trascinato a forza in un'automobile.
Fu ucciso e sepolto in campagna: solo due mesi più tardi fu ritrovato il suo corpo. Sotto la spinta dell'indignazione popolare, i colpevoli vennero processati, ma restarono praticamente impuniti fino a dopo la Liberazione del 1945.
Parlando alla Camera il 3 gennaio 1925, Mussolini respinse l'accusa di diretta partecipazione al delitto Matteotti, ma assunse la responsabilità politica per l'atmosfera di violenza:
“Ebbene, io dichiaro qui al cospetto di questa assemblea ed al cospetto di tutto il popolo italiano che assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto.”


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Sta.....................

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