mercoledì 16 novembre 2011

GIOVANNI ALLEVI - Vita e opere (Life and works)

    
Questo astro nascente che oramai brilla nel firmamento musicale si chiama Giovanni Allevi.
Autore ed esecutore di composizioni per "piano solo" sta rivoluzionando la corrente classica europea tramite le tendenze del pop, del jazz, del funk e dell'ambient, lasciando che la fantasia e il vissuto dell'ascoltatore completi un'immagine musicale volutamente abbozzata, così da creare una propria via emozionale capace di fornire un legame unico tra note e auditorium.
Musicista umile ed educato, occhiali da ottimo studente laureato con lode in filosofia, con una tesi il cui titolo già mette i comuni mortali in soggezione, “Il vuoto della Fisica contemporanea”, una folta chioma di riccioli neri che preannuncia una ribellione innata agli schemi prefissati, Allevi nasce ad Ascoli Piceno e si diploma con il massimo dei voti in pianoforte nonché in composizione.

Nel 1991 assolve l'obbligo di leva presso la Banda Nazionale dell'Esercito Italiano ed è in quel frangente che il suo maestro si accorge del suo speciale talento tanto da inserire il pianoforte come strumento solista nel suo repertorio, evento unico nella storia della Banda. In quel periodo esegue la “Rapsodia in blu” di George Gershwin e il “Concerto di Varsavia” di Richard Addinsell in molti teatri italiani.
Alla fine del servizio militare inizia a rappresentare in concerto un repertorio composto esclusivamente da brani inediti, frequentando contemporaneamente corsi di Bio-musica e Musicoterapia dove acquisisce maggiormente la consapevolezza di come la musica possa rendere liberi tramite l'evocazione di immagini, ricordi ed emozioni.

Nel 1996 scrive le musiche per la tragedia di Euripide rappresentata a Siracusa “Le troiane”, aggiudicandosi il premio speciale per le migliori musiche di scena.
L'anno seguente vince le selezioni internazionali per giovani concertisti presso il Teatro San Filippo di Torino. Tuttavia è con la pubblicazione della prima raccolta sotto l'etichetta Soleluna e Universal Italia che viene alla luce un album dotato di fresca originalità e molto apprezzato dalla critica.
L'incontro con Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, tre giorni nello studio di registrazione di Milano "il profumo del pianoforte dei miei sogni, il parquet dello studio, il live al Palaeur e al Forum; per non parlare dell'emozione della pubblicazione e la sensazione che qualcosa di mio fosse il giro per il mondo" lo porta a confrontarsi con il pubblico delle grandi platee delle sale rock. Si esibisce allora davanti a 17.000 persone eseguendo i brani dell'abum 13 dita, durante il tour “L'Albero” di Jovanotti.
Questo episodio dà una svolta alla sua vita e lo catapulta sulla via del successo costellata da una lunga serie di riconoscimenti.
  


   
Mentre l'album riscuote ampi consensi, Allevi conosce Nanae Mimura, famosissima musicista giapponese di marimba solista, uno strumento a percussione di origini africane, la quale trascrive alcuni brani tratti da 13 dita, proponendoli al Teatro di Tokyo e in un concerto alla Carnegie Hall di New York.
In seguito, durante il tour “Il quinto mondo-Jovanotti 2002”, Allevi regala in anteprima la sua performance solistica "Piano Karate", brano trai più estremi tratto da “Composizioni”, una raccolta dal respiro europeo che oltre al jazz ingloba tradizione classica e d'avanguardia e in più punti ricorda il minimalismo di un Mertens o di un Nyman o come lo stesso compositore dice... "è stato un conato, un ospite ingombrante che chiede di essere amato. E un semino gettato nell'esistenza che comincia molto lentamente a creare dei cambiamenti".
Ormai famoso, si esibisce in rassegne concertistiche di musica classica nei teatri come nei festival rock e jazz e dal 2004 inizia un tour internazionale dal palco dell'Hkapa Concert Hall di Hong Kong, segno di un rinnovato accrescimento artistico che lo porterà nel 2005 al Blue Note di New York, sul palco del tempio mondiale del jazz, dove registrerà due sold-out.
A conferma del giusto successo, viene invitato a tenere un seminario su “La musica dei nostri giorni" presso l'Università di Stoccarda e su “Il rapporto tra musica e filosofia” alla School of Philosophy di New York.
Artista internazionalmente riconosciuto riceve a Vienna nel 2005 l'onorificenza di “Bosendorfer Artist” per "la valenza internazionale della sua espressione artistica" e in terra patria, il "Recanati Forever" per la musica per "l'eccellenza e la magia con cui accarezza i tasti del suo pianoforte".
Sempre nello stesso anno si esibisce presso il Teatro Politeama di Palermo con la sua prima opera per pianoforte e orchestra “Foglie di Beslan”, assieme ai 92 membri dell'Orchestra Sinfonica Siciliana da cui aveva ricevuto la commissione.
  
   
Capace di staccarsi dal classicismo ortodosso, passa dalla sperimentazione ritmica e armonica delle prime composizioni cariche di suoni, alla necessità di dare spazio al silenzio e superare l'horror vacui, fermando sulla carta quella sinfonia unica che è dentro ognuno di noi in attesa di qualcuno capace di catturarla.
Nascono dunque album come “No Concept” nel 2005, da cui il regista statunitense Spike Lee trae il brano “Come sei veramente” per utilizzarlo come colonna sonora per un nuovo spot internazionale della Bmw.
Nel 2006 esce “Joy”, un lavoro straordinario capace di grandi aperture evocative che avvicina all'essenza dell'idea musicale e coinvolge anche i "non addetti ai lavori" nella magia delle note.
  

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